MEMORIE BLUCERCHIATE: “QUANDO BATTEMMO IL BARCA 4-0 A MARASSI, STORIA D’ALTRI TEMPI”

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Appuntamento con le Memorie Blucerchiate. Lo storico tifoso Roberto ci racconta un momento forse unico di cui fu in qualche modo testimone. 

Credo che ciascun tifoso abbia nel mirino società sportive per le quali nutra un sentimento di “sana” avversità che inevitabilmente porta alla conseguenza dell’essere contro, quello che solitamente si chiama “gufare”. E non voglio nemmeno citare l’altra squadra della città perché sarebbe fin troppo ovvio e comunque il rapporto tra le due è intrecciato nel tempo in mille rivoli da cui nasce la scontata rivalità che tutto sommato sta bene così perché, se non ci fosse, mancherebbe qualcosa. A pensarci bene immaginare solo la Samp a Genova sarebbe una cosa assai riduttiva in quanto verrebbe meno tutto il corollario di iniziative che, nel bene nel male, sono il sale del sano antagonismo. Probabilmente lo pensano tutti anche quelli che si professano più arrabbiati. E’ come l’eterna storia del Bene e del Male che non potrebbero esistere l’uno senza l’altro.
Io mi riferivo a squadre con le quali ci si scontra almeno due volte in campionato o anche, occasionalmente, nelle coppe europee.

Nel primo caso alludo chiaramente al Bologna soprattutto per la malefica partita del 16 maggio 1999 che ci costò la retrocessione. Ciò che è stato riprovevole in quell’occasione, da parte dei felsinei, è stato l’impegno eccessivo che solitamente si mette quando in palio c’è qualcosa di importante e non era il loro caso. Bisognerebbe sempre giocare ogni partita con la giusta lealtà ma quegli slanci appassionati erano qualcosa di più. Così come il rigore trasformato da Ingesson. Ragionando a freddo, se l’avesse battuto con evidente noncuranza avrebbe fatto una favore alla Samp danneggiando il Perugia. E non sarebbe stato leale. Quella che non è andato bene, invece, è stata l’esultanza sua con tutta la squadra. Senza dimenticare l’artefice principale… Trentalange. Morale: il Bologna è nel libro nero e la giusta nemesi sarà sempre una sana retrocessione come è avvenuto 19 giugno 2005 con la sconfitta in casa nello spareggio con il Parma. Quel giorno ho goduto. Come direbbe Woody Allen (riferendosi ai tifosi della Dotta) “Potete biasimarmi?”.
Nel secondo caso mi riferisco a tre squadre europee che, anche loro sportivamente, ci hanno impedito successi in Coppa o proseguimenti nella competizione. Ovviamente mi riferisco ad Arsenal, Werder Brema e Barcellona. Nei rispettivi campionati sono un loro “nemico” e in particolare dei tedeschi per i quali da tempo spero nella retrocessione, e se non è andata bene quest’anno, che ormai sembrava cosa fatta, penso che dovrò rinfoderare gli artigli con speranze annesse. Per l’Arsenal c’è però un riflesso positivo altro ed è lo scrittore Nick Horbny con il suo, ormai vecchio di trent’anni, romanzo e poi film, “Febbre a 90” che consiglierei a chiunque volesse sapere cosa vuol dire essere tifosi di una squadra di calco. E comunque l’antipatia per loro è mitigata dalla stoltezza di Zenga! C’è poi il “satanasso” Barcellona che ultimamente non naviga in buone acque con la sconfitta in campionato, la batosta (8 – 2) con il Bayern ed ora la vicenda Messi che è rientrata ma chissà a quale prezzo. Ecco, con i Bluaugrana, al massimo, si può sperare che arrivino secondi in campionato e siano eliminati nelle coppe ma a livello di squadre e società naturalmente non c’è partita. E dunque per eventuali successi bisogna necessariamente tornare al passato, recente e remoto. Ambedue in partite amichevoli. La prima possiamo definirla “tecnicamente” amichevole in quanto i catalani si presentarono con la formazione B per l’assegnazione del Trofeo Gamper 2012 che la Samp portò a casa con un colpo di testa, già al secondo minuto, di Soriano su bel cross di Obiang. E potevamo rimpinguare il risultato con Pozzi che dapprima ha preso un palo e poi ha concluso a lato da posizione favorevole. Le cronache di quel tempo parlano di “ottime indicazioni per Ciro Ferrara in vista dell’esordio in campionato”. Che è iniziato alla grande con 11 punti in cinque partite e poi è naufragato con sette sconfitte consecutive e l’inevitabile sua giubilazione. Inspiegabile ancora oggi un trend così negativo.
Ma ciò di cui voglio parlare ora è un’antica memoria di un’altra amichevole che data 1 giugno 1960.

