IL GRANDE DIZIONARIO BLUCERCHIATO: PUNTATA 2 – DA CHIESA A DOSSENA

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Seconda puntata del ‘Grande Dizionario Blucerchiato della memoria storica Roberto. Un viaggio nei ricordi più emozionanti legati ai personaggi che hanno fatto la storia della Sampdoria. 

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CACCIATORI Massimo

C’è chi dice che sia stato uno dei migliori portieri nella storia della Samp. E non ha tutti torti. In effetti negli anni tra il 1972 e il 1978 ha sempre avuto un ottimo rendimento dando sicurezza al reparto arretrato. Parò un rigore a Rivera a San Siro con replica immediata su Benetti ed il pallone che finì sulla traversa. Era la prima giornata del campionato 1974/1975.

CAMPAGNARO Hugo

Strano destino il suo e peccato per i tanti infortuni. E’ stato un idolo dei tifosi. Uno di quelli che sul campo lo “vedevi”. Era esaltante nei suoi movimenti e nella partecipazione al gioco. Il 13 maggio 2009 purtroppo il suo errore dal dischetto regala alla Lazio la Coppa Italia.

CARBONI Amedeo

Ottimo terzino, contribuì al successo in Coppa Italia che la Samp stravinse a Cremona contro il Napoli (4-0) di Maradona il 28 giugno 1989.E poi il 9 maggio 1990 a Goteborg per la Coppa delle coppe. Un ricordino non si nega. Ha fatto molto più di tanti altri.

CASAGRANDE Francesco

Grande mastino e recupera palloni diede un importante contributo nella conquista della prima Coppa Italia (1985). Lo ricordo con piacere nelle sue scavallate per il campo.

CASSANO Antonio

Madrid, 13 agosto 2007. Antonio Cassano è un giocatore della Sampdoria. E’ la classica notizia col botto di quelle che non hanno riguardato tanti giocatori approdati in maglia blucerchiata. Giocatore straordinario, uno dei massimi che abbiano calcato il terreno di Marassi, e uno dei pochi per i quali si dica che da solo “vale il prezzo del biglietto”. Una goduria vederlo giocare. Peccato per quel carattere. Ma nel tempo che è stato a Genova ha dimostrato che cosa è la classe in un calciatore e che cosa significa avere uno stadio intero ai propri piedi. Se dovessi cominciare a scrivere le sue “bellezze” non ci sarebbe più spazio per le prossime voci. Ma ne voglio citare due a caso: il gol di testa nel derby (11 aprile 2010) e quello di tacco nella sciagurata partita di Champions con il Werder Brema (24 agosto 2010). Mi è piaciuto molto il suo spirito semplice quando, conosciutolo nel “suo” ristorante di Quinto, senza per nulla tirarsela, mi ha subito detto di darci del tu. Grande Antonio. Ad honorem,in aeternum.

CASTELLAZZI Luca

Difende la porta della Samp dal 2005 al 2010. Mostra il suo valore in particolare nella stagione 2007/2008 contribuendo al raggiungimento del sesto posto in campionato e conseguente qualificazione in Coppa Uefa. Nel 2008/2009 le sue prestazioni saranno determinanti per il raggiungimento della finale di Coppa Italia malauguratamente persa con la Lazio.

CEREZO Toninho

Chi avrebbe mai immaginato, guardando il Brasile dei fenomeni nei mondiali di Spagna 1982 (ancora oggi mi chiedo come non abbiamo potuto vincere la Coppa con gente come Falcao, Junior, Socrates, Zico e lo stesso Toninho), che uno di questi sarebbe approdato alla maglia blucerchiata? In sei stagioni ha vinto tutto: Coppe Italia, Coppa delle Coppe, Scudetto e Supercoppa italiana. Pur se ha dovuto cedere due volte al Barcellona. Ma è stato un grandissimo centrocampista e fantastico personaggio dentro e fuori del campo. Tutto spontaneità e allegria. Memorabile il rinnovo del contratto sul tovagliolo da parte di Mantovani.
Cose d’altri tempi! E altri presidenti…

CHIESA Enrico

Nel campionato 1995/1996 con la Samp di Sven Goran Eriksson, giunta ottava, ha smentito il famoso detto latino “Nemo propheta in patria” segnando 22 reti in 27 partite. E’ stato uno di quelli che ha esaltato la tifoseria, pregio non di tutti. Era una bella Sampdoria, quella. Con quei giocatori oggi potremmo fare la strada dell’Atalanta. Anche lui aveva il coro “Enrico Chiesa, Enrico Chiesa” se non ricordo male sull’aria di “I love you baby”.

