MEMORIE BLUCERCHIATE: “QUANTO E’ STATO GRANDE FLACHI? E’ IL NUMERO UNO”

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Pubblichiamo l’articolo di Roberto, memoria storica delle grandi imprese blucerchiate. Questo il suo pensiero su un campione senza tempo: Francesco Flachi goal machine.

Ho cominciato ad andare a Marassi che ero un bambinetto con i pantaloni corti. Stavano finendo gli anni Cinquanta ed il mondo era assai diverso da quello in cui ci muoviamo oggi con tanta frenesia. Ricordo che, con mio fratello, entravamo nel vecchio stadio facendoci accompagnare da “parenti” improvvisati che, presici per mano, ci introducevano in quel fantastico mondo che solo la presenza fisica poteva realizzare in tutta la sua magicità.

Ho visto sgambettare sul prato del “Ferraris” quasi tutti i giocatori che hanno vestito la “più bella maglia del mondo”. Mi mancano solo i primissimi, i vari Moro, Baldini, Bassetto, ma poi tutti gli altri li ricordo benissimo.

In particolare quelli dell’era “Ravano”, Alberto il grande presidente che avrebbe già da allora potuto regalarci lo scudetto (1960-61) se quei “simpatici vecchietti” avessero avuto più consapevolezza dei propri mezzi specie fuori casa (a Marassi fummo imbattuti) dove una certa timidezza impedì di esaltare le facoltà di una squadra forte e compatta come poche.

Come non ricordare con nostalgia Ernst Ocwirk grande “centromediano metodista” e capitano del wunderteam europeo?

E poi Lennart “Nacka” Skoglund biondo grande dribbleur, e la colonna difensiva Guidone Vincenzi, e ancora Sergio Brighenti capocannoniere con 27 reti e per finire Ernesto “Tito” Cucchiaroni amatissimo da tutti i sampdoriani e icona indelebile nel firmamento blucerchiato di sempre. Un lungo salto temporale porta agli eroi dello scudetto, Pagliuca, Cerezo, Vialli, Mancini, Vierchowod ecc… e poi nel breve periodo di rigurgito di una gloria sportiva che cominciava a spegnersi ecco un grande centrocampista che subito mi colpì alla prima uscita a Marassi, se non sbaglio contro il Milan.

Che classe e che senso della posizione aveva Juan Sebastian Veron! Eppure molti “intenditori” lo guardavano con molto sospetto. Erano gli stessi che avevano bollato come “cu bassu” un certo Seedorf. Ma lasciamo perdere. Scrivo queste righe, in effetti, per fare un gioco. Qual è per me (e per voi) il più importante giocatore nella storia del Doria? Se devo valutarlo per tecnica, classe e personalità allora non ho dubbi. Al primo posto metto Ruud Gullit, un autentico fenomeno la cui sola presenza in campo dava la giusta tranquillità e l’assicurazione che ogni partita si poteva vincere su qualsiasi campo. I gol e le sgroppate di quel “cervo che esce di foresta” sono indimenticabili e quel “dannato” di Eriksson, nell’anno di grazia del “tulipano nero”, per non dimenticare i vecchi rimasti e i nuovi Jugovic e Platt, poteva veramente portare in bacheca il secondo scudetto. Pazienza.

Ma se, oltre alla classe (ne aveva tanta….il nostro), devo valutare altre qualità come l’impegno, l’abnegazione, il senso della sampdorianità, allora dico che il più grande, il più importante, il più caro, il più tutto per me è stato Francesco Flachi.

Non c’è Mancini (e Vialli) che tenga. E lo sottolineo perché esiste qualcosa che solo lui ha fatto per questa squadra. Per esempio all’epoca nefasta della serie B prolungata ha praticamente tenuto in piedi da solo la baracca e ricordo che ogni domenica ripetevo agli amici lo stesso mantra “da solo vale il prezzo del biglietto” e “ogni volta che tocca la palla mi sembra di vedere un pezzetto di serie A”.

