SAMP: FERRERO SI E’ DIMESSO DA PRESIDENTE. ECCO IL COMUNICATO

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Dopo l’arresto di Massimo Ferrero, trasferito al carcere di San Vittore a Milano, arrivano le dimissioni da presidente del club.

Nelle ultime e concitate ore la Sampdoria ha diramato un comunicato i:

 «Con grande stupore si è appreso dell’odierna esecuzione di una misura cautelare di custodia in carcere a carico di Massimo Ferrero, richiesta da parte della Procura della Repubblica di Paola per vicende fallimentari relative a fatti di moltissimi anni fa e rispetto alle quali non sono di chiara ed immediata percezione le stesse esigenze cautelari alla base per l’evidente assenza di attualità, tanto più considerando che per tre delle quattro società calabre coinvolte vi era già stata allo scopo una transazione con le relative procedure già perfezionata e adempiuta. Tali vicende, in ogni caso, preme precisare che sono del tutto indipendenti tanto rispetto alla gestione e alla proprietà della Società U.C. Sampdoria quanto rispetto alle attività romane di Ferrero e legate al mondo del cinema, già oggetto di procedura avanti al Tribunale di Roma.

Tuttavia Ferrero, proprio per tutelare al meglio gli interessi delle altre attività in cui opera, e in particolare isolare anche ogni pretestuosa speculazione di incidenza di un tanto rispetto all’U.C. Sampdoria e al mondo del calcio, intende formalizzare le dimissioni immediate dalle cariche sociali di cui sinora è stato titolare, mettendosi nel contempo a immediata e completa disposizione degli inquirenti, che verranno contattati dai suoi legali, gli avvocati Luca Ponti e Giuseppina Tenga, proprio per chiarire fin da subito la propria posizione ed evitare che, dalla del tutto inaspettata e presente situazione, possano derivare ulteriori pregiudizi a carico di realtà estranee, come la U.C. Sampdoria, che ne sarebbero gratuitamente danneggiate. Si confida che tutto si possa risolvere in tempi brevissimi anche considerando che il Trust adottato in funzione delle procedure romane contemplava, a garanzia, anche l’accantonamento di somme proprio a tutela delle procedure di cui alla Procura di Paola».

Autore

SampGeneration

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30 commenti

  1. Buon natale rumenta , tranquillo anche lì mangerai a scrocco !
    Alla faccia di quello che : presunzione di innocenza , buon amministratore , americani speculatori che giocando sporco frenano il mercato , tifosi da gradinata beoti e via dicendo quello delle pagelline che è passato per caso ma non se ne va come l´herpes ti bannassero pure te così non vediamo neanche più le tue insulse pagelle !

    • PassavoPerCaso -

      Madonna quanta bile che ti ho fatto venire, ti devo aver colpito proprio su un nervo scoperto. Occhio all’overdose, cocco.

      PS. Ma una vita ce l’hai?

        • PassavoPerCaso -

          Io adulatore?
          Due cose sono infinite l’universo e la capacita’ di non capire una sega. Sull’universo ho ancora qualche dubbio, sulla seconda me l’hai tolto tu.

          • PASSAVOPERCASO – 2 SETTEMBRE 2019 12:30
            Miracolosamente un tubo, se permetti, tant’e’ che c’era anche Aquilor.

            La societa’ e’ appetibile grazie alle tre gestioni Ferrero. Forse il tifoso da gradinata dovrebbe leggere un paio di bilanci e ascoltare un po’ meno beoti il cui cognome fa rima con belin.

            Dopo le -finanziariamente- disastrose gestioni di Garrone figlio il guitto ha inanellato tre gestioni in pesante attivo di bilancio. La Samp e’ passata dallessere un buco nero di soldi spesi male ad una macchina macina-utili.
            Da qui l’interesse di cordate straniere per l’acquisto della Samp.

            Il miliardario ha richiesto liquidita’ di cassa (presumo) il che e’ cio’ che sta bloccando il mercato e fa il tirchio da un anno per una qeustione di pochi milioni di euro. Il tutto fomentando i tifosi piu’ influenzabili contro la societa’.
            QUESTO È SOLO UNO DEI TUOI INNUMEREVOLI POST ABBI DECENZA FALLA FINITA PURE TE !

