VOGLIAMO SINISA MIHAJLOVIC ALLA SAMPDORIA

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E’ notizia delle ultime ore il licenziamento (in tronco) di Sinisa Mihajlovic da parte dei dirigenti del Bologna. L’accordo fra il tecnico serbo e i dirigenti felsinei non è stato trovato. Sinisa, con il carattere che si ritrova, non ha accettato di dare le dimissioni e ha pagato a caro prezzo l’inizio di campionato senza vittorie, tre punti in cinque partite del Bologna che resta in posizioni di bassa classifica. Noi siamo a due.

Non vogliamo qui affrontare il tema Mihajlovic/leucemia, poiché entra in questioni private.
I risultati sono richiesti dalla dirigenza e i vertici bolognesi hanno pensato che Sinisa non fosse più l’uomo giusto al posto giusto. E così lo hanno sollevato dal suo incarico. A nostro avviso si tratta di un errore clamoroso, perché Mihajlovic avrebbe comunque portato a casa una salvezza, i risultati sarebbero arrivati e il Bologna avrebbe potuto contare su un personaggio di grande spessore, come pochi ne esistono nel nostro tempo.  Ma il discorso non si limita a questo.
Sinisa è un esempio, un lottatore che regala ancora i connotati di poesia ad uno sport in cui gli affari primeggiano in un modo imbarazzante.

Ora, le regole impediscono di prendere Sinisa Mihajlovic alla Sampdoria, quest’anno, nel pieno svolgimento del campionato.

Dobbiamo farci il segno della croce e sperare di salvarci. Ma una volta ottenuto il risultato minimo che compete alla nostra storia prendiamo Sinisa come allenatore. Gianluca presidente e Mihajlovic allenatore. Non si chiede troppo. Se è un sogno, non svegliateci.

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SampGeneration

Il blog della Sampdoria

32 commenti

  1. Per me Mihajlovic è un allenatore da…subentro!
    Il suo impatto in uno spogliatoio è devastante,
    ricordo un collaboratore del suo staff che mi confidò
    ” a volte vai al campo e hai poca voglia di allenarti,
    ma quando vedi quello lì la poca voglia di allenarti ti passa subito…”.
    Però ho la sensazione che una volta esaurita la carica agonistica
    che riesce a trasmettere del Sinisa allenatore rimanga poco o nulla,
    non riesce a dare un’impronta di gioco alle sue squadre, ergo:
    grande uomo, mediocre allenatore…

  2. Ognuno pensi e dica quello che vuole, ma io mi attengo semplicemente ai dati: nella stagione 2014-2015, alla guida della Samp, per una stagione intera, Sinisa arrivò 7° con 13 vittorie, 17 pareggi e 8 sconfitte e solo il 6° dei bibini oscurò in parte il suo pregevole risultato finale che comunque ci valse la qualificazione all’Europa League al posto loro se ben ricordate.
    Dopo Sinisa, nessun allenatore è stato in grado di portare la Samp così in alto e bisogna infinitamente riconoscere il suo valore.

  3. a parte i problemi di salute (gli facciamo tutti i più affettuosi auguri, naturalmente), non dovremmo mai dimenticare che un bel giorno ci piantò in asso dicendo che aveva saldato i suo debito di gratitudine con la proprietà e voleva andare in una grande!

  4. luca (brasile / Spezia) -

    Magari fosse!

    Magari per la grinta, per i valori umani (che non nego a GP, sia chiaro), per l’amore e l’etica dello sporto che ha sempre portato con sé dovunque sia andato, per la capacità di far tirare fuori le palle a qualunque ragazzino tatuato e viziato che gli capita in rosa, per il coraggio di far esordire e giocare i giovani, ma anche perché è una bandiera.

    @robmerl non è vero che ci piantò in asso, concluse il suo contratto e non lo rinnovò, aspirando come è normale ad una salto di qualità che da noi, onestamente, non era possibile. ma fu di parola.