CHIORRI Alviero

Che dire del “Marziano”? La sua immensa classe è stata indirettamente proporzionale ai successi che (non) ha conseguito. Ha giocato, dapprima, quattro stagioni in serie B, purtroppo evidenziando scarsa continuità e poca testa. Ma ci siano divertiti con le sue giocate ed abbiamo intravisto un futuro diverso da quello che in realtà è stato (con lui). Ma rimane ciò che più piace ai tifosi, estro e fantasia. E quindi il nome Chiorri resta scolpito a vita nell’immaginario blucerchiato. Alviero Chiorri non si discute, si ama.

COLANTUONI Mario

Presidente dal 1968 al 1973 amava dire di sé.”Alla Samp sono stato una diga”. E aveva ragione perché è riuscito a tenere in tranquillità la società in momenti di difficoltà, specie economica, riuscendo a far quadrare i conti con la squadra nella massima serie. Quando Bernardini, che non vedeva stipendio da sei mesi, gli chiese: “Mario, ma quando mi paghi?” lui rispose “Fuffo mio, mica sono un indovino!” Altri tempi, ora incomprensibili, sotto tutti i versanti. Ma l’ “Avvocato di campagna” mi manca molto, specie in questi anni di sventurate presenze!

CORINI Eugenio
Un solo campionato (1992-1993) quello del post-scudetto. Ricordo il gol al “suo” Brescia (24/1/1993), di sinistro dopo uno cambio con Mancini. Sembrava un giocatore su cui puntare per il futuro ma una lite con il “Mancio” ha sancito il divorzio in direzione Napoli. Anni dopo si sono chiariti. Peccato, però. Era una bella speranza.

CORREA Joaquim

Ha giocato solo un anno (2015 – 2016) e non passerà alla storia della Samp ma per i miei recenti ricordi, vedendolo giocare, ho sempre detto “questo è buono”. E non mi sono sbagliato.

CRISTIN Ermanno

Il nostro caro “Bisontino” arrivò sesto nella classifica cannonieri nella stagione 1970/1971 con 9 reti. Di lui è indimenticabile quel momento che resterà per sempre un’icona blucerchiata. 8 maggio 1966, Lazio-Samp all’Olimpico. Cristin viene atterrato dal portiere Gori in quello che probabilmente resterà il rigore più nitido e solare della storia del calcio italiano tanto che la gigantografia campeggiò per anni nei distinti superiori e l’arbitro Bernardis sarà odiato a vita come Trentalange perché quella decisione in pratica ci portò in serie B. Ma Ermanno è un pezzo di Sampdoria. Il suo cognome è come il mormorio di un fiume blucerchiato.

CUCCHIARONI Ernesto

Dal 1958 al 1963 giocò in quella che per molti anni a venire sarebbe stata ricordata come la squadra del “quarto posto”. Segnò quaranta reti in cinque campionati e formò una grande coppia con Skoglund. Sembrerebbero numeri poco importanti ma in effetti ciò che contava in quei tempi magici era il senso della squadra, compatta come poche, specie tra le mura amiche. Cucchiaroni, detto Tito, è entrato nel cuore dei tifosi tanto che a lui è stato intitolato il club degli Ultras nel lontano 1968/1969. Un simbolo immortale.

D

DA COSTA Angelo

Alla Samp dal 2010 al 2015 è stato secondo, primo e terzo portiere, ma si è comportato sempre abbastanza bene. Viene citato in questo dizionario per due aspetti particolari: è stato il primo numero 1 straniero della storia blucerchiata e lo ricordiamo con affetto perché era tra i pali nella magica serata del 9 giugno 2012 a Varese.

