LA PAGELLATA: ACQUAH STRARIPANTE. GRANDIOSO WSZOLEK, ARATRO DELLA SLESIA

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VIVIANO 6
I friulani sembrano in boccia… boccia di vin rosso. Tutti alla bersagliera in avanti, ebbri di vino e con le idee confuse… Passateci la Malvasia! Per cui il nostro portiere toscano non è che debba darsi molto da fare. In occasione del fallo da rigore si può dire che l’intervento in uscita su Di Natale lanciato a rete forse era evitabile. Per il resto poca roba: nel primo tempo è praticamente inoperoso, nel secondo viene impensierito solo dal cineasta prestato al calcio Widmer (che centra il palo esterno). LO SGUARDO SORNIONE DELLE STELLE

WSZOLEK 7,5
Potenza inaspettata. In assenza di De Silvestri, Sinisa gioca la carta polacca, aratro della Slesia, alla seconda partita stagionale da titolare. Molti non sanno se ridere o piangere, preconizzando disgrazie dalla fascia destra, memori di quel che accadde proprio ad Udine nell’ultima dello scorso campionato; in realtà, Pawel sfodera una grande prestazione a tutto campo, mettendo a tacere gli scettici con una sana dose di orgoglio polacco. Cavalca a piene falcate, ride, salta come un cervo di Polonia. Usa talvolta la zappa, ma con una leggiadria mai vista, contadino vestito a festa. Non commette errori in copertura e talvolta si propone anche come sponda in avanti; in più, sfodera un puntuale ed inatteso assist per Soriano dimostrando che si, quei piedi possono essere anche piuma, non soltanto ferro d’aratro. E’ COME UNA BECCIATA INASPETTATA. PIACEVOLE E RILASSANTE

(CACCIATORE 6
Con la squalifica di Lollo, Fabrizio pregusta il ritorno da titolare ma Sinisa, a sorpresa, gli preferisce Wszolek; altro boccone amaro in una stagione acidula. Ma lui non si scompone, eclettico professionista dell’ars pedandi, e si riscalda in panchina insegnando ai compagni di seduta i passi del ballo che lo hanno reso famoso, la “Epilectic Dance”. Ah, che spettacolo vedere quella simpatica masnada di panchinari seguire il buon Fabrizio nelle sue movenze imprevedibili con lo stesso ardore con cui una pensionata dell’Iowa seguirebbe una lezione in Vhs di Jane Fonda… Fino a quando il generale Sinisa se ne accorge e smorza l’orgiastica danza a suon di pattoni e calci in culo. Fabrizio Cacciatore, Fabrice Hunter, entra comunque ad un quarto d’ora dalla fine, caldo e tonico, e svolge egregiamente il suo compito. IL ROBERTO BOLLE DELLA PANCA).

MUNOZ 6
L’argentino ritorna in campo complice l’assenza di Romagnoli: prova tutt’altro che impegnativa vista la scarsa verve degli avversari ma lui mostra intelligenza tattica e duttilità. Fa sentire la propria voce autoritaria e registra bene le movenze, Tangueiro della bizona, spostandosi a sinistra dopo l’uscita di Regini. Anche per lui ultime gare decisive per valutare un possibile ingaggio a parametro zero (nonostante la concorrenza del Milan). UGOLA D’ORO, STRILLA AL CIELO LA SUA TRISTEZZA PATAGONICA.

SILVESTRE 7,5
Prestazione sontuosa: un tavolo imbandito pieno di leccornie, con sontuose tovaglie di seta, candidi tovaglioli in raso e portate degne di un re. Questo è Silvestre oggi, un piacere per la vista e per i sensi. Udinese poco attiva in avanti ma Matias non sbaglia praticamente nulla, anticipando i macchinosi movimenti bianconeri e spiccando e spaccando nel gioco aereo. Riscatto a fine stagione sempre più probabile. SPIC E SPAN, SPICCA E SPIANA.

REGINI 6,5
Dopo l’errore del derby (errore pagato diventando il punching ball personale di Sinisa) è parso in netto miglioramento. La prima parte di stagione è stata traballante ma ora dagli occhi sono scomparsi i lacrimoni riprovevoli e il vero uomo è emerso. il vero uomo è emerso, le palle si sono solidificate, indurite e cresciute, non sono piu quei minuscoli bitorzolini che avevano contribuito a metterlo alla gogna dopo il derby… Il pezzo di carne è in ascesa.  Muscolo, Muscolo Rosso, cantava Cicciolina. La prova di Udine è in linea con gli ultimi due mesi: partenza piuttosto aggressiva, prova discese e contiene un Widmer abbastanza attivo. Esce a seguito di uno scontro con Pinzi. LA STORIA DI REGINI CI INSEGNA CHE A VOLTE LO SCHIAFFO CORRETTIVO E’ DI AIUTO.