    Quindi, per conto mio, primo che si levi dalle balle la leucemia una volta per tutti e torni la roccia che è sempre stato, secondo che venga a Genova che è la sua vera casa

  5. Innanzitutto auguro a Sinisa di guarire completamente e di lasciarsi alle spalle questi anni molto brutti della sua vita. È un uomo vero innamorato dei nostri colori no un blablabla che quando le cose non vanno bene non da la colpa alla società o solo ai giocatori ma si assume le sue responsabilità. Se lo vorrei alla Sampdoria? Rispetto alla salma che abbiamo desolatamente in panchina senz’altro!

  6. Vedo che purtroppo continuiamo a parlare, come dicono in toscana: “alla bischero sciolto”. Punto primo Sinisa purtroppo non è più quel grande motivatore che abbiamo conosciuto. La perfida malattia che lo ha colpito sicuramente, spero solo temporaneamente, lo ha reso un allenatore diverso. Il Bologna poteva cambiare allenatore per motivi ovvi quest’estate ed invece, vergognosamente, ha deciso di cambiarlo ora attribuendo al serbo colpe non sue o almeno non tutte sue. Bene speriamo che retrocedano tanto mica abbiamo dimenticato sia loro che Trentalange, mi spiace solo per Pagliuca. Parliamo anche del passato. Quando avevamo Sinisa, se ricordate, nel girone di ritorno ci simo fermati. Eravamo in scia champion alla fine del girone di andata (terzi?) poi si diceva che lui avesse già firmato con il Napoli cmq poi andò al Milan… anche se aveva giurato ami Genoa, mai Milan, mai Roma….il resto è storia. E’ pure amico del nano malefico……Torando a Sinisa tira la bomba gli auguro di guarire e vivere una vita serena e felice con la sua famiglia.

  7. * Silverfox
    non andò proprio come tu affermi,
    quella SAMPDORIA non si fermò nel girone di ritorno,
    bensì a neppure due mesi dalla fine del torneo!
    Dopo aver battuto l’Inter, non senza un pizzico di fortuna ( punizione bomba di Eder! )
    eravamo quarti a pochissimi punti dal terzo posto!
    Purtroppo crollammo letteralmente da inizio aprile,
    un mix di sfiga ( infortunio a Eder, partite stregate come a Milano contro il Milan o in casa con la Lazio ),
    e l’incredibile rimonta delle rumente vanificarono tutto quanto di buono fatto dalla squadra e soprattutto da Sinisa,
    così che cominciarono a girare le solite leggende che circolano in questi casi, quella per l’appunto che Mihajlovic ci avesse “mollato” con la squadra perchè già sapeva che se ne sarebbe andato, una balla clamorosa!
    Quanto al suo esonero attuale,
    se ne parlava già qualche mese fa,
    pare che ci fossero divergenze tra lui e la società,
    se quest’ultima ha ritenuto opportuno cambiare credo abbia fatto bene,
    proseguire il rapporto solo per “compassione” credo non avrebbe giovato a nessuno…

  8. E mentre noi stiamo qui a rigirare la frittata si legge su Repubblica di oggi che ” il compratore (?) sta proseguendo le due diligence…”
    Chissà perché ma ormai questo termine mi fa solo ridere. Come diceva Gaber, a proposito degli amanti signori del sabato sera, non ce li vedo, non ce li vedo proprio.
    O forse cerco di immaginarli tutti sudati, in una stanza illuminata da una lampada fioca, che spulciano colonne di libri contabili, documenti, ricevute. E sono lì senza quasi mangiare da mesi. Sono magri, con gli occhi infossati per le notti insonni.
    Una volta si diceva: cosa dovrebbe fare una persona onesta, di sani principi, di fronte a questi scenari in cui la ragione latita?