DA SILVA Josè Ricardo

E’ incredibile come quando, compilando elenchi particolari, si rischino gravi dimenticanze. Stavo scrivendo di Lojacono e, nell’elencare quell’attacco atomico, mi sono imbattuto nel nome di Da Silva. Sarebbe stata una follia tralasciarlo! Ho fatto marcia indietro, logicamente . Negli anni 1962-1965 l’attaccante brasiliano proveniente dal Botafogo è stato un idolo della Sud ed ancora oggi è il miglior marcatore straniero doriano nei derby. Tra l’altro è stato uno dei pochi il cui soprannome veniva cantato da tutto lo stadio. Lo ricordo come fosse ieri. “China, China, China”. Era per via della carnagione olivastra ma soprattutto per il taglio degli occhi un po’ orientale.

DE GIORGIS Giorgio

Genovese, per lui si può parafrasare il film di Martin Scorsese “Re per una notte” con Jerry Lewis e Robert De Niro. Il 3 novembre 1974 all’età di 17 anni(!) esordisce in serie A a Marassi contro la Juventus e segna un gol molto bello che porta in vantaggio la Samp, che poi perderà 3-1. Poi il nulla. Tra l’altro quella giornata la ricordo benissimo come pure la sua giusta esultanza. Sembrava l’avvio di una carriera da campione che in pochissimi avevano iniziato con un simile botto. E’ strana la vita. Dopo è diventato procuratore, tra gli altri, di un certo…Roberto Mancini.

DELFINO Giovanni

All’epoca di Colantuoni era un giocatore che non aveva la classe come principale risorsa del suo bagaglio ma lo contraddistingueva la grande tenacia e la determinazione per le quali fu soprannominato “Martello” e ancora oggi, per i tifosi più vecchi, Delfino è semplicemente Martello. Una bandiera come tutti quelli il cui ricordo resiste nel tempo. In un’intervista afferma che la Samp del quarto posto era “ancora più forte di quella di Vialli e Mancini. Lo scudetto si poteva vincere trent’anni prima se solo ci fosse stato un altro allenatore. Monzeglio era un gentiluomo ma non si può dire che fosse un finissimo stratega. In casa vincevamo sempre. Sarebbe bastato qualche pareggio di più in trasferta…” L’ha detto lui…

DEL NERI Luigi

Qui la citazione è duplice. Anche lui, come De Giorgis, segna un gol da ricordare , direttamente dal calcio d’angolo, sotto la Sud, nel derby del 7 dicembre 1980 e poi più niente. E tanto basterà per ricordarlo perché a volte è sufficiente anche solo un gesto particolare per entrare nella “walk of fame” blucerchiata. Ma è come allenatore che lascia un segno importante. Il campionato 2009/2010 inizia con quattro vittorie consecutive. Un record. Ma non solo. La Samp raggiunge il quarto posto totalizzando 41 punti nel girone di ritorno e la qualificazione per i preliminari di Champions, l’imbattibilità casalinga, e la difesa che, in Europa, ha incassato meno gol (solo 10) in casa. Numeri da capogiro per una squadra che giocava anche un gran calcio con il super duo Cassano-Pazzini: una delle più grandi di sempre. Notevole la decisione di non far giocare proprio Cassano per cinque partite, tra l’altro tutte vinte. Anche queste cose fanno grande un allenatore ma ancor più un uomo. Che altro c’è da aggiungere? Ah sì, abbiamo tolto lo scudetto alla Roma. Niente male come annata.

DE PONTI Gianluca

Solo un stagione, quella ante promozione (1980 – 1981). Un personaggio particolare, in campo e fuori. 29 presenze e dieci gol per il simpatico “Gil” di cui uno speciale di tacco all’ 88’ minuto di Samp – Varese a Marassi l’11 gennaio 1981.

DIANA Aimo

Dal 2003-2004 gioca tre campionati segnando rispettivamente 5+5+6 reti. Non male come ruolino per un esterno all’antica di cui si è perso lo stampino. Ha anche esordito in Nazionale in quel periodo anche se solo per gli ultimi quindici minuti nell’incontro amichevole con la Spagna(1-1) proprio a Marassi (28 aprile 2004)

DI VINCENZO Rosario

Il buon “Sarin” è stato l’unico genovese (con Rosin senior e Puggioni) a difendere la porta del Doria in un derby. Purtroppo è stato quello del gol di Pruzzo (13 marzo 1977). Ha giocato dal 1975 al 1978. E pur con quella macchia che gli è costata l’ “odio” (si fa per dire) dei tifosi lo ricordiamo ugualmente con simpatia.