(CODA n.g.
Dieci minuti da ex, in cui affianca Silvestre al centro della difesa sorvegliando blandamente il fortino, a risultato acquisito. FA NUMERO).

ACQUAH 7
Uomo ovunque. Un angelo nero, un angelo africano dispiega le sue ali d’ebano e ci sentiamo protetti! Positivo nel primo tempo, dove si distingue per un rischioso ma efficace salvataggio su Kone. Straripante nella ripresa: strappa palloni a ripetizione, spreca un’occasione d’oro calciando a lato un suggerimento di Djordjevic, quindi si rifà firmando la rete del 3-0 con
un’incursione degna del miglior Weah. WEAH, AQUAH…. CHE GODURIAH.

PALOMBO 6,5
Diga demoniaca a protezione della difesa. Lavoro efficace e senza alcuna sbavatura. Sulfureo, demonio frusinate, pecca di bontà paradisiaca solo in una occasione, quando perde il pallone che propizia l’azione di Di Natale che porterà al rigore. THE WOODMAN

DUNCAN 7
Capacità e voglia di impegnarsi non mancano, soprattutto in avanti: centra un palo e segna la quarta rete in sourplesse, servito da Muriel. BLACK POWA’… BLACK IS THE WORD.

SORIANO 7,5
Doppietta decisiva che corona una prestazione sorniona ma positiva. Oltre ai gol, per lui, lavoro sporco e poco appariscente ma decisivo per il buon esito della manovra. Sfrutta nel migliore dei modi gli assist inopinati di Wszolek e Djordjevic. UN SORIANO PER AMICO.

MURIEL 6,5
Accolto da una continua bordata di fischi, il colombiano sembra inizialmente risentirne. Poi si accorge che ci vuole coraggio e allora scrolla le spalle, alza lo sguardo fiero di chi ha combattuto i cartelli di Medellin armato di una fionda e va avanti, cercando sia la conclusione personale, sia di essere da supporto ai compagni. Fino al decisivo assist per Duncan vi riesce solo in parte, anche se la generosità è decisamente apprezzabile. MURIEL, THE LITTLE MERMAID.

ETO’O 6
Re Leone sottotono: solo un paio di occasioni nel primo tempo, per poi uscire causa infortunio. Si guadagna la sufficienza per il contributo alla manovra collettiva. In sordina. E’ COME UN KALASHNIKOV INCEPPATO. FACCIAMO USCIRE IL COLPO E VEDRETE…. NASCONDETEVI CHE IL RAT-TAT-RAT-TAT-TAT-RAT FALCERA’ LE VOSTRE GAMBOTTE CORTE DI CRITICONI!

(DJORDJEVIC 6,5
Quasi una sorpresa: entra in corsa ma riesce ad essere sempre presente in avanti. Confeziona un assist riuscito per Soriano ed altri due per Acquah e Duncan, belli ma inutili. Ceffa due conclusioni facilissime ma perdoniamolo, so’ ragazzi! In una quarantina di minuti scarsi riesce ad essere più pericoloso del blasonato collega che gli è toccato in sorte di sostituire. BELLO E MONELLO)

SINISA 7
Demonio Sinisa, sprizza furore da ogni poro, calcia bottiglie, impreca con la rabbia dei bei tempi. Le condizioni iniziali sono difficili: partita in trasferta, da vincere assolutamente, con tre titolari assenti. Sinisa azzarda e centra l’obiettivo: dà fiducia a Wszolek dopo mesi riuscendo ad ottenere una buona prova sorprendente. Bene anche Munoz al posto di Romagnoli. Positiva la prova del centrocampo, in particolare un Acquah in cerca di riscatto. Notizie positive anche dall’attacco: l’attivismo di Djordjevic può essere la carta delle ultime giornate. IL DEMIURGO

Autore

SampGeneration

Il blog della Sampdoria

2 commenti

  1. Ciò che mi piace di Djordjevic è la freddezza (anche Correa mi fa lo stesso effetto, avete notato che atteggiamento nello stare in campo?), era molto meno emozionato di Muriel… E l’anno prossimo ci sarà anche un certo Bonazzoli, di cui poco/niente si parla, ma…. si, mi sta bene che non se ne parli!

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