    • Il problema è che, purtroppo, compratori non ce ne sono e stiamo parlando del nulla cosmico…Se qualcuno bussa alla nostra porta e chiede di entrare per analizzare i conti, con tutti gli inciuci e i falsi in bilancio fatti dal carcerato e dai suoi manutengoli, scappa a gambe levate. L’infame ci ha messo in trappola con lui e non possiamo più uscire. Solo chi gli ha regalato indegnamente la nostra Samp può rompere il sortilegio, ma non credo abbia intenzione di farlo…

  9. Le cose sono meno difficili di quello che sembrano se tanti pseudo investitori si sono ritirati in buon ordine le cose sono due: hanno come già ribadito in passato trovato una voragine alla quale mai avrebbero pensato o qualcuno pur di non vendere trova mille scuse e questo mi fa pensare che siamo diventati il secondo mistero dopo le piramidi non esiste una logica non vi è nulla di razionale. Tradotto se la situazione rimane questa i tempi di sopravvivenza si stanno restringendo sempre più e questo era facilmente immaginabile otto anni fa dopo aver assistito alla presentazione o forse meglio definirla farsa del “signore” in attesa di processo. Il resto non conta.

  10. “E mentre noi stiamo qui a rigirare la frittata si legge su Repubblica di oggi che ” il compratore (?) sta proseguendo le due diligence…”
    Chissà perché ma ormai questo termine mi fa solo ridere. Come diceva Gaber, a proposito degli amanti signori del sabato sera, non ce li vedo, non ce li vedo proprio.
    O forse cerco di immaginarli tutti sudati, in una stanza illuminata da una lampada fioca, che spulciano colonne di libri contabili, documenti, ricevute. E sono lì senza quasi mangiare da mesi. Sono magri, con gli occhi infossati per le notti insonni.
    Una volta si diceva: cosa dovrebbe fare una persona onesta, di sani principi, di fronte a questi scenari in cui la ragione latita?”

    Bellissima e geniale la tua “fotografia” della situazione Roberto,
    pure a me ormai scappa da ridere quando leggo di…DUE DILIGENCE!
    Perchè per noi le DUE DILIGENCE sono sempre… due, come minimo!
    La prima, chissà perchè,
    la fanno alla…belin di cane,
    poi la seconda è…PIU’ APPROFONDITA!
    E io, nella mia più totale ignoranza su questi temi mi chiedo:
    ma non possono fare un’analisi approfondita fin da subito?
    Perchè la prima DUE DILIGENCE la fanno alla carlona?
    Boh…
    Poi una mia personalissima riflessione:
    quando uno delinque,
    credo che metta in preventivo il fatto che possa essere beccato con le mani nel sacco…
    Il delinquente parassita in questione ho il timore che,
    pur ovviamente sperando di farla franca,
    avesse anche ipotizzato ciò che è poi accaduto e avesse preparato il tutto per…
    non uscirne proprio con le ossa rotte,
    magari anche solo da un punto di vista morale…
    In soldoni: ah si, io affondo?
    Verrete tutti a fondo con me,
    ma proprio tutti, nessuno escluso!

    • La cosa che non capisco è la Data Room. Non la capisco perchè per entrarvi si paga. Entrano e poi…scappano? buttando via soldi?

  11. Perché non si aspettano di trovare di tutto di più Silverfox la Samp ad oggi è il vaso di Pandora può uscire tutto il marcio possibile a questo aggiungi che il proprietario di passare la mano non ci pensa minimamente e i giochi sono fatti. Ma questo il l’ho già scritto prima che finisse il campionato adesso a tanti piace vincere facile

  12. So che sembra inappropriato dirlo, vista la sua salute. Ma prima dobbiamo sopravvivere. Prima la Samp ha bisogno di una società vera, non dei traghettatori.

  13. Vorrei lanciare una provocazione sulle accorate parole di un tifoso vero come Corrado Tedeschi dove dice: la Sampdoria sta morendo nessuno dice niente? Mi spiace dirlo ma è proprio quello che penso o Lanna comincia a fare la voce grossa per fare chiarezza con il veneziano e il suo vice o qui si chiude baracca alla fine di questo campionato ciò nonostante non vedo attorno a questo buio tv e giornali presenti e pressanti sembra che a nessuno importi niente ora dico io è normale che rischi fortemente una squadra anzi mi correggo la squadra che rappresenta più di tutte la Liguria nella massima serie di sparire in questo silenzio assordante? Sembrerebbe un brutto sogno peccato rappresenti invece una nuda e cruda realtà. Mi meraviglia di più chi scrive articoli su un ex allenatore del Bologna in prospettiva futura a Roma direbbero ” Ma de chè futuro parlamo…

