IN GINO VERITAS: “MANCATA LA FAME. DJURICIC E ALVAREZ NON DANNO LA SCOSSA”

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Dopo il punto con la Fiorentina andiamo a giocare con il Sassuolo con l’obiettivo di confermare il trend positivo dell’ultimo periodo.
Il mister cerca motivazioni nei giocatori meno impiegati e ancora sotto la lente societaria per l’eventuale riconferma.

4-3-1-2
Viviano in porta, difesa con Bereszinsky a destra, Silvestre e Skrinar centrali e ritorno di Regini a sinistra. Nel centrocampo a 3 Torreira come mediano davanti alla difesa, Barreto mezzala destra e Praet preferito a Linetty nel ruolo di mezzala sinistra. Fernandes trequartista dietro a Schick e Quagliarella.

In fase di possesso giochiamo contro un avversario che alza molto il baricentro per pressarci alto quando iniziamo la costruzione dal basso.
Il Sassuolo difende con un 4-1-4-1 con riferimenti precisi ed organizzati.
Provano a toglierci lo spazio per vie centrali, ma gli emiliani hanno grande difficoltà a prendere e a leggere il movimento di Torreira.
La grande differenza di oggi è la velocità del possesso palla: siamo lenti e poco efficaci e commettiamo tanti errori nella gestione del pallone.
Proviamo la verticalizzazione immediata, anche utilizzando il lancio lungo sul movimento delle punte, ma con il fraseggio palla a terra troviamo poco il nostro trequartista Fernandes, nonostante le grandi difficoltà di Aquilani di leggere il suo movimento.

La costruzione dal basso riusciamo ad effettuarla nonostante il Sassuolo lasci i tre attaccanti alti contro i nostri 4 difensori più il mediano. Spesso i nostri costruttori di gioco sono Silvestre e Skrinar che ricercano il movimento in profondità o in ampiezza delle mezzali.

Cerchiamo in prevalenza il gioco a palla rasoterra e l’azione manovrata.

In fase di non possesso durante la loro costruzione portiamo la solita pressione alta con i nostri due attaccanti ed il trequartista contro i 4 difensori ed il mediano.
Le mezzali rimangono a meta’ tra le mezzali e i terzini.

Ad inizio azione se una punta attacca il terzino, la punta opposta prende il centrale lato palla, Fernandes va sul mediano, mentre la mezzala prima di uscire sul movimento in ampiezza della mezzala contrapposta aspetta che il terzino si porti sulla punta esterna.
Quando la mezzala attacca il terzino, il trequartista gioca sul mediano. Torreira gioca sulla mezzala lato palla e la mezzala opposta stringe verso il centro del campo.

Proviamo a creare densità in zona palla rimanendo corti e stretti, con la consueta aggressività. Oggi però manca la velocità nell’effettuare gli scivolamenti difensivi, credo più per una questione mentale.

Il Sassuolo risponde con il consolidato 4-3-3: calcio di movimento, propositivo, con idee e principi di gioco chiari.
Quest’anno la squadra di Di Francesco ha pagato il doppio impegno dell’Europa League e i tanti infortuni che l’hanno vista protagonista in negativo nel campionato di serie A.
Consigli in porta, difesa a 4 con Lirola a destra, Cannavaro e Acerbi centrali di difesa, Peluso terzino sinistro. Aquilani davanti alla difesa, Pellegrini mezzala destra e Missiroli mezzala sinistra. Esterno destro offensivo Ragusa, esterno sinistro Politano e punta centrale Matri.

Calcio veloce, con movimenti giusti studiati e provati in allenamento. Costruzione dal basso, terzini alti e larghi, apertura delle mezzali in ampiezza e le punte che vengono dentro al campo. Se invece le punte si allargano in ampiezza, le mezzali rimangono dentro al campo provando a muoversi in profondità. Il Sassuolo cerca di occupare tutti gli spazi nella metà campo offensiva approfittando della punta che prova ad allungare la difesa avversaria: attaccano con 6-7 elementi.