DONI Cristiano

Nulla da “recensire” per i due anni alla Samp. Qualche colpo qua e là e poi basta. Ma i numeri li aveva. E comunque lo ricordo perché è figlio di un mio amico d’infanzia. Stop.

DOSSENA Giuseppe

E’ stata indubbiamente una colonna della Samp stellare. Nell’anno dello scudetto non salta una partita. Segna, tra l’altro, un importante gol a San Siro con l’Inter e nei tre anni in blucerchiato vince tutto. Era un piacere vederlo muoversi sul campo e quindi il ricordo del calciatore è nitido e piacevole. Peccato per quella imputazione di tentata truffa, poi caduta in prescrizione, per l’acquisto della società da parte di un fantomatico arabo. Archiviamo anche noi.

Autore

SampGeneration

Il blog della Sampdoria

14 commenti

  1. Caro Roberto inutile continuare a ripetere quanto sei bravo nello sviscerare le tue disamine che per quelli che ho potuto conoscere si addicono alla perfezione gli unici due che non conosco presumo per età anagrafica sono Delfino e Cucchiaroni altri come De Ponti li avevo persi nei cassettini della memoria. Come scrivono sempre Francesco e Solodoria a cui mi associo siamo degli inguaribili nostalgici e qualcosa vorrà pur dire.

    • Luigi come fai a dimenticarti di gil de pontiiiiii? Scherzo eh ognuno ha le sue amnesie.
      Roberto riguardo a Doni e’ vero che il papa’ tuo amico di infanzia era genoano?
      Avevo conosciuto in treno la mamma di Doni, che mi era sembrata matta come un cavallo ma simpaticissima, la quale mi ribadiva appunto che i Doni sono genoani…
      P.S. mi stupisco che nell’ elenco non abbia trovato posto un mio vecchio pallino in negativo, prima del guru, gianluca curci: altro che Massimo Cacciatori, lui si gran portiere…

      • SoloD nn nominare in vano il retrocessore seriale UBELIN … vado subbito a comprare una zampa di coniglio e un ferro di cavallo,prima che m esploda il PC

  2. CASSANO:
    – tutto giusto e tutto condivisibile, rimane quella enorme, gigantesca macchia della lite con Duccio Garrone che fu l’inizio di quei mesi terrificanti, e che peccato in questi ultimi anni non averlo mai sentito pronunciare parole d’affetto verso il mondo SAMPDORIA…

    CORINI:
    – non conoscevo, o forse non ricordavo l’aneddoto con Mancini…
    Una precisazione Roberto: il suo campionato non fu quello del post scudetto, ma quello post Wembley,
    stai più attento :-)))…ovviamente scherzo!!!

    CORREA:
    – che peccato non aver avuto la “forza” per tenercelo almeno un paio d’anni, secondo me ci avrebbe fatto proprio divertire…

    DA COSTA:
    -Ahhh, quante liti e discussioni virtuali che ho fatto per lui, tutti a criticarlo e io uno dei pochissimi che mi battevo per difenderlo…

    DA SILVA:
    – Mai sentito nominare!

    DEL NERI:
    – Ahhh, se avesse resistito alle sirene bianconere…la sua e la nostra storia sarebbero cambiate, ma non gliene faccio una colpa…

    • Josè Riccardo Da Silva, detto China per gli occhi a mandorla. Brasiliano dotato di grande talento, purtroppo lente ma forte di piede e di testa. Gran tiratore di punizioni. Purtroppo si invaghì di una ballerina che volle seguire a Roma. Lei lavorava di notte e lui andava nei suoi locali fino alle prime ore del mattino. Poi non stava in piedi. Giocà nello spareggio di San Siro contro il Modena (2-0 con reti di Salvie Barison)

  3. Ragazzi Gil DePonti è passato alla storia pr la lite cn Garella…Davide vs Golia li cedettero entrambi e risolsero la faida,pr Garella arrivo P.Conti

  4. Chiorri, che Deja Vu!! Me lo ricordo intorno al 1982. Che tipo. Grazie per avermelo di nuvo riposto in mente. Il suo “vagare” per il campo e la sua eleganza mi si è impressa.