            • PassavoPerCaso -

              Si, lo riscriverei anche adesso (relativamente a quei due anni).
              Ma la differenza tra un dato di fatto (i risultati dei bilanci) e un’opinione la conosci?
              E si Dinan, che non e’ una mezzacalzetta, sa come si usano i media, e sa come si fa terra bruciata per ribassare un prezzo.

              E se tu non vedi nessun cambiamento repentino tra le posizioni apologeticamente pro Ferrero pre Dinan, e alla “dagli all’untore” post-Dinan non ci posso fare nulla.

              Un’ultima questione: se tu credi che Dinan sia diventato miliardario perche’ e’ tanto BBravo e tanto BBono sjora mia, e non perche’ sa come si fa lo squalo, accomodati.

              PS. Ovvio che meglio uno squalo di un topo.

          • AHHAHH emuli le frasi di einstein si perchè dal alto della tua sapienza sei l´unico che le conosce , l´effetto dunning kruger non ti lascia scampo !

    • Non infierire che quello che lo difendeva e’ preoccupato per la ricaduta sulla squadra.Visto che passi per caso ….passa lontano.

    • Belin sono anni che lo mena con il buon amministratore e bla bla bla infierendo contro chi non la pensa uguale non se può più di gente come questo qui è l´ora che lo capisca ma visto lo visto , uno che giudica questo scarto di galera un buon manager dubito possa capire qualcosa !

        • PassavoPerCaso -

          Meno male che di “spertu” ci siete voi compagni di merende.

          Mad max dice che infierivo, poverino, deve essersi sentito molto solo. Anche per lui: guarda che una cura contro il PTSD esiste.

  2. Io abito a Pisa, abitassi a Genova e dintorni sarei già ad Albano, che muovano il culo i tifosi del tutti o nessuno!

  3. I tifosi da gradinata non possono esprimersi ,solo quelli veri che tengono alla squadra possono dare giudizi e sentenze,attenzione.

  4. Avevo appena inviato l’articolo in redazione quando ho appreso la notizia. Ovviamente non è più attuale ma siccome mi è costato del tempo lo allego qui nei Commenti.