Il palleggio viene spesso interrotto per la ricerca immediata della verticale verso il movimento della punta, che scarica sui centrocampisti pronti a servire il taglio centrale degli attacchi esterni.
Ricercano spesso il cambio di gioco.
Grande spinta da parte dei terzini, uno alla volta, che cercano molto l’ampiezza del campo per aprire la nostra difesa e cercare la superiorità numerica.

In fase di non possesso non pressano molto alti, stazionano a centrocampo ma cercano di rimanere nei 90 minuti molto corti e stretti in un 4-1-4-1.

Ognuno ha un giocatore di riferimento in uscita, difendono tutti e creano molta densità centrale.
Matri cerca di coprire le linee di gioco su Torreira e lavora sui due centrali difensivi.
Le mezzali giocano contro le mezzali contrapposte per poi uscire su Torreira quando il nostro mediano si sposta lateralmente. Quando esce la mezzala l’attaccante esterno in zona palla stringe verso l’interno del campo prendendo il movimento della nostra mezzala.
L’attaccante esterno opposto gioca dentro al campo.
Gli attaccanti esterni si occupano dei terzini appena ricevono il pallone.
Mentre Aquilani gioca su Fernandes faticando a marcarlo, quando il Sassulo pressa alto Aquilani si alza centralmente su Torreira.

L’imperativo è cercare di essere il più corti e stretti possibile per evitare che il nostro gioco si sviluppi centralmente tra le linee.

La partita si conferma combattuta a centrocampo, per via della metratura in cui giocano le due squadre, corte e strette e veloci in fase di non possesso.
Tanti gli errori e le palle perse dovute alla pressione dell’avversario, il gioco risulta controllato e poco entusiasmante.

Al 6′ minuto rischiamo: su un banale rinvio di Acerbi da rimessa laterale, Matri si stacca dai nostri due centrali ed anticipa di testa Torreira. Scarico per la mezzala che serve il taglio da destra verso il centro di Politano, movimento definitivo giusto di Regini che segue il taglio e riesce a chiudere l’attaccante nero verde.

Al 12′ minuto: gran palla in verticale di Torreira per il taglio di Schick dietro al difensore centrale e davanti al terzino, che non molla la corsa. Arrivato in area lo slovacco sterza verso sinistra e prova il pallonetto che esce fuori di poco, gran giocata!

Al 14′ minuto infortunio per Praet che resiste fino a fine primo tempo con un taglio sulla testa.

La partita è molto combattuta ma vengono create poche le occasioni, il Sassuolo  trova solamente molti calci d’angolo a proprio favore.

Al 27′ minuto passiamo in vantaggio: pressing alto in una nostra azione offensiva con marcatura preventiva di Silvestre che anticipa Matri e prova a tirare da fuori. Il tiro viene deviato in maniera fortuita da Schick che segna… 0-1! E’ il suo anno!
Il Sassuolo subisce il colpo, tiene il possesso palla negli ultimi 15 minuti ribaltando le statistiche del possesso ma riusciamo a controllare bene la partita difendendoci con ordine.
Finisce il primo tempo.

Il secondo tempo inizia con la sostituzione di Praet con Linetty che si posiziona mezzala sinistra.
Purtroppo iniziamo subito male. Proviamo a lottare con Quagliarella su una seconda palla davanti all’area del Sassuolo, ma perdiamo il pallone e la squadra è molto alta con la linea difensiva a centrocampo. Missiroli recupera la sfera e serve Pellegrini dietro la schiena di Torreira. Pellegrini gioca una grande palla sul taglio dietro a Bereszinsky per Ragusa, il polacco fa l’errore di provare ad intercettare il pallone in scivolata invece di continuare la corsa con l’esterno del Sassuolo che lo anticipa e davanti a Viviano segna il pareggio: 1-1.

