GENOA SAMP 0-1: “GESTIONE TATTICA PERFETTA. ECCO GLI ERRORI DI GASPERSON…”

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Partita difficile, dura e sentita con il nostro lider maximo comandante en jefe-Sinisa che cita Che Guevara: “Bisogna pagare qualunque prezzo per il diritto di mantenere sempre alta la nostra bandiera. Posso dire con certezza che i ragazzi faranno di tutto e che la nostra bandiera resterà alta».

Carica alle stelle: un risultato pieno ci consentirebbe di spiccare il volo dietro Roma e Juventus.

Questo derby ha sin dall’inizio l’impronta del nostro allenatore e del suo staff: siamo determinati, concentrati, rispondiamo colpo su colpo. Lo staff ha preparato la partita in maniera perfetta, è difficile infatti stare dietro alla confusione di Gasperini.

Gasperini promette un calcio offensivo, dichiara che Van Gaal lo copia e quindi qualche partita questa stagione l’ha giocata con la difesa a 4, proprio lui che è un autentico profeta della difesa a 3.

Contro di noi parte con un dichiarato 4-3-3, speculare al nostro. Unica differenza è che gioca con un centrocampista centrale in avanti ed un terzino come mezzala destra. Perin in porta, Roncaglia a destra, centrali De Maio e Burdisso ed a sinistra Antonelli. Rincon a protezione, mezzala destra Edenilson, Sturaro mezzala sinistra, Kucka esterno offensivo di sinistra, Perotti di destra. Unica punta Pinilla.

Un Genoa pronto per una gara attendista: in fase di non-possesso è pronto a diventare un 4-5-1, mentre in fase di possesso attacca sugli esterni ricercando la superiorità numerica – sopratutto a destra con Perotti ed Edenilson – cercando di sfruttare l’ampiezza una volta recuperata palla grazie ad un pressing furibondo ed a marcature a uomo.

Già nell’avvio, però, notiamo un cambio rapido del modulo di Gasperson.

In fase di non possesso Edenilson si accentra e marca Obiang mentre Perotti rientra esterno e Sturaro è su Soriano con il raddoppio di Kukca; Pinilla va su Palombo insieme a Rincon per un 5-4-1, un modulo nel quale diventano importanti le scalate dei centrocampisti.

Quando Rincon si stacca su Palombo con Pinilla, Juraj Kucka stringe il campo su Soriano. Quando invece il Genoa prova la ripartenza si distende con un 3-4-3 con Edenilson largo a centrocampo e Perotti nella linea offensiva.

La Samp risponde con il consueto 4-3-3: cambiando interpreti rispetto al match di mercoledì scorso contro il Chievo.

Viviano in porta, De Silvestri a destra, centrali Silvestre e Romagnoli, Regini a sinistra.

A centrocampo Palombo con Obiang a sinistra e Soriano destra, davanti abbiamo Eder a sinistra e Gabbiadini a destra con Okaka centrale.

A sorpresa fuori Gastaldello sostituito da un ottimo Romagnoli: una scelta dolorosa ma intelligente e di grande coraggio che mi trova d’accordo. Sto vedendo un sicuro e futuro fuoriclasse.

Regini fuori dopo 18 minuti, lo sostituiamo con Mesbah.

Anche noi prepariamo la partita sulla loro linea difensiva, ottimo il movimento di Okaka ad uscire centrale e nel cercare la sponda di prima per l’inserimento nell’uno contro uno di Eder, Soriano o Gabbiadini con i loro difensori centrali.

Questa sera però il nostro gioco propositivo ed il possesso palla paiono un po’ bloccati dall’intensità e dal pressing del Genoa.

Sono tanti i falli tattici rossoblù sul nostro gioco – veloce in verticale – e sul nostro possesso.

Dietro Silvestre e Romagnoli giocano spesso in marcatura preventiva ricercando l’anticipo per far ripartire l’azione.

Il Genoa prova prima a distruggere per poi creare sui nostri errori.

Grande sacrificio in fase di non-possesso dei nostri due attaccanti: rientrano centrali per lavorare sulle mezzali del centrocampo rossoblù e a volte sono costretti a lavorare anche sull’esterno, visto che il Genoa ci viene a pressare alto è fondamentale il loro movimento per cercare di ripartire.

Grande ritmo e grande intensità: nel primo tempo rispondiamo bene cercando di costruire le nostre trame di gioco ma, a causa della loro pressione, proviamo spesso il lancio lungo sul movimento in profondità di Okaka.

Fatichiamo a trovare la superiorità numerica e quando la troviamo veniamo spesso e volentieri fermati da un fallo.

Le azioni del Genoa sono basate sulle fasce con la catena di destra che lavora molto bene cercando la superiorità numerica con Edenilson e Perotti. In mezzo Pinilla fa molto movimento ed è molto pericoloso di testa ma non riesce mai ad incidere grazie alla nostra perfetta prova difensiva.

Il secondo tempo si gioca sugli stessi ritmi della prima frazione: noi cambiamo qualcosa cercando di più Soriano che sale in cattedra tra la loro linea di centrocampo e la difesa dove ricerca spesso la superiorità numerica. Quando Soriano riesce nel suoi intento diventiamo pericolosi.

La partita rimane bloccata: noi facciamo possesso palla mentre loro si difendono compatti nella propria metà campo, incominciando però a perdere fisicità nel pressing.

Gasperson prova a cambiare la partita con l’ingresso di Matri per Kucka proponendo un 4-4-2 con 2 punte centrali: Perotti a sinistra ed Edenilson a destra.

Si tratta però di una mossa a mio avviso errata: Matri non dà pressione.

Così incominciamo a prendere campo centralmente, sia con Palombo che con Soriano.