    Come direbbe Giorgio Gaber, “Mi scusi presidente non è per colpa mia” ma non riesco proprio a chiamarla presidente, sarà perché credo che questa qualifica la si debba conquistare soprattutto moralmente e non solamente per aver acquisito in qualche modo il pacchetto azionario di maggioranza di una società. E comunque questa volta chi le scrive è il “Tifoso” e non importa che nome abbia, se Christian, Claudio, Franco, Luigi o Roberto, conta solamente la sostanza del messaggio che giunge dal profondo di chi sente vivo quel sentimento di appartenenza che lo lega ad un’entità astratta ma pur così viva nelle nostre attività lungo il corso della vita.
    Lo stesso Gaber nel suo famoso “Io se fossi Dio” ad un certo punto dice : “finora abbiamo scherzato”. Ecco forse anche per noi è giunto il momento di parlare molto seriamente e ciò è dovuto al fatto che leggo una sua affermazione sul giornale di oggi (Repubblica, 4 dicembre 2021) nella quale, tra le altre cose, lei proclama di essere “un grande tifoso della Sampdoria”. Mi lasci dire, se permette conosco la materia, che questa posizione la si guadagna nel corso del tempo dopo un lungo periodo passato insieme. Tra gioie e dolori, ansiti e palpitazioni di cuore, e non possono bastare gli otto anni come dice lei “di sacrifici, lavoro, passione”. E poi la prego di non esagerare, sappiamo benissimo che le cose non stanno in questo modo anche perché non credo si possano amare due donne (o uomini, per la par condicio n.d.a.) nello stesso momento. E quindi in questo caso lei sembrerebbe un bigamo in quanto il suo vero amore sta da un’altra parte e precisamente nella sua città d’origine. Per quel che riguarda la sedicente passione genovese è ovvio che è difficile fare le nozze con i fichi secchi. E quando abbiamo cominciato a capire qual è il vero senso del suo “attaccamento” allora sono cominciati i guai. Ed è inevitabile che alla lunga nascano le incomprensioni e poi le accuse che la portano ad affermare di essere stanco della cattiveria nei suoi confronti, di “attacchi personali, spesso calunniosi e critiche pesanti”. Mi pare che tutto ciò derivi dal pirandelliano “Gioco delle parti” per il quale mi viene da sostenere che non poteva pensare che tutto continuasse senza che ad un certo punto non ci fosse il malcontento a prevalere. Pensi che dall’altra parte della città questo malessere è durato quasi diciotto anni ed ora è giunto, per loro, ad un’agognata fine. Ed è chiaro che in questo senso siamo un poco invidiosi anche se non lo diamo a vedere. Questa vale tanto più per gente come noi che è stata abituata bene e non può accettare la preminenza societaria di un tale che non ha, come si diceva una volta, il “becco di un quattrino”, ma non solo, uno il cui nome è spesso riportato dalle cronache giudiziarie nelle quali si parla sempre più spesso intorno a probabili cause fallimentari. Noi vogliamo una società solida che magari nel futuro possa riportarci a sognare. Cosa che lei non è in grado di poter garantire. Ma la cosa che più mi ha infastidito è quella in cui afferma che per passare la mano vorrebbe condizioni eque. In che senso? Mi corregga se sbaglio, e mi riferisco alle cronache “ufficiali”, ma per uno che ha ricevuto in dono la proprietà mi sembra questa una richiesta eccessiva, direi anche esosa. Non le dico di essere altrettanto prodigo come il suo “gentile donatore” ma limitarsi anche solamente ad una piccola buonuscita non sarebbe male da parte sua. E se quel signore le chiedesse la restituzione alle stesse condizioni che direbbe? Farebbe il verso del marameo? Mi viene in mente Mezzacapa che chiede un milione di danni ai fratelli Caponi i quali poi se la cavano con cinquantamila lire (Totò, Peppino e la malafemmina).
    Ecco, noi aneliamo ad una società che non si debba abbassare al rifiuto di giocatori, neanche di primo piano, per giunta, che possano permettersi di snobbarla quando era invece, nel nostro passato glorioso, ma anche negli anni appena a ridosso dell’epoca d’oro, una meta decisamente ambita. Non vogliamo vedere nella città di Bergamo il successo di un giocatore che da solo “fa reparto” e che un tempo vestiva la maglia blucerchiata ed è stato sacrificato per fare cassa in un percorso che appunto un tempo era inverso. Non vogliamo vedere il confronto con una vecchia squadra di terzo piano diventata “grande” rispetto alla nostra purtroppo assunta nello stuolo delle provinciali il cui solo obiettivo è la salvezza. Non vogliamo, appunto, galleggiare nei bassifondi della classifica con il costante timore di dover retrocedere solo perché lei non è in grado di poter garantire una sorte migliore non avendo i mezzi sufficienti per reggere il confronto con società che nel frattempo si sono attrezzate per un futuro migliore. Lei mi dirà che negli anni della sua gestione la Samp è finita quasi sempre nella parte sinistra della classifica. Vero, però ne converrà che adesso, con la situazione da quasi “crac” in cui si trovano le sue aziende, questa situazione non è più rinnovabile, e che, anzi, proprio in funzione di questo stato di cose, già si parla di sacrificare qualche giocatore nel mercato di gennaio quando invece, specie in situazioni di emergenza tecnica, si dovrebbe operare proprio in direzione opposta. Lei vuol stare aggrappato alla poltrona, come certi politici, e, alla maniera di un detto antico, “a dispetto dei santi”. In un articoletto apparso su Repubblica lo scrittore Maurizio Maggiani (“Il patto di fiducia tra noi e il nostro credo”) parla a proposito dell’atteggiamento di fede e dice così: “Fede nel Dio, fede nel Socialismo, fede nell’umanità degli umani, fede nella pace universale, fede nella vittoria finale, fede nell’amore, fede nella democrazia, fede nello scudetto alla Sampdoria, fede nel mercato azionario. Già, perché, se pur è un dovere, una fede è anche una scelta”. Capisce cosa vogliamo noi tifosi? Non possiamo morire d’inedia con una gestione sballottata da eventi esterni e soprattutto da chi non è in grado di onorarla al meglio. Non vogliamo certezze assolute per il futuro, non pretendiamo lo scudetto, ma osiamo sperare in un avvenire migliore del tempo che attualmente ci è dato di sopportare. Ma di una cosa necessitiamo, desideriamo la speranza. In una parola abbiamo bisogno di quel balsamo che la sua presenza ci nega, vogliamo danzare nel sogno come i Dervisci Rotanti. La sua figura rappresenta la classica antitesi rispetto alla nostra presenza e dunque questo anomalo connubio si deve risolvere. Ci faccia un bel regalo e si accontenti dell’offerta che sicuramente da qualche parte le arriverà e pensi sempre che qualsiasi cifra sarà sempre maggiore rispetto a quella che ha dovuto “eufemisticamente” sborsare per entrare da padrone a Corte Lambruschini. Se ciò accadrà magari la nostra squadriglia di tifosi motorizzati la accompagnerà festante all’aeroporto di Genova per, almeno una volta, ringraziarla di tutto cuore.

