BARCELLONA-SAMPDORIA. BLAUGRANA A RANGHI COMPLETI

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Barcellona, ci risiamo. L’appuntamento è per mercoledì 10 agosto, ore 20.30.  Essere invitati al trofeo Gamper è un onore che spetta a pochi e ci mette sullo stesso piano di squadre che negli ultimi anni hanno vinto ben più di noi.

100 mila spettatori. È la capienza del “Camp Nou”, lo stadio dei sogni catalani, dove un popolo intero spinge verso la vittoria undici fenomeni. L’ultima volta è stato fantastico. Quattro anni fa Gastaldello e compagni vinsero a sorpresa il Gamper, affrontando un Barcellona – precisiamolo – imbottito di riserve, a parte Villa.

Questa volta sarà più difficile. A differenza del 2012, il Barcellona non giocherà 48 ore dopo il Gamper una partita ufficiale. Quest’anno la sfida di Supercopa de España  contro il Siviglia si giocherà cinque giorni dopo. Abbastanza per convincere il tecnico blaugrana Luis Enrique a impiegare contro la Samp una formazione competitiva.

E poi i blaugrana dovranno riscattare l’onore perduto. Soltanto 48 ore fa, nella terza partita di International Champions Cup, il Barcellona ha incassato quattro gol dal Liverpool di Jurgen Klopp. Sarà pure stata un’amichevole, ma dopo una quaterna del genere Messi e compagni vorranno vendicarsi. Per non parlare dell’altro motivo di vendetta: la sconfitta del 2012, rimasta negli annali per il gol di Soriano su assist di Obiang.

Per il Barcellona la sconfitta è un incidente di percorso, il momentaneo incepparsi di una macchina perfetta dove ogni singolo ingranaggio scorre che è una meraviglia. E che ingranaggi. Anche ipotizzando un po’ di turnover, per la Sampdoria è lecito aspettarsi un undici avversario ultracompetitivo. Non c’è Neymar, peccato che il tridente d’attacco rimanga meraviglioso: Messi, Suàrez ed El Haddadi.

Ecco la formazione che il 6 agosto ha perso 4-0 contro il Liverpool. Ter Stegen; Camara, Mascherano, Mathieu, Vidal; Arda Turan, Busquets, Denis Suàrez; El Haddadi, Messi, Suàrez. Rispetto a questo undici già temibile, ci potrebbero essere dei cambiamenti. Stamattina, nell’allenamento che precede la rifinitura prevista per domani, si sono aggregati al gruppo i nuovi acquisti Umtiti e André Gomes.

Come si legge sul sito ufficiale del Barcellona, la squadra sta lavorando a ranghi completi: dunque è possibile che De Silvestri e compagni si trovino davanti la crème de la crème, con in campo gente come Iniesta, Piqué, Digne e Rakitic, entrati col Liverpool dalla panchina e quindi – si presume – già in forma partita.

Una cosa è certa: lo spettacolo non mancherà. In questo precampionato il Barcellona, il cui slogan è “Màs que un club”, ha sempre disputato partite ricche di gol: 3-1 contro il Celtic, 4-2 al Leicester e l’imbarcata con il Liverpool.

I numeri parlano chiaro: l’obiettivo dev’essere evitare brutte figure, anche perché i precedenti contro di loro non ci permettono di stare tranquilli. In partite ufficiali non li abbiamo mai battuti: 0-2 nella finale di Coppa delle Coppe 1989 e 0-1 nella maledetta notte di Wembley tre anni dopo. In amichevole molto meglio: i più anziani ricorderanno il 4-0 al Barcellona di Kubala e Suàrez l’1 giugno 1960, i più giovani la recente vittoria di quattro anni fa: due vittorie di prestigio inframezzate dalla sconfitta ai rigori nel trofeo Gamper 1997 (errore decisivo di Boghossian).

La Samp ha dalla sua un vantaggio importante: non ha nulla da perdere e potrà contare sull’incitamento di un intero spicchio blucerchiato. Mentre chi non sarà sugli spalti del “Camp Nou”, potrà vedere la partita in chiaro in differita su Sportitalia alle ore 23.

ROBERTO BORDI

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Roberto Bordi

Redazione

2 commenti

  1. Effettivamente questo è un riconoscimento pur se siamo decaduti a livello europeo. Ma siamo pur sempre una squadra/società che ha avuto un glorioso passato continentale e questo non si cancella:il nome rimane. Un pò come avviene per altre come Benfica, Celtic ecc….che hanno vinto la Coppa dei Campioni tanto tempo fa…..Con tutto il rispetto, non avrebbero potuto chiamare il Sassuolo che pur attualmente è un’ottima squadra ma manca del pedegree. E nemmeno altre che in Europa sono semi sconosciute (semi perchè loro dicono “abbiamo vinto all’Anfield Road”…….)

  2. Vero Roberto…
    La triste sensazione però è che anche noi cominciamo a vivere di ricordi, che quel meraviglioso blasone costruito nel decennio d’oro stia svilendo ogni anno e che soprattutto il calcio stia andando in una direzione che premierà i club più ricchi e potenti, lasciando poco spazio alle favole…

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