BUDIMIR E GLI ALTRI: TUTTI I CROATI NELLA STORIA BLUCERCHIATA

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I Croati e la Samp. Ante Budimir da ieri è un nuovo calciatore della Sampdoria. Alto 191 cm, Budimir è uno dei mille ragazzi che quella fucina di talenti che si chiama Croazia ha prodotto ed esportato in tutta Europa negli ultimi anni. Senza pensarci più di tanto, Budimir sembrerebbe essere il primo calciatore di nazionalità croata della storia dell’Unione Calcio Sampdoria. E invece no.

Infatti, oltre all’ormai ex centravanti del Crotone, sono in tutto tre i giocatori croati ad avere vestito la maglia blucerchiata. Tralasciando il caso di Sinisa Mihajlovic, nato nella città “spuria” di Vukovar nel 1969 quando ancora c’era la Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia (e comunque di nazionalità serba), il primo in assoluto è stato Krunoslav Jurcic. Un nome che ai tifosi blucerchiati fa venire in mente un periodo buio della storia della Samp: gli anni bui della serie B a cavallo tra il vecchio e il nuovo millennio.

Kruno”, come lo chiamavano i compagni di Nazionale (la stessa Nazionale che centrò un clamoroso terzo posto ai Mondiali di Francia 1998), arrivò alla Sampdoria nell’estate del 2000, coinvolto in uno scambio di giocatori con il Torino: ai granata Vergassola, a Genova lui e Tricarico. Voluto dal “sergente” Gigi Cagni e paragonato – ahimè – a Katanec da un certo Zvonimir Boban, che tra l’altro a inizio anni Novanta fu davvero a un passo dalla Samp, a 31 anni Jurcic era un giocatore sul viale del tramonto. Con il cambio di allenatore tra Cagni e Bellotto, il croato non andò al di là di tre scampoli di partita che chiusero la sua esperienza in blucerchiato dopo appena una stagione. Un bidone coi fiocchi.

Dopo qualche anno, a Genova sbarcò un nuovo rappresentante del calcio croato. Un terzino destro giovane e promettente, arrivato alla Sampdoria dall’Nk Zagabria per mezzo milione di euro. Classe 1991, Vedran Celjak fu acquistato dal ds Doriano Tosi nel gennaio 2011, a metà di una stagione maledetta. Parcheggiato da subito nella formazione Primavera, Celjak si sarebbe fatto le ossa in giro per l’Italia tra Pergocrema, Grosseto e Padova, prima di essere ceduto a titolo definitivo al Benevento nell’estate 2014 senza avere giocato neppure un minuto nella prima squadra della Sampdoria. La partita più importante della sua carriera? Sicuramente quella di Coppa Italia contro il Milan a San Siro, giocata da titolare lo scorso 1 marzo con la maglia dell’Alessandria.

L’ultimo croato in ordine cronologico ad aver giocato nella Sampdoria è il promettente Karlo Lulic. Prelevato diciottenne nell’estate 2014 dall’Osijek, a differenza di Celjak Lulic ha già debuttato con la Sampdoria in partite ufficiali. È successo nel match di Coppa Italia giocato contro il Brescia il 4 dicembre 2014, quando è entrato a tre minuti dalla fine al posto di Pedro Obiang. Mediano con i piedi buoni, la scorsa stagione Lulic ha giocato in Repubblica Ceca con la maglia del Bohemians 1905 a fianco di un certo Patrik Schick, che radiomercato sta accostando con una certa insistenza alla Sampdoria.

Insomma, la Croazia non ha mai portato grandissima fortuna alla Samp. Che sia la volta buona

ROBERTO BORDI

Autore

SampGeneration

Il blog della Sampdoria

3 commenti

  1. Nella situazione societaria in cui ci troviamo serve un bagno a Lourdes, cmq Budimir è una buona scommessa per il costo che ha, sono fiducioso.

  2. Costo davvero irrisorio, possibile che un attaccante, pur non giovanissimo, autore di 18 reti e svariati assist in serie B possa essere valutato solo 1,8 milioni? Mah, stranezze del mercato…
    Comunque sono queste le operazioni da appoggiare: se l’avremo azzeccata sarà un successone, viceversa un flop come tanti altri del quale non se ne accorgerà nessuno…

  3. A volte scommetti su un possibile campione e prendi un’abbaglio dopodichè quello su cui non avevi puntato ti fa un buon campionato speriamo sia il caso di Budimir difficile dare giudizi ora a volte è anche il mister che riesce a far rendere il doppio certi ragazzi. Speriamo bene di piu’ non so che dire perchè abbondantemente preoccupato per una conduzione societaria che definire deficitaria è dir poco. Finiti di vendere i giocatori che sino ad oggi hanno fatto plusvalenze cosa succederà? Anche in questo caso speriamo abbia ragione Renzo Parodi che qualcosa ai vertici si possa muovere nel frattempo sempre forza Samp!!!

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