    THE SAD FAN.

  5. Ciao Roberto l’articolo è bello come sempre, le tue frasi sono sempre profonde tutto razionale ma di normale quando parliamo del proprietario ( mai lo potrò chiamare presidente) non c’è proprio nulla. Lo si poteva immaginare che prima o poi saremmo arrivati a questo punto. La matassa è alquanto intricata bisognerà armarsi di santa pazienza. Inciderà sulla squadra fisiologicamente ora aspettiamoci anche tanta ipocrisia di tanti giornalisti ma questa è un’altra pagina.

  6. Parliamoci chiaro. Nel 2014, quando questo fenomeno ha superato tutti i filtri, sapevamo tutti sarebbe finita così. Lo sapeva qualsiasi persona con un minimo di cervello, capace di capire cosa fosse successo col crack della Livingstone. Gli altri potevano capirlo. Potevano capirlo quando smantellammo la squadra dopo una fortunosa qualifica ai preliminari di UEFA. Potevano arrivarci vedendo i nostri continui risultati mediocri dopo anni di plusvalenze, con soldi che sparivano. Potevano capirlo in tante occasioni. Avevano gli occhi per vedere e non hanno visto..

    Auguro loro che tutto vada per il meglio. Perché non auguro a un sampdoriano di vivere con quel rimorso.

  7. Mah. Di Ferrero non gliene è mai fregato nulla a nessuno. A tutti è fregato invece delle sorti della Sampdoria.
    Aiutatemi, magari ricordo male io eh, ma fin da subito si è parlato di “nuovo Parma” o nuova Livingstone etc, e così per anni. Ciò non si è verificato. Si è verificato solo che non si riusciva a parlare di una partita senza che qualcuno non tornasse a ricordarci piagnucolando dell’imminente nostro destino tra i dilettanti. Il destino della Sampdoria ripeto, non di Ferrero.
    Bilancio: dopo quasi otto anni samo in serie A e abbiamo finito l’ultimo campionato a 52 punti. Per quanto mi riguarda le menate che io ho letto e sentito non si sono minimamente verificate. Chiedere a chi le prospettava di continuo di riconoscerlo è la richiesta di uno sforzo mentale che per bontà d’animo non voglio fare.
    Questa vicenda quelle persone le sta facendo gioire e non rattristando: se parlavano delle sorti di Ferrero e non della Sampdoria, imparino a scrivere in italiano, non s’era proprio capito.
    Il cambio di proprietà tra le altre cose mi fa smettere di leggere stronzate sulla squadra per cui faccio il tifo.. FORSE (chi piagnucola la faceva prima e lo farà sempre, per dirne una).