  14. nessuna provocazione luigi, tedeschi ha ragione e lo sappiamo…noi tifosi cosa possiamo fare? io continuerei coi giretti ad albaro, di piu’ si va nel penale…se avete altre idee proponete ed io ci sono, anche la federclub dovrebbe assumere una posizione

  15. Io opterei per una “manifestazione”od un “corteo” ma non da 200 persone,in citta’,per non farci sembrare passivi o rassegnati,non pensando tanto non serve a niente,non si puo’ affondare nel silenzio piu’ totale.Facciamolo non pensando che sono cose da genoani.Questa questione e’ troppo importante.Facciamolo in maniera anzi clamorosa.

  16. Con tutto il rispetto non sono i tifosi a poter cambiare lo stato delle cose gli unici che possano provare a cambiare questo Status Quo sono TV e giornali non di certo coloro i quali hanno in mano le carte da sottoporre a eventuali acquirenti dopodiché ognuno per quello che conta potrà dire di aver fatto il possibile per far sì che uno tsunami non si abbattesse su una gloriosa società di calcio

  17. Si magari Telenord e il Secolo XIX .le cose vanno costruite anche dal “basso”, la spinta della gente avrebbe ottimo effetto anche sui pochi media che ci possono aiutare.Sveglia perche’ siamo gia’ al limite.

  18. Speriamo ci pensi la Federclub!! L’idea è ottima. Per l’amico Dado Tedeschi e il suo accorato grido di allarme. Lo capisco ma forse è un pò esagerato. Sta di fatto che se quell’essere di Vidal non cede entro la fine di questo campionato un altro anno così non lo possiamo fare finiremo per scomparire e anche i creditori del nano malefico non beccherebbero un quattrino. Altro che 30 mesi dai concordati. Hanno di buono al massimo fino a maggio 2023 poi sono out e allora altro che manifestazione direi piuttosto caccia alle streghe.

  19. Ne esc una al giorno ma questa…..

    Sampdoria, Di Silvio: ‘Io, doriano doc, porto gli Al Thani a Genova. Chiudiamo a giorni. E su Vialli e Ferrero…’
    Sampdoria, Di Silvio: ‘Io, doriano doc, porto gli Al Thani a Genova. Chiudiamo a giorni. E su Vialli e Ferrero…’

    del 10 settembre 2022 alle 15:40
    di Renzo Parodi
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    Buongiorno dottor Di Silvio, lei è consapevole che la Genova blucerchiata attende trepidante notizie da lei sull’acquisto della Sampdoria da parte di un componente della famiglia qatariota degli Al Thani?
    “Mi faccia fare una premessa. Io sono legato da un Nda (No disclosure Act, ndr), un patto di riservatezza nei confronti dei miei competitors che mi impedisce di entrare nei particolari. Ma le posso confermare che la trattativa per l’acquisto della Sampdoria è reale ed è solida. Se andrà in porto, come io confido che avvenga, la Sampdoria avrà di fronte un futuro importantissimo. Entrerebbe per la prima volta nel calcio italiano un investitore arabo dalle possibilità economiche enormi. Salvo Elliott e pochi altri finora le proprietà straniere in Italia non hanno combinato granché nel calcio. Noi potremmo invertire questa tendenza”.

    Permetta l’obiezione. Non si riesce a identificare con certezza chi sia il signor Faleh Khalid al Thani che sarebbe il finanziatore dell’operazione di acquisto del club. Su internet ne sono saltati fuori almeno tre, omonimi. La famiglia qatariota degli Al Thani è sterminata e conta migliaia di membri.
    “È vero ma ciascuno degli Al Thani possiede un patrimonio personale rilevantissimo che si indirizza in due filoni principali: istituzionale e finanziario”.

    E l’Al Thani interessato alla Sampdoria in quale filone si colloca?
    “Nel filone finanziario”.