E poi con la Samp con un piede e mezzo in serie C disse che sarebbe rimasto comunque. E ci portò in Europa con le sue magie. E se si guarda bene la rosa del campionato 2004-2005 non si riesce a capire come il Doria abbia sfiorato per un solo punto la qualificazione in Champions League.

Ma con un trascinatore così tutto era possibile. Non dimenticherò mai le tre rovesciate di Perugia tra le cose più belle che abbia mai visto su un campo di calcio. Per tutto questo affermo convinto che Flachi, a mio giudizio, è il numero 1 nella storia della Samp e lo è tanto più ora che da vero tifoso, quando può, viene a Genova e si piazza nella Sud.

Qualcuno ora penserà che tutto questo e i 112 gol segnati in maglia blucerchiata abbiano un po’ annebbiato la mia memoria e creato una sorta di dimissioni nella mia coscienza per il grave episodio della cocaina. E’ un gran cruccio questo ricordo e un fatto spiacevole, lo so, un episodio indiscutibile, ma per me è stato rimosso dalla grande riconoscenza per quanto comunque egli ha regalato alla storia blucerchiata. So che i tifosi lo hanno perdonato e quindi, nonostante tutto, inneggio ancora e sempre a Flachi. Francesco Uber Alles! (onore alla Germania che ha vinto i mondiali….).

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SampGeneration

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6 commenti

  1. Gran bell articolo, anche io sono affezionatissimo e riconoscente a Flachi, protagonista di una parabola ascendente parallela alla progressione di risultati dell era Garrone, lui che riparti’ con noi dopo essere passato da grande promessa a meteora per suoi demeriti sportivi e per i suoi ” vizi ” extrasportivi. Gli stessi che ne hanno decretato in seguito il tramonto sportivo, concludendo la sua storia alla Samp in modo dolce e amaro, una storia che merita sempre di essere raccontata ( al netto dei moralismi, in fondo Francesco ha nuociuto quasi esclusivamente a se stesso, pochissimo alla societa’ Sampdoria ). Per quanto riguarda solo il campo da gioco, sulla scelta del piu’ grande ci sarebbe l imbarazzo della scelta e gli attaccanti saranno sempre piu’ gettonati. Io voto per lo Zar Pietro , non simpaticissimo fuori dal rettangolo, ma giocatore di rara forza, velocita’ e determinazione, rimangono storici i suoi duelli con Van Basten e Maradona, le sue ucite palla al piede ( vola lo Zar!!), i suoi gol sempre decisivi e le sue litigate in campo con Pagliuca, altro vincente nato.

  2. Bellissimo articolo. Se facciamo questo gioco in cui si sceglie il miglior giocatore della Samp, io voto Gullit, poi Mancini e Vialli, poi Cassano e Veron… Poi il mitico Flachi, attaccatissimo alla maglia, meglio di molti altri!

  3. Piccola correzione: dalle tre rovesciate di Perugia sono passati 11 anni:-)
    Accomuno Flachi a Riccardo Garrone, due tra le più importanti figure degli ultimi 15/20 anni della nostra storia: hanno avuto, ovviamente nei rispettivi ruoli, una grandissima importanza nel farci rinascere e al tempo stesso ridarci una dimensione consona nella massima serie, il loro contributo alla causa resterà indelebile ma per me i loro curriculum resteranno “macchiati”, Garrone ovviamente per quel che accadde in quella stagione incubo 2010/11 e Flachi per la vicenda extra calcio che ha nuociuto sia a lui e sia a noi ( non sono d’accordo con chi ha scritto che non ha influito su squadra e società, per me è stato un danno tecnico e d’immagine enorme!)
    Comunque per me un nome su tutti: GIANLUCA VIALLI! l’attaccante più forte del mondo di tutti i tempi!!!

  4. che bello quando io e mio fratello eravamo in italia e la domenica focaccia ceres e le rovesciate del bomber grazie francesco

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