    Sarei più diplomatico se non ci fosse stato, contemporaneamente, un prendersela con gli altri che “non capivano”. Wow, grazie per la lezione d’intelligenza.

    • PassavoPerCaso -

      Esatto.

      Non avrei saputo dirlo meglio.

      Ferrero non e’ la Sampdoria, il presente non e’ il passato. Non male non vuol dire bene.

    • Luca (Brasile / Spezia) -

      Sottoscrivo il tuo commento, e mi congratulo con te per la lucidità e lo stile.

      Che fosse un bandito si sapeva.
      Come e perché sia diventato presidente della nostra Società, non si sapeva e forse non si saprà mai.

      Che sarebbe potuto andare peggio, molto peggio, sia come risultati sportivi che come dissesto finanziario, mi pare evidente.

      Quello che IO non capisco, forse perché me ne intendo zero di bilanci di società sportive, è come mai siamo passato da + 30 a + 10 e in un anno a -60 milioni di saldo, cosa non spiegabile con le porcate di ferrero, tipo macchinosi, stipendi e case qua e là.

      • PassavoPerCaso -

        Bentornato Luca, si sente la mancanza di qualcuno con cui si possa ragionare.

        Non ho guardato, ma forse potrebbe spiegarsi con monte ingaggi estremamente elevato, covid (mancati introiti, giocatori svalutati) ed alcuni acquisti sbagliati (Jankto…). Ma bisognerebbe guardare il bilancio.

        • Luca (Brasile / Spezia) -

          Ciao PPC. Piacere mio… seguo sempre, ma non con grande entusiasmo ultimamente.
          Quella di questi giorni è la prima notizia rilevante dopo mesi di calma piatta nello stagno mefitico dove siamo finiti.
          Se riesci a fare una linea del tempo attendibile in rapporto al bilancio, te ne sarei grato.

          Questo è quello che ho trovato oggi sul Corriere della Sera:

          Massimo Ferrero rileva la Sampdoria nel giugno 2014, quando Edoardo Garrone gliela vende a zero euro. Garrone azzera prima 23 milioni di esposizioni con le banche e poi fornisce a Ferrero un tesoretto di 65 milioni. La nuova gestione conduce la Samp al riequilibrio dei conti. Il bilancio al 31 dicembre 2016 chiude per la prima volta in utile: +3 milioni. Seguono il +9 milioni del 2017 e il +12 milioni del 2018. Il merito è delle ricche plusvalenze: 28 milioni per Schick alla Roma, 27 per Torreira all’Arsenal, 17 per Muriel al Siviglia. Ferrero non mette soldi, punta tutto sul trading dei calciatori, si pianificano anche investimenti infrastrutturali per il centro di allenamento di Bogliasco e la residenza dell’Academy. Nel 2019 il club riesce a realizzare ricche plusvalenze (49 milioni) ma l’esercizio è in perdita di 13 milioni. Al 31 dicembre 2020, complice la pandemia, un altro rosso: -15 milioni. La cassa riceve ossigeno grazie ai finanziamenti a garanzia statale: 30 milioni più altri 16 ottenuti dopo il 31 dicembre 2020. La Samp cammina, benché faticosamente sulle sue gambe.

          • Ciao Luca! e grazie (e ciao PPC)
            Penso che una crisi generale del calcio da eccessivo indebitamento sia giunta a bussare alla porta di molti. Non ho memoria di squadre che vincono lo scudetto (e dopo tanto tempo) e invece che rinforzarsi sulle ali dell’entusiasmo devono fare cassa (Inter, Hakimi, e in parte Lukaku). Ma io mi fermo qui e lascio l’analisi della “Nostra” a chi è in grado di farla.
            Per il resto, piacere di condividere pensieri… articolati.

            • Luca (Brasile / Spezia) -

              Si, concordo anche io Sentinel.
              Questa chat dovrebbe essere una sorta di bar dello sport virtuale, con battute e prese in giro, ma anche analisi tecniche e tattiche (alla buona), visione societaria e prospettive sportive, e soprattutto mai astio o frustrazioni personali

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