Incominciamo a perdere di vista il match: tanti errori in costruzione sopratutto dalla metà campo verso la porta del Sassuolo.
Ci dimostriamo imprecisi e molto lenti nonostante la percentuale alta del possesso palla, siamo poco intensi e lunghi tra i reparti.

Al 55′ minuto sull’ennesimo corner per il Sassuolo subiamo il goal del vantaggio nero-verde. Acerbi salta sulla schiena di Silvestre e segna: ennesimo goal preso da calcio piazzato. 2-1

Il mister prova a scuotere la squadra nel reparto offensivo con l’ingresso di Alvarez per Fernades ma gli spazi sono pochi, il Sassuolo si difende con tutti gli effettivi dietro la linea della palla e noi non riusciamo a trovare varchi…

Al 68′ minuto aumentiamo il peso offensivo con Djuricic per Barreto ma i cambi non danno la verve che il mister si aspettava.

Al 69′ minuto subiamo di nuovo il taglio di Ragusa dietro Bereszinsky che tocca male verso Viviano, bravo Emiliano a parare il tiro successivo.

Al 75′ minuto entra Duncan per Pellegrini ed al 75′ minuto Iemmello per Matri.
L’unico tentativo degno di nota è l’ennesimo goal sbagliato da Skrinar di testa all’83’, bravo a saltare e procurarsi le occasioni un po’ meno nella battuta a rete.

Finisce così, 2-1 per il Sassuolo al termine di una prova incolore della Samp più dal vista mentale che di quello del gioco e della organizzazione del mister.
Dopo un ottimo periodo forse la “fame”, la determinazione e l’aggressività che ci hanno sempre contraddistinto è venuta a mancare.
La Sampdoria dimostra che se non gioca con la cattiveria giusta, il ritmo e l’intensità che l’hanno vista protagonista in questo periodo del campionato risulta essere una squadra di facile lettura.
I dati dicono che siamo andati meno veloci rispetto al solito e forse siamo stati meno precisi nel possesso pur avendo tenuto la palla più del Sassuolo.
Peccato, soprattutto considerando il risultato della Fiorentina avrebbe potuto essere un’occasione per salire di qualche posizione.

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3 commenti

  1. Conte dopo la sconfitta del Chelsea ha detto che la squadra non aveva abbastanza motivazioni quindi la responsabilità era sua. Potrebbe rifletterci anche Gianpaolo su questa autocritica di un allenatore vincente.
    Basta molto poco perchè il nostro gioco si impantani in partite scialbe; in più restano i peccati di ingenuità e in particolare i corner senza marcature a uomo.
    Infine Djuricic: finchè dovrà sostituire uno a caso a centrocampo è un giocatore anonimo e insufficiente. Non sono un tecnico ma penso che le sue qualità debbano essere sfruttate nella trequarti avversaria: rifinitore o seconda punta. Tecnica individuale, capacità di suggerire e di finalizzare sono visibili almeno nelle sue precedenti squadre e in parte si sono viste anche con noi.

  2. Quando si fanno certe partite mentalmente sbagliate la colpa è un po’ di tutti…
    Io non credo che un allenatore possa condizionare così tanto emotivamente un giocatore.
    Può aiutarlo sicuramente ma anche il giocatore dovrebbe rispettare sempre L impegno.
    Questo è un rischio che può succedere in campionati passami il termine anonimi come la serie a di quest anno dove a gennaio tre squadre erano già retrocesse e 6 già andate per L Europa.
    Tornano alla partita sulle marcature la Sampdoria non marca solo a zona e poi lo decide il mister in base ai giocatori quindi non riesco a dirti cosa è meglio o cosa è peggio
    Su djuricic concordo in parte,mentre il mio discorso di critica era più di alvarez che sono due anni che aspettiamo prestazioni migliori di quelle effettuate

  3. Se un’allenatore non riesce a motivare la squadra e dare ai giocatori una mentalità vincente per me ha sbagliato mestiere pochi discorsi su diuricic e Alvarez una sola coda: rimarranno sempre due belle incompiute.

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