IL PAGELLONE DELL’ ANNO: CENTROCAMPISTI E TREQUARTISTI

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Per un centrocampista che fa bene, un trequartista che delude. È stato questo lo spartito della Samp 2016/2017, dove le note positive sono arrivate più dagli uomini di quantità che da quelli di fantasia.

TORREIRA: 7,5. Per il trottolino blucerchiato, arrivato in punta di piedi dal Pescara, doveva essere una stagione di studio, di inserimento a piccoli passi nel magico mondo della serie A. E invece, fin dalla prima giornata, mister Giampaolo gli ha affidato le chiavi del centrocampo, regalando al pubblico blucerchiato un regista “vero” che a Marassi non si vedeva da tanto tempo. Piccolo ma tosto, rude ma leale, l’uruguagio ha stupito tutti per impostazione e interdizione.

BARRETO: 7. Basta un anno fatto bene per cambiare i giudizi su di un calciatore. Edgar Barreto ne è la dimostrazione lampante, dato che al termine della passata stagione non c’era tifoso che non chiedesse la sua cessione. Ma l’ex centrocampista del Palermo è andato dritto per la sua strada, chiedendo di rimanere per dimostrare tutto il suo valore: lo ha fatto, correndo sempre per tre e azzannando le caviglie di chiunque passasse dalle sue parti. Bravo soldà: mission accomplished.

CIGARINI: 5. L’esatto contrario di Barreto. All’annuncio del suo arrivo in blucerchiato, erano tutti entusiasti. Un sentimento che si è affievolito nel giro di pochi mesi, man mano che l’ex regista di Parma e Atalanta faceva parlare di sé più per le sue uscite sui social network che per le prestazioni in campo, poche e per nulla convincenti. Lo dicono i numeri: nelle quattro partite di campionato da lui giocate (tre da titolare), la Sampdoria non ha mai vinto. Potrebbe andare via.

LINETTY: 6,5. Il primo giudizio del mister sul suo conto era stato impietoso: “Non parla una parola di italiano”. Ma nel calcio globalizzato dei nostri giorni, per un calciatore conoscere le lingue è importante fino a un certo punto. Il polacco lo ha dimostrato, facendosi apprezzare subito dai tifosi per la qualità delle giocate, la dinamicità e il temperamento che lo accompagnano. Mezzo voto in meno per le troppe palle-gol sprecate durante il campionato: ma siamo certi che si rifarà.

PALOMBO 6, ERAMO SV. Probabilmente il capitano è arrivato al canto del cigno. Negli ultimi due anni ha collezionato 8 presenze complessive: troppo poche per immaginare che possa continuare a giocare in blucerchiato. In bilico il suo futuro: vestirà subito i panni del dirigente o giocherà ancora una stagione da un’altra parte? Staremo a vedere. Per quanto riguarda Eramo, una sola presenza in serie A (a Empoli alla prima giornata) e poi la cessione al Benevento. Auguri.

DJURICIC: 5,5. La sua è stata una stagione sulle montagne… serbe. All’inizio sembrava voler andarsene a tutti i costi. Ma le parole di conforto di Giampaolo lo hanno convinto a lavorare duro in allenamento, con l’esordio in squadra avvenuto nel derby di andata. Per Djuricic, riscattato a gennaio nell’affare che ha portato Pereira al Benfica, è stato un lento crescendo coronato dalla super prestazione contro il Milan, poi un crollo improvviso e inaspettato. Ci aspettiamo di più.

PRAET: 5,5. Schiacciato sotto il peso dell’oneroso investimento sostenuto per lui dalla Sampdoria (10 milioni di euro), il talento belga ha mostrato le sue indiscutibili doti tecniche soltanto a sprazzi. Per tutto l’anno i tifosi della Samp non hanno saputo sciogliere un interrogativo di fondo: è un trequartista o una mezzala? Per Giampaolo, novello Quelo, è “la seconda che hai detto. Ma come ripeteva il santone interpretato da Corrado Guzzanti, la risposta potrebbe essere “sbajata”…

BRUNO FERNANDES: 6+. Un altro che ha disputato una stagione a corrente alternata. Nella prima fase del campionato, partendo quasi sempre dalla panchina, ha dimostrato di sapere “spaccare” le partite: è successo contro Palermo, Cagliari e Crotone. Ma una volta conquistato il posto da titolare, il giovane portoghese si è seduto sugli allori tendendo a vagare per il campo senza mordente. Nel girone di ritorno due bei gol a Fiorentina e Pescara. Bravo, ma discontinuo.

ALVAREZ: 5,5. La stagione dell’argentino è stata all’insegna del “2”. Due come i gol fatti, gli assist serviti ai compagni, le ammonizioni e il voto che talvolta avrebbero voluto dagli i tifosi della Sampdoria. In realtà, l’annata dell’ex trequartista di Inter e Sunderland non è tutta da buttare. Lo sa bene Giampaolo che, nonostante le voci messe in giro da Educazione sampdoriana di una storia d’amore con il fantasista sudamericano, ha spesso puntato su quest’ultimo per la sua capacità di fare da collante tra centrocampo e attacco. Ma sul voto finale pesano i tanti, troppi palloni persi.

CASSANO e CARBONERO: SV. Due casi differenti ma con lo stesso risultato: 0 presenze stagionali. Fantantonio doveva essere uno dei senatori della squadra, ma dopo l’amichevole con l’Acquiterme è stato messo fuori rosa, fino all’inevitabile epilogo della rescissione del contratto. Per quanto riguarda il centrocampista colombiano, invece, per farlo guarire al 100 % dalla lesione al menisco accusata nel gennaio 2016 la Sampdoria ha investito una valanga di soldi. Una spesa inutile, dato che a gennaio Carbonero ha lasciato l’Italia per tornare in Colombia. Auguri Carlos!

ROBERTO BORDI

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Roberto Bordi

Redazione

4 commenti

  1. Per me Cigarini non può essere giudicabile, quattro partite non sono nulla, a Bruno il 6,5 l’avrei dato così come il 6 ad Alvarez…

    • Concordo su Cigarini, tra l’altro alcune partite giocate con tutte le riserve (a memoria ricordo solo una partita che giocò con la squadra titolare)…e su Torreira, bravo si e voto giusto, ma dissento sull’impostazione che non ha, perchè passare il pallone alla mezzala a fianco non si può chiamare impostazione…è più un mediano che un regista, non facciamo l’errore fatto con Palombo di considerarlo per quello che non è.
      Ha dalla sua il vantaggio di poter imparare data la giovane età, probabilmente lo farà da altre parti.

  2. Avvicinerei i voti di Alvarez e Fernandez.

    Avvicinerei i voti di Barreto e Linetty.

    L’insufficienza a Praet ci può stare, ma é stato fatto giocare lontano dalla porta. Ha imparato a dare calci ai calciatori più che al pallone, se l’anno prossimo lo fanno giocare più vicino alla porta e mette in mostra le sue doti tecniche, in aggiunta a quanto imparato quest’anno in interdizione, beh… aspettiamoci molto, perché no.

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