Al 70′ esce Burdisso per Bertolacci che si mette esterno in un centrocampo a 4 mentre Edenilson si posiziona terzino destro e Roncaglia è centrale.

Continuiamo a spingere, vogliamo vincere ed infine vinciamo con il nostro marchio di fabbrica: i calci piazzati!

Al 75′ del secondo tempo Gabbiadini tira, De Maio devia dal primo palo ed è goal!

(Volutamente evito di parlare delle lamentele di Gasperson sul nostro goal e di esprimermi sulle sue polemiche su schemi, blocchi, fuorigioco, etc.)

La palla è deviata da De Maio – indisturbato – e Perin è battuto: 0 a 1!

La partita scivola via con una loro reazione sterile, solamente una parata di Viviano su colpo di testa di Pinilla e poco più.

Commovente la scelta di Gasperini di mettere Demaio come punta centrale nel finale per cercare il pareggio.

Vittoria! Il primo derby cittadino è nostro come nostro è il terzo posto in classifica.

In conclusione: abbiamo un grande gruppo, una squadra quadrata che, vista la giovane età dei suoi interepreti, può sicuramente migliorare ma che, quando gioca con autorità e determinazione, VINCE E CONVINCE.

Il 90% della sua crescita è sicuramente merito del nostro grande allenatore e dell’intero suo staff, persone capaci con il loro carisma di trasformare mentalmente e tatticamente questa squadra. Se poi aggiungiamo l’entusiasmo della tifoseria e del neo-presidente allora:

BRAVI A TUTTI!

Autore

SampGeneration

Il blog della Sampdoria

7 commenti

  1. Ciao grande Gino, provo a vedere il rovescio della medaglia e pongo la tua attenzione sulla scarsa capacita’ della nostra Samp di creare situazioni da gol su azione manovrata. Nel particolare volevo sapere da te se questa situazione di sterilita’ e’ dovuta al modulo che limita il raggio d azione di Soriano, unico vero uomo fantasia ameta’ campo, relegandolo al centro-destra; alle mancate sovrapposizioni sugli esterni, che sgraverebbero Eder e Gabbia dei raddoppi avversari permettendogli di giocare piu’ uno vs uno verso l interno del campo e l area di rigore; all attitudine del mostro Okaka a venire spesso incontro, allontanandolo dal cuore dell attacco ( zero tiri in porta nelle ultime tre partite). Se sei d accordo con me, quali correttivi apporteresti per aumentare la pericolosita’ dei nostri?

  2. Interessante la domanda di Mikp. Visto che si parla di tattica chiedo anch’io. Segniamo fortunatamente quasi sempre sui calci da fermo. La manovra offensiva nelle ultime gare mi sembra molto appesantita, sia Okaka che Eder non li vedo particolarmente pericolosi. Non sarebbe meglio tentare un maggiore sviluppo di gioco sulle fasce? Questo aumenterebbe anche lo spettacolo. Grazie a Gino per le sue analisi sempre molto interessanti

  3. ciao ragazzi e splendida domanda, provo ad interpretare il lavoro del mister,perchè parlo di ciò che vedo e quello che vedo a volte non corrisponde a quello che chiede il mister… probabilmente.
    Ho notato che per le prime partite uno degli sviluppi offensivi era allargare le mezzale e far giocare dentro il campo le punte esterne per renderle pericolose e pronte al tiro, e sopratutto per farle rientrare centralmente riuscendo a fargli risparmiare un pò fiato non essendo costretti a rincorrere il terzino. Poi de silvestri va bene ma regini non è di spinta come mesbah. Credo che il nostro problema nel costruire sia dovuto al fatto che ieri come con il chievo l’avversario blocca i nostri giocatori di fantasia, come soriano. Obiang e palombo sono più di rottura,secondo me presto vedremo marchionni al posto di angelo.Sui terzini concordo con voi, diamo meno spinta ma è anche vero che abbiamo giocato contro delle squadre che giocavano con esterni molto alti che tenevano bassi i terzini. Molti avversari conoscendoci bloccano il nostro gioco. Okaka esce fuori perchè come centravanti di movimento gioca per aprire la difesa e per far entrare gli esterni che vedo un pò in difficoltà, sopratutto gabbiadini che è un pò indietro di forma. il nostro possesso palla è ancora troppo lento e poco fluido per trovare una superiorità numerica. Siamo alla quinta giornata, secondo me mettendo un pò di lavoro tattico nelle gambe e testa possiamo fare bene.. e godiamoci romagnoli…spero di esservi stato di aiuto

  4. sinisa ad inizio anno ha dichiarato che gli esterni offensivi non devono giocare troppo larghi e rimanere pericolosi al centro. Così facendo i raddoppi sugli esterni li deve fare la mezzala… la butto lì, potrebbe mettere eder dalla parte di soriano e mentre eder rientra esterno in raddoppio soriano gioca dentro il campo ed in fase di possesso potrebbe inserirsi dietro le punte..

    • E’ un idea fattibile, Soriano giocando piu’ centrale, “costringerebbe ” Okaka ad occupare lo spazio a ridosso dell area, e Eder e Gabiadini esterni sul piede giusto prenderebbero il fondo con continuita’ aumentando i palloni in area. Questa variante, in prospettiva dovrebbe dare risalto anche a Bergessio, uomo da area, rapido nell attaccare i cross dal fondo. Grazie Carlo, Pablo e Skeno, alla prossima

  5. belin che livello di discussione tecnica, davvero complimenti a tutti gli astanti
    credo che la necessita´di spinta da parte degli esterni difensivi sia cruciale, anche prendendoci piu´rischi, ma forse occorrono gradualita´e tempo…
    comunque “era fuorigioco, Cesare!”

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