ANGEL ALEJANDRO MORALES

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Puntata numero 1:
ANGEL ALEJANDRO MORALES detto “MATUTE”
(Buenos Aires, 14 giugno 1975)


Ruolo: Centrocampista Sperduto.
Transito blucerchiato: stagione 1997-98
Fischiometro: 117 decibel pari ad un clacson bitonale posizionato ad un metro dal timpano.
Presenze: 9
Reti: 1
In effetti, sostituire Roberto Mancini non sarebbe stato facile per nessuno. Ereditarne il peso in campo, la responsabilità nei confronti della squadra e, ovviamente, il numero 10 sulle spalle avrebbe dato molti pensieri anche al più robusto fra i talenti certi.
MATUTEFiguriamoci  cosa deve aver pensato un fragile punzecchiatore argentino, giovane fioretto privo di talento, portato a Genova da un povero pazzo malato di marxismo (Luis Cesar Menotti, prossimamente su questi schermi) il quale pensò bene di rendere tutto più facile affermando che fosse “uno dei dieci migliori giocatori del mondo nel suo ruolo”.
Matute arrivò a vestir la nostra maglia l’anno prima della tragedia Orteghiana ma ebbe ben poco tempo per denigrare il numero 10 incautamente assegnatogli.
Il verbo Menottiano si estinse in otto giornate appena e con esso ebbe vita breve anche il fiato di Morales, che gli sopravvisse una sola giornata. In quelle nove presenze ebbe pure l’ardire di segnare una rete al buon vecchio cinghiale Peruzzi, raggiungendo così la vetta della sua personale carriera.
Costò ben sette miliardi e mezzo di lire ed alla fine venne usato come pedina di scambio nell’affare che porterà Gaston Cordoba a Genova (sic!).
Pare sia ancora sotto contratto in una squadra argentina di infima categoria, il Club Atlético Huracán, nella quale riveste il ruolo di barriera per punizioni aggregata alla squadra juniores.

1997/1998
Sampdoria 1 – Juventus 1 (Morales – Inzaghi)

Autore

SampGeneration

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