3-2 IN RIMONTA BIS: RICORDATE GULLIT CONTRO IL MILAN?

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Non è la prima volta che la Sampdoria è protagonista di una strepitosa rimonta. I tifosi blucerchiati con qualche capello bianco ricorderanno almeno un precedente di quanto visto ieri a Marassi. La location era la stessa, ma l’avversario ben più forte del Sassuolo. E titolare di uno storico record.

38 partite consecutive in trasferta senza sconfitte. Il 31 ottobre 1993 il Milan di Fabio Capello, destinato a festeggiare l’accoppiata Scudetto-Champions League, scendeva sul prato del “Ferraris” per continuare la sua striscia vincente. Senza fare i conti, però, con uno strano animale mitologico.

Ruud Gullit era come “un cervo che esce di foresta”. Un mostro capace di stravolgere il destino delle partite più difficili, dove l’avversario s’incarna in un’arcigna montagna da scalare. Quel giorno d’autunno, a Marassi, pioveva a dirotto. La gradinata sud era una distesa di ombrelli e k-way e il terreno di gioco un cumulo di zolle che saltavano via a ogni contrasto: si lottava metro su metro.

Quella partita sembrava maledetta. Il Milan di Capello, più pratico e meno spettacolare di quello di Sacchi, aveva impostato la partita per pungere la Samp di rimessa. Il vantaggio iniziale firmato da Albertini non aveva scosso la squadra di Eriksson, che continuava a costruire azioni da gol anche se con pochissima fortuna: il Mancio sprecò una buona occasione, mentre Sacchetti prese il palo.

Il raddoppio dopo appena 25 minuti del danese Laudrup sembrò a tutti una mazzata da cui sarebbe stato impossibile risollevarsi. Ma il Milan non fece i conti con Gullit. Il “tulipano nero”, l’unico Pallone d’oro ad avere vestito la maglia più bella del mondo insieme a Luisito Suarez, pensò bene di vincere la partita da solo con un secondo tempo meraviglioso. À la Muriel, ça va sans dire.

Prima, scoccato il decimo minuto della ripresa, dopo un dribbling ubriacante sul vertice sinistro dell’area di rigore servì un delizioso traversone per la testa di Katanec: 1-2. Poi, dopo il gol del pareggio siglato su rigore da Roberto Mancini, Gullit entrò di diritto nella storia della Samp.

Ricevuto un bel pallone a tagliare la difesa dal Mancio, il fenomeno con le treccine si aggiustò il pallone con un astuto tocco di mano, entrò in area di rigore dalla destra e fulminò il portiere rossonero Ielpo con un imprendibile destro al fulmicotone. Fu così che la vittoria contro il Milan degli invincibili divenne realtà, regalando alla Sampdoria la consapevolezza della grande squadra.

23 anni dopo quell’impresa straordinaria, i blucerchiati hanno fatto il bis. Saranno contenti i tifosi più giovani, memori ahi-loro di una partita dalla dinamica simile ma a parti invertite, dieci anni fa a San Siro contro l’Inter. Ma da oggi anche i sampdoriani nati a cavallo tra anni Ottanta e Novanta hanno la loro rimonta pazzesca da raccontare… E da farsi invidiare da figli e nipoti!

ROBERTO BORDI

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Roberto Bordi

Redazione

5 commenti

  1. Come dimenticare quella partita?
    Semplicemente fantastica!
    Anche perchè quasi quasi la…rubammo ( il rigore che il Mancio trasformò e lui stesso si procurò era inesistente ), Gullit forse si aggiustò la sfera con il braccio prima di scoccare la fucilata vincente e probabilmente anche sul primo gol c’era stato un presunto fuorigioco non fischiato, rubare ai ladri è meraviglioso, così come vedere in serata Franco Baresi schiumare rabbia a Pressing…
    Comunque in tempi non remoti c’è stata un’altra rimonta anche se non vincente: campionato 2006/07, stavamo perdendo 0-3 in casa con l’Udinese alla fine del primo tempo ( o forse prima dell’intervallo segnammo l’1-3?) e riuscimmo a pareggiarla…

  2. Ero resente a quella partita che sembrava stregata poi nella ripresa Mancini si scatenò. Passo la palla a Katanec per il colpo di testa si procurò il rigore e fece il passagio a Gullit che volò in cielo x la gioia.
    Cosa ricordo con più piacere? Il pianto di Capello che riuscì a dire davanti ai teleschermi che tutti e tre i gol della Samp erano irregolari. Che brutta figura di quell’arrogante uomo.

  3. In effetti quella stagione fu devastante, se non sbaglio anche lui la definì la migliore o tra le migliori in assoluto della sua carriera, ricordo che un difensore avversario al termine di una partita ammise sconsolato che neppure riempiendolo di botte era riuscito a fermarlo…

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