Silvestre è vicino a firmare per altri due, forse tre anni con la Sampdoria. La lunga trattativa tra il difensore e la Samp sta per andare in porto, non si conosce l’entità dell’ ingaggio ma l’argentino è ad un passo da trovare l’accordo con Osti, dopo aver rifiutato le proposte del calcio turco (si parla comunque di un milione più bonus per tre anni).
Per la Samp è un ritorno fondamentale.
Non dimentichiamo che i successi dell’ultima stagione sono molto dipesi dalla solidità della nostra retroguardia, da una coppia centrale, Silvestre-Romagnoli, tra le più forti del campionato (l’argentino con un rendimento ancora più alto della giovane promessa).
La storia ora potrebbe ripetersi con l’accoppiata Silvestre-Moisander.
Se c’è una conferma importante per la Samp è quella di Silvestre e sembra davvero vicina.
Osti ha dichiarato ieri che la trattativa con Matias sta per concludersi e che il reparto difensivo è l’unico, ad oggi, che necessita di innesti.
L’attacco è a posto, dice il Ds.
Sta cippa.
Sembrano le dichiarazioni di Osti old style. Ma più che altro sono dichiarazioni di facciata: il caso Okaka è ancora in bilico, la volontà è di piazzare in tutti i modi questo peso umano, anche con l’intervento dell’avv. Bozzo.
Vediamo se l’offerta dell’Anderlecht troverà il gradimento di Okakone, sempre più convinto, dopo la doppietta contro le furie dell’Alta Valle, di essere forte come Luiz Adriano.
Defrel resta un punto interrogativo.
L’offerta della Samp sembra la più convincente per il Cesena. Ma alcune fonti dicono che l’arrivo del francese avverrà solo in caso di partenza di Eder, cosa ben poco augurabile.
Due righe, dovute, per il caso montato dal Secolo sulla telefonata tra Cassano a Zenga: stanno costruendo un fotoromanzo estivo che appare poco realistico. Chissà da dove prendono le informazioni?
Velo pietoso sulla tragica parodia di Licalzi: la telefonata tra Cassano che parla come Lino Banfi e Ferrero seduto sul cesso come il miglior (o il peggior) Alvaro Vitali, tra un’imprecazione e una flatulenza.
E’ pessima l’ironia di Licalzi, forse il caldo gli dà alla testa. In confronto a lui i fratelli Vanzina sono raffinati come Woody Allen.
Verrebbe voglia di far leggere le sue prese per il culo ai baresi di Bari Vecchia.
E poi incatenare Licalzi nel cuore del centro storico barese e lasciarlo alla mercé degli abitanti: lo spolperebbero vivo, olio e limone come una cozza: lascerebbero soltanto le ossa.

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Licalzi? Quello che dopo la conferenza stampa corse a scrivere che Garrone aveva ceduto a Ferrero per far andare in vacca la squadra e vendicarsi dell’irriconoscenza?
Articolo che lo fece conoscere da tutti (io almeno non lo conoscevo), cosa che nel suo mestiere farà anche comodo, per carità…
Io per farmi conoscere da tutti pensavo di scorreggiare in chiesa.
PS: abbiamo un gran bisogno di Silvestre, non di Licalzi e del suo giornale.