  5. E’ vero di Corini ho scritto 1992-1993 e poi l’anno del post scudetto. Lapsus.
    Su Doni papà non l’ho volto scrivere perchè nel frattempo è scomparso ma era proprio come ha scritto Solodoria.

  6. Di Vincenzo: se avessimo avuto al suo posto Cacciatori (infortunato??) forse quel giorno non avremmo perso il derby, questo è quello che si diceva allora e che io non ho mai dimenticato…maledetto sia quel giorno…e maledette tutte quelle squadre di quel nostro campionato disgraziato che concorsero a cacciarci in B…specialmente le prime due classificate…ma anche nella parte destra almeno tre formazioni odiose (indovinare quali?) furono determinanti nei nostri confronti…

    Dossena: la vendita del giocatore al Perugia in C2, dopo la sua prestazione pregevole in Coppa Campioni mi lasciò interdetto e mi è rimasta ancora sullo stomaco…chissà quale percorso in Coppa avremmo avuto con lui ancora in squadra…ma qui purtroppo entrano in gioco fatti personali, leggende metropolitane…non saprei cosa dire.

    Due giocatori, due macchie nella nostra storia, ma d’altronde le situazioni negative fanno parte della vita di tutti i giorni.

    Grazie Roberto per questo dizionario preziosissimo.

    Grazie Roberto

    • Bello questo video PPC, una chicca che non mi ricordavo proprio: siamo a febbraio 1978, non ero comunque presente a quella partita, ma mi ricordo, con piacere, quel bel 4-0 che rifilammo al Bari nel girone di ritorno e ricordo pure il 4-0 rifilato al Taranto nel girone di andata.

      Immagini ancora in bianco e nero che si perdono nella notte dei tempi: uno striscione degli Ultras gigantesco in lunghezza con le scritte ancora in giallo oro, una visione della Sud molto vuota, a parte il centro, forse per una nevicata o forse proprio perchè si era ancora nel pre-gara e poi i 4 gol stupendi dei nostri due attaccanti (Bresciani e Chiorri) con i capelli lunghi stile ultras.

      Sono sincero, in quel campionato 1977-78 da un certo punto in poi, avevo disertato molte partite, per vari motivi:

      Innanzi tutto fu difficile smaltire la delusione della caduta in B dopo le copiose disfatte del 1976-77 (alcune veramente e platealmente evitabili con determinate squadre che si accanirono contro di noi), alcune scelte degli Ultras non condivisibili da parte mia, ma soprattutto, a livello personale, l’avvicinarsi del periodo di maturità a scuola (giugno 1978), che mi avrebbe impegnato molto fino ad estate inoltrata, mi fecero desistere dal frequentare lo stadio per qualche tempo.

      L’ultima partita a cui assistetti fu Sampdoria Cremonese 3-0 ad inizio campionato

      (questo è il link https://www.youtube.com/watch?v=EVl5FkXcdfQ)

      con le reti di Giovanni Re (calciatore proveniente dalle giovanili), il compianto Nello Saltutti e appunto Carletto Bresciani)

      Ti ringrazio per questa tua informazione

  7. Voglio soffermarmi un attimo su Ernesto Tito Cucchiaroni. Arrivato dal Milan perchè aveva una forma fastidiosa di reumatismi e gli consigliarono il sole della Liguria. Giocatore formidabile: dribbling, velocità, tiro, cattiveria agonistica ed una immensa classe. Ricordo una partita già 35 enne a Milano con il Milan. Loro tra i primi noi tra gli ultimi. Scarto il portiere avversario che gli prese un piede e gli levò la scarpa e lui segnò a piede nudo. Un altra, perdemmo dal Napoli a Marassi ed eravamo in un buon momento ma, la formazione improvvisamente rimareggiata, mancavano 7 titolari e due in campo , appunto Tito e Nacka Skoglund non stavano in piedi. Il giorno dopo si seppe che i “due” andarono in un night e si beccarono un virus influenzale che attaccarono a tutti i compagni o quasi e loro due giocarono con quasi 38 di febbre. Anche questo era Tito Cucchiaroni!!!

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