    Il signor Al Thani entrerebbe in Sampdoria in prima persona o attraverso un fondo di investimento, uno dei tanti che fanno capo alla famiglia?
    “Come persona fisica”.

    E con quali obiettivi? Non accadrà che dopo uno o due anni la Sampdoria sarà lasciata in braghe di tela e venduta al primo speculatore di passaggio?
    “Assolutamente no. Non siamo speculatori. Abbiamo visto l’affare, ovviamente, ma entriamo per restare e fare bene. Io sono una persona seria”.

    Perché proprio la Sampdoria e non un altro club italiano?
    “il brand Sampdoria è un brand internazionale, la società ha alle spalle una storia sportiva bellissima e per quanto bella possa essere una casa non la si acquista così per farlo… Siamo ben consapevoli di quello che vogliamo fare”.

    Insisto: siete consapevoli che non basterà acquistare il club, versando almeno 40 milioni di euro destinati ai concordati delle aziende di Ferrero, e accollandosi i circa cento milioni di debiti, ma che occorreranno investimenti notevoli negli anni a venire per riportare la nave-Sampdoria in linea di galleggiamento?
    “Naturalmente. Il progetto, lo ripeto, è serio e solido. E Al Thani non entra in Sampdoria per fare speculazione ma per restare”.

    Come ha conosciuto il signor Al Thani?
    “Lo conosco da molti anni, ci siamo frequentati nei circuiti internazionali. Se lavori all’estero come lavoro io è facile imbattersi in personalità come lui. Se scendi al Principe di Savoia a Milano invece uno della famiglia Al Thani non lo incontri di certo”.

    Lei è un produttore cinematografico, difatti ha trascorso gli ultimi giorni al festival di Venezia. Per quale ragione, esattamente?
    “Ho presentato fuori concorso il film: ‘Gli ultimi giorni dell’Umanità’, diretto dal regista Enrico Ghezzi”.
    Enrico Ghezzi, un genovese, che conosco fin dai tempi del liceo D’Oria
    “Vuole che non lo sappia? Purtroppo Enrico è stato colpito dal Parkinson e questo film è un cameo che il Festival gli ha dedicato con grande affetto”. (La scheda pubblicata su Internet indica nella produzione Matango con Rai Cinema e Luce – Cinecittà in associazione con Minerva Pictures Group, Cinedora, Parallelo 41 Produzioni, ndr)

    Chi sono gli attori?
    “Servillo, De Francovich, altri attori di teatro di grande spessore”.

    Conosce e ha mai incontrato il suo collega Massimo Ferrero, ex presidente della Sampdoria?
    “No, mai incontrato. Ferrero è un esercente”.

    Ossia?
    “È proprietario di sale cinematografiche. Non c’entro nulla con lui”.

    Lei è barese, giusto?
    “Sono nato a Bari ma mi sono trasferito molti anni fa a Bologna e risiedo a Parigi”.

    Dica la verità: lei non tifa per la Sampdoria…
    “La sorprendo, invece. Tifo Sampdoria dai tempi dello scudetto, sono amico di tanti dei calciatori che lo hanno vinto”.

    Ivano Bonetti e Gianluca Vialli, in primis. Che la seguiranno nell’avventura blucerchiata. Giusto?
    “Vialli è un grandissimo, non ha bisogno di presentazioni. Grande uomo, grande manager, grande gestore e grande conoscitore del calcio”.

    Dottor Di Silvio, farà avere presto sue notizie ai tifosi e soprattutto chiuderà l’acquisto della Sampdoria?
    “Non dovranno aspettare molto. Giorni, non settimane”.

  20. francesco sono tutte balle…sara’ an tani supercazzola con scappellamento a destra, di silvio non e’ riuscito neanche a comprare il foggia, altro che arabi, gli unici arabi li avra’ visti al cinema

  21. Ahahah,se non e’ Al thani sara’ an tani giustamente.E’ che il mio ottimismo comincia a cedere,gia’ ne ho poco.Giorni fa dissi che nel silenzio piu’ assoluto magari ci sara’ la sorpresa quando meno te lo aspetti..vedremo.ciao solodoria e tutti gli altri.

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