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	<title>Samp Generation Blog &#187; Gabbiadini</title>
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		<title>SCIVOLONE DI RENAN E ARRIVA LA BEFFA: 1-1 AL 90&#8242;</title>
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		<pubDate>Sun, 26 Jan 2014 17:34:58 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ancora una beffa al 90&#8242;. Al Bologna basta un&#8217;azione, una schifosa azione, per uscire da Marassi con un immeritato pareggio. [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 14px; font-family: verdana, geneva;">Ancora una beffa al 90&#8242;. Al Bologna basta un&#8217;azione, una schifosa azione, per uscire da <strong>Marassi</strong> con un immeritato pareggio. Tutto si decide all&#8217;ultimo minuto di gioco, prima del recupero. I rossoblu, riempiti di attaccanti per recuperare il vantaggio doriano, partono dalla propria difesa con l&#8217;irsuto <strong>Moscardelli.</strong> Palla al greco <strong>Christodoupoulos,</strong> Renan si lancia in pressing ad azzannargli le caviglie ma cade malamente, scivola e rantola per terra.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 14px; font-family: verdana, geneva;"><strong>Sfiga nera. <strong>Christodoupoulos</strong> </strong>ha spazio davanti a sé, avanza, fa 30 metri buoni palla al piede. Nessuno lo abbatte prima, entra in area e viene atterrato malamente da <strong>Costa.</strong> E&#8217; rigore.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 14px; font-family: verdana, geneva;">Peccato, Mustafi aveva difeso benissimo sul centrocampista bolognese, ma Costa deve fare la sua <strong>vaccata quotidiana</strong>. Rigore al 90&#8242; trasformato con precisione da Diamanti. Da Costa incolpevole.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="font-size: 14px; font-family: verdana, geneva;">Fischio finale: pareggio ingiusto, meritavamo nettamente la vittoria.</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 14px; font-family: verdana, geneva;">La partita ha avuto due volti: un primo tempo brutto, forse il peggiore dell&#8217;era <strong>Mihajlovic.</strong> Facciamo un buon pressing alto, ma non troviamo mai i varchi giusti nella difesa avversaria. <strong>Ballardini,</strong> il vecchio porco, ha preparato la partita con estrema accuratezza, ha chiuso tutti gli sfinteri.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 14px; font-family: verdana, geneva;">La difesa bolognese è affollata come la metro di <strong>Calcutta.</strong> C&#8217;è la stessa puzza.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 14px; font-family: verdana, geneva;">Cerchiamo la giocata, spesso da dietro, per eludere la retroguardia blindata dei rossoblu, ma senza esito. Le uniche conclusioni (debolissime) sono di <strong>Soriano</strong> da fuori area, sempre di piatto, sempre le stesse piatte flatulenze che non impensieriscono Curci.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 14px; font-family: verdana, geneva;">Proprio <strong>Curci,</strong> il maledetto, invece di distribuire giocate scivolose, piene di sapone, è stranamente attento. Anticipa costantemente i nostri attaccanti in uscita bassa.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 14px; font-family: verdana, geneva;">La partita è spezzettata fino alla fine del tempo, pochissime le conclusioni a rete per entrambe le squadre.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 14px; font-family: verdana, geneva;">Ma nella ripresa la musica cambia. Sinisa vuole vincere. <strong>Fa giocare Eder più largo, gli consente di ricevere un maggior numero di palloni.</strong> E finalmente riusciamo a mettere in palese difficoltà gli avversari. Al <strong>57&#8242;</strong> abbiamo la migliore occasione: su un cross di Costa (l&#8217;unico azzeccato dal terzino dopo una sequela di banane sparate in gradinata), De Silvestri sbuccia di testa, irrompe Soriano in area, raccoglie il pallone e si presenta davanti a Curci. Ma il portiere del Bologna gli respinge il tiro ancora con una cazzo di parata a terra. Maledetto Curci. Ci hai fatto perdere una Champion&#8217;s, ci hai trascinato in B, e ora ti superi con queste ripetute parate a terra.. Che Iddio ti maledica.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: 14px;">Al<strong> 61&#8242;</strong> arriva il meritato vantaggio. <strong>Kristicic</strong> lancia alla perfezione Eder che ha ancora spazio sulla destra, converge e offre un pallone delizioso a <strong>Gabbiadini.</strong> Dall&#8217;altezza del dischetto Gabbia ha la palla sul sinistro e non sbaglia con un preciso rasoterra che si insacca. 1-0! Grande giocata dei nostri attaccanti.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: 14px;">Continuiamo ad avanzare, vogliamo il secondo gol e abbiamo un&#8217; </span><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: 14px;">ottima occasione con un diagonale di Eder all&#8217; 85&#8242; che finisce di poco sul fondo. Ballardini se le gioca tutte, fa entrare tutti gli attaccanti, anche Moscardelli, l&#8217;uomo della boscaglia. E proprio Moscardelli fa ripartire l&#8217;azione raccontata all&#8217;inizio che propizierà il rigore del 90&#8242;, realizzato da <strong>Diamanti.</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: 14px;">Un vero peccato, la seconda beffa dopo il pareggio con la Lazio.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: 14px;">Potevamo andare a + 7 sul Bologna e fare un passo decisivo verso la salvezza. E invece non cambia nulla, <strong>guadagnamo un punto sul Sassuolo</strong> fermato a Livorno: siamo a + 5 dalla terz&#8217;ultima, ma sarà ancora dura.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: 14px;">L&#8217;annotazione è doverosa: abbiamo dominato la partita ma non siamo riusciti a chiuderla con la seconda rete. Col punteggio in bilico può succedere di tutto. E puntualmente è successo, a causa di uno scivolone sfigato di Renan a centrocampo, sommato a uno dei tanti interventi maldestri di Costa della stagione.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: 14px;">Dovevamo chiudere la partita prima, anche oggi serviva un attaccante che la buttasse dentro.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: 14px;">Siamo dunque alle solite: manca sempre la punta, tanto auspicata e tanto richiesta. Il ritorno di <strong>Maxi Lopez</strong> basterà?  </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<div class='wb_fb_comment'><br/></div>]]></content:encoded>
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		<title>SAMP CATANIA 2-0: ASFALTATO IL CATANIA: EDER E GABBIA, DOPPIA GIOIA BLUCERCHIATA!</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Dec 2013 17:14:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[SampGeneration]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Vittoria netta, vittoria convincente, il Catania è stato asfaltato. Eder, in grande spolvero, e Gabbiadini gonfiano la rete e firmano [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: 14px;"><strong><span style="font-size: 18px;">V</span></strong>ittoria netta, vittoria convincente, il Catania è stato asfaltato.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: 14px;"><strong>Eder,</strong> in grande spolvero, e <strong>Gabbiadini</strong> gonfiano la rete e firmano il <strong>2-0</strong> finale nella delicatissima sfida salvezza. <strong>La Sud alla fine è una bolgia: tutti a gridare: Sinisa, tira la bomba!!</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: 14px;">E Sinisa l&#8217;ha tirata la sua bomba dalla panchina: arriva la prima vittoria in campionato del serbo, dopo il furto con scasso della Lazio, con la beffarda rete di Cana al 95&#8242;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: 14px;">Ma oggi contro il Catania abbiamo dominato il gioco e il punteggio è senz&#8217;appello.</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: 14px;">Gli etnei, in crisi nera, sono falcidiati dalle assenze e si presentano a <strong>Marassi</strong> con un catenaccio d&#8217;altri tempi. Anzi, un catenaccio tipico dei tempi di Delio, il vecchio rimbamba, il vecchio pugile suonato. I giocatori di De Canio fanno la parte della Sampdoria di Rossi di qualche settimana fa: barricate e <strong>contropiede sbilenchi</strong>, con lanci curvilinei e imprecisione continua nei passaggi. Il primo tempo a onor del vero è di una <strong>bruttezza</strong> rara. Qualche conclusione dalla distanza di <strong>Gabbiadini,</strong> qualche incursione di Eder che non trova mai il tiro pericoloso e poco altro. <strong>Il gioco è continuamente spezzettato, soprattutto a causa dell&#8217;ostruzionismo catanese</strong>: falli, falletti, giocatori per terra in continuazione. <strong>Obiang</strong> rilancia i palloni con ritardi di un quarto d&#8217;ora