In una magica serata a Marassi, di fronte a più di 30.000 spettatori, la Samp “matò” il “Barca” con un travolgente 4-0. A quel tempo andavo già allo stadio ma solo di giorno perché la sera, per i miei genitori, era “off limits” e allora mi accontentai del racconto, il giorno dopo, di alcuni amici che avendo tre anni più di me quelli della mia età definivano “i grandi”. La squadra catalana, pur priva di assi come Kocsis (uno degli attaccanti più forti e prolifici di ogni tempo) Czibor e Kubala (il grande Laszlo nel 2004 è stato piazzato dal IFFHS al 32° posto nella classifica dei migliori calciatori del XX Secolo) indubbiamente tre fenomeni dell’Ungheria “Squadra d’oro” migliore del pianeta negli anni cinquanta e inopinatamente sconfitta a Berna, nella finale mondiale, dai tedeschi bombardati di droga, schierava comunque giocatori di tutto rispetto come Tejada, Evaristo, Villaverde e Luis Suarez (Luisito, che 10 anni dopo vestirà la maglia blucerchiata e proprio quell’anno vinse il Pallone d’Oro, unico spagnolo nella storia). Il Barcellona tra l’altro si era appena laureato Campione di Spagna, aveva vinto la Coppa delle Fiere (futura Coppa Uefa che, in quel caso, si giocò su due anni 1958-1960) il 4 maggio 1960 e si era fermata alle semifinali della Coppa Campioni eliminata dal grande Real Madrid (27 aprile 1960). Un “tour de force” oggi inimmaginabile. Ma in quella notte genovese incantata dovette soccombere alla Samp di Eraldo Monzeglio in completa tenuta bianca. Toschi( 13’ p.t.), Mora (4’ s.t.), ancora Toschi (29’ s.t) e Ocwirk (42’ s.t.) firmarono il rocambolesco risultato dovuto anche alle mirabolanti giocate del nostro duo “spaziale” Skoglund- Cucchiaroni.

Purtroppo di quell’impresa non ci sono video testimonianze per cui la stessa assume ancor più sembianze mitiche. Mentre gli amici raccontavano di quella splendida avventura blucerchiata, pur nella felicità, mi contorcevo le mani per non essere stato presente. Pensavo: quando mai si ripeterà, sul prato del Ferraris, un altro di questi magici avvenimenti? Già, quando mai?

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3 commenti

  1. Caro Roberto,
    il mio odio calcistico è molto dipendente dal..risvolto storico che ne scaturisce!
    Ed ho quindi delle differenze…
    Prendiamo il Bologna: probabilmente sarò uno dei pochissimi doriani che NON lo odia!
    Vuoi perchè mi viene naturale associare Bologna ad una città giovanile, vitale, colta, dove si vive alla grandissima…
    Ma anche perchè alla fin fine, sebbene il destino per due volte ci ha visto sprofondare per mano dei felsinei, non si retrocede per “colpa” di un solo avversario…
    A pensarci bene poi una retrocessione, per quanto mortificante, è forse il dolore sportivo più facile da…sanare…
    Tutt’altro discorso invece per Barcellona e Werder Brema, loro sì che ci hanno spezzato dei sogni che ahimè con ogni probabilità non si potranno mai più realizzare!
    E godo tantissimo quando perdono, vengono eliminati dalle coppe o rischiano di retrocedere come i tedeschi!
    Davvero Roberto, quest’anno sembrava fatta, sono riusciti a salvarsi in una maniera incredibile, sono il Genoa di Germania!

  2. Caro El Cabezon,

    ti posso assicurare che in me non c’è odio per nessuna squadra e nemmeno ovviamente per il Bologna. Diciamo che in certi momenti si manifesta un pò di “sana” antipatia verso una data squadra. Per quanto riguarda la città di Bologna sono daccordo: è bella con quei chilometri di portici, viva e colta. Ci sono stato per presenziare ad un opera lirica in un week end del Gennaio scorso ed è stata una bellissima esperienza. Ho girato a lungo per la città ed ho mangiato in un bellissimo locale. Ce ne fossero di città come Bologna!
    Per il resto ci sta tutto, anche gufare contro il Werder. L’ho fatto tutto l’anno ma evidentemente ha portato male.
    E a proposito di società/squadre che non sopporto ce n’è una alle porte.Hai visto mai che si possa interrompere il trend negativo? A Genova diciamo (uso un eufemismo): Che possa cadere una…squillo in mare!”
    Ciao.

  3. Ah bè Roberto,
    col nostro prossimo avversario sfondi una porta aperta:
    nella mia personalissima lista di squadre che detesto negli ultimi anni hanno scalato parecchie, ma parecchie posizioni!
    Vuoi per quella amarissima finale di Coppa Italia del 2009, vuoi perchè in un Paese normale sarebbero falliti e ripartiti dalla C2, vuoi per l’ambiente romano che li circonda non mi è granchè simpatico ( eufemismo…), senza dimenticare anche che, mentre a noi in un modo e nell’altro ci purgano sempre, con quelli là sono riusciti a perdere per 5 anni di fila, in casa e in trasferta, una roba pazzesca…
    A loro mancherà certamente Immobile, e qualche altro titolare mi sembra, potrebbero avere la testa all’imminente esordio in Champions e il loro ambiente “malato” sembra aver perso un pò di entusiasmo per i mancati rinforzi, noi ne veniamo da una bella e convincente vittoria, senza illusioni e toccando ferro potrebbe essere la volta buona che qualcosina a casa si porta…

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