IL SINDACO RIBADISCE: “BIBINO CACCIA LE PALANCHE!”

0

“Joker, caccia le palanche!”. Il solitamente compassato sindaco Marco Doria attacca i bibini e il loro presidente d’Avellino, definendo “indecente” il comportamento di “una società che, pur pagando ingaggi milionari ai calciatori, si dimostra morosa per l’affitto dello stadio”.

Si è subito capito di quale delle due società si stesse parlando. I cugini negli ultimi anni non hanno versato il canone per l’utilizzo dello Stadio Ferraris. Ci stanno a scrocco! Joker ha aggiunto un particolare alla sua maschera carnevalesca: le pezze al culo.

Altro che stadio dove hanno visto la loro Storia, dove hanno visto trionfare la propria squadra (ma quali vittorie?). Questo è un caso di abusivismo, stigmatizzato anche dal sindaco.

Già nello scorso ottobre Equitalia (che acquisì il credito dal Comune di Genova), inviò una cartella esattoriale di ben 635,000 euro di mancati pagamenti.

Preziosi e Co. cercarono di far passare sotto silenzio la notizia, tentando in tutta fretta di raggiungere un accordo con il Comune ed Equitalia. E lo trovarono: a gennaio, l’assessore allo Sport Boero annuncia che i bibini pagheranno il dovuto in 24 rate mensili da 26,000 euro.

Vicenda imbarazzante per Preziosi. Il buffo presidente (paladino di Marassi in funzione anti-Progetto Nuovo Stadio) si ritrova a chiedere la rateizzazione di un debito non esagerato per una società di A. Trascorsi due mesi dall’accordo, la durezza del Sindaco potrebbe lasciar supporre che la società non lo stia rispettando.

La morosità bibina non è un problema nuovo per le casse comunali. Già all’inizio dell’anno scorso, infatti, durante una riunione della commissione sport del consiglio comunale, era emerso il mancato pagamento da parte del Genoa di circa 800,000 euro di vecchi canoni; in un impeto d’indignazione bipartisan, consiglieri di maggioranza ed opposizione erano stati perentori: “Li sfrattiamo!” – dissero alcuni consiglieri di ambo le parti politiche “Chi vuole giocare nel campo del Comune, deve pagare”.

Dopo qualche giorno di battibecchi sui media (e di trattative sotterranee), la questione sembrava avviata ad una soluzione. Falso!

Le reazioni dei media bibini?

Svicolare, rifugiandosi nel “benaltrismo” ultimamente in voga: ben altri sono i problemi della città, tante sono le carenze nei servizi (illuminazione, contrasto alla microcriminalità, parcheggi a pagamento, disoccupazione). D’accordo su tutto, ma non è che questo debba esimere una società di Serie A, abituata a maneggiare volumi di denaro ben più elevati di 600,000 euro, a versare quanto dovuto.

Altri dicono: è giusto pagare, ma per un bene funzionante e funzionale, cosa che il Ferraris attualmente non è. Ma le effettive carenze dello stadio riguardano anche la Samp; e non risulta che Garrone abbia contenziosi in corso con il Comune.

Ancora: negli ultimi mesi, non si sono praticamente più sentiti lamenti bibini, tipici di un animale agonizzante, contro il progetto dello stadio alla Fiera.

Che ci sia qualche legame tra il silenzio dei Grifoni e l’imbarazzante contenzioso con il Comune?

Autore

SampGeneration

Il blog della Sampdoria

Lascia un commento