ANALISI POST UDINE: IL CASO PRAET E LA DIFFICILE CONVIVENZA QUAGLIA-ZAPATA

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Il brusco risveglio della Dacia Arena, una partita conclusa con punteggio demenziale, più per nostri errori che per effettivi meriti altrui, pone a Giampaolo alcuni temi.
Dennis Praet, il diavoletto biondo,  dovrebbe essere l’uomo per il potenziale salto di qualità del centrocampo blucerchiato.
Le ultime ore di agosto hanno visto Praet molto vicino alla Premier League, poi l’affare è sfumato: Giampaolo ha fatto probabilmente una leva a Ferrero, dicendo che se gli vendevano pure il belga avrebbe dovuto pescare dalla primavera.
Praet è rimasto alla Sampdoria, ma nonostante sia impiegato con continuitàe investito di piene responsabilità non riesce per il momento a dare un contributo decisivo (se non saltuario) di classe e di talento: viene da chiedersi dove inizino i suoi limiti e dove quelli di Giampaolo che probabilmente non riesce a sfruttare al meglio le qualità del belga.

Detto questo, è sempre più prudente non esaltarsi eccessivamente per le vittorie, né demoralizzarsi troppo al primo passo falso. Abbiamo limiti strutturali, ma mediamente un’ottima organizzazione che ci fa spesso figurare meglio di quanto dicano i singoli valori.

Un secondo tema emerso dalla mattanza di Udine è la convivenza che non appare ottimale fra Quagliarella e Zapata, due centravanti che si pestano i piedi: l’ideale sarebbe dare all’attacco blucerchiato una presenza più dinamica, caratteristiche nelle corde di Gianluca Caprari.
Ma è anche vero che Quagliarella non può essere giubilato a cuor leggero visto che ha tirato la carretta fino ad oggi, fornendo il massimo impegno che ha garantito punti.
La gara con l’Atalanta si presenta quindi come un altro scontro diretto fra squadre che ballano dal settimo al decimo/undicesimo posto.
La sosta spezza ancora il nostro campionato e il valore della Sampdoria è ancora da mettere alla prova. 

Per questo motivo con i bergamaschi servirà una prova di forza convincente.

Autore

SampGeneration

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11 commenti

  1. Marco Convalle -

    Secondo me invece è un problema di regista che non abbiamo o che lo schema di Giampaolo non prevede, gli uomini erano gli stessi della partita col Milan che è una squadra che in ogni caso cerca di imporre il proprio gioco, siamo in difficoltà dall’anno scorso contro le squadre che si chiudono e ci aspettano, lo si vede bene quando Silvestre e Ferrari (o Regini) avanzano a centrocampo, lì si fermano perché non sanno a chi darla per impostare il gioco, diventiamo lenti e le difese si chiudono

  2. Un editoriale che sinceramente faccio fatica a comprendere…
    Perchè Praet sarebbe un caso?
    Mi sembra che il belga sia stato sempre tra i migliori, tolta la prestazione di Udine che non ho visto e che quindi non posso giudicare e nella quale probabilmente avranno fatto male tutti, sinceramente non capisco…
    Quanto alla convivenza Quagliarella-Zapata la vogliamo già mettere in discussione dopo quattro partite?
    Sulla carta si completano benissimo, uno più di movimento ( il buon Fabio ), e uno teoricamente più statico, da area di rigore ossia Zapata anche se in queste prime gare abbiamo visto che in realtà anche il colombiano ama spaziare, personalmente non vedo problemi di convivenza…

    • Condivido El Cabezon. Neanche io ho capito l’editoriale. Praet sta migliorando a vista d’occhio rispetto allo scorso anno ed è in crescita costante e se la coppia Quagliarella-Zapata andava bene con il Milan, non vedo perchè debba non andare più dopo Udine. Certo forse sarebbe più omogenea la coppia Zapata-Caprari ma Giampaolo non toglierà mai Fabio finchè lui resta in piedi…. Condivido invece il giudizio sul match con l’Atalanta. Sarà durissimo perchè le squadre di Gasperini picchiano e corrono. Picchieranno, come già ad Udine Torreira, e bisogna trovare il modo di impedire che la Dea ci blocchi il gioco e le ripartenze.

  3. Praet secondo me (e qui devo dar merito a Giampaolo) è più mezzala che trequartista…nelle amichevoli estive quando è stato provato nel suo ruolo ha fatto male male, questo perchè non è il giocatore che salta l’uomo, ha ottima tecnica si ma non la fantasia tipica del trequartista e come mezzala il suo dinamismo lo fa rendere meglio.
    Ha detto bene Marco, è che manca un regista vero e proprio e quindi il gioco diventa spesso molto prevedibile, anche perchè Giampaolo non lo cambia mai nemmeno in corsa (il suo limite più grosso).
    Sulla convivenza tra i nostri attaccanti, secondo me è una questione di gioco della squadra che un per forza di cose deve cambiare un pochino per far rendere al meglio Zapata, non si può chiedergli di fare il lavoro che faceva Muriel…col tempo vedremo.

    • Ragazzi non manca il regista, semmai manca la capacità di Giampaolo di occupare in maniera più propositiva le fasce. Torreira in fase difensiva e Ramirez in fase avanzata sono due ottimi registi.

      • Marco Convalle -

        Ma Ramirez gioca troppo avanti per fare il regista, così è un rifinitore, il famoso trequartista che vuole Giampaolo, il regista deve giocare a centrocampo

      • Condivido!
        Avere in campo contemporaneamente un regista, un trequartista e due punte mi sembra un pò pretenzioso, poi chi difende?
        Non sono un tecnico ma io la vedo proprio dura da un punto di vista tattico: se hai il trequartista non puoi avere anche il regista classico, alla Sergio Volpi per intenderci, e viceversa, poi non so…

        • Si infatti la penso anche io come te, in questo modulo è meglio un mediano che un regista, verò è che se però poi alla fine il regista diventa Silvestre la manovra ne risente eccome.

  4. LUCA DAL BRASILE -

    anche io sono convinto che le coppie d’attacco debbano essere scelte tra Quaglia della e Caprari (manovra e movimento) e Zapata / Kownacki (sfondamento , potenza e percussione).
    Ovvio che se hai un centromediano metodista come Torreira, non puoi avere anche il regista nel cerchi di centrocampo , ma semmai il famoso trequartista / rifinitore.
    Mi pare tuttavia che Ramirez, aldilà delle giocate tipicamente sudamericane che servono più per la curva che per il risultato e il gioco, non abbia quella continuità e quella onnipresenza che dovrebbero portarlo ad essere sempre pronto a ricevere da dietro e fare l’ultimo passaggio.
    Poi tiriamo pochissimo (da anni!).
    Infine Praet, che ha sempre giocato e si sente un rifinitore/attaccante, ma che essendo un giocatore di classe e allo stesso tempo umile, si sta adattando e sta dando chiari segni di miglioramento e presenza attiva nel gioco.
    Che dire….

  5. Vabbé, oggi nn avevate niente da scrivere…. In totale disaccordo su Praet, su Quagliarella e Zapata, vogliamo dare un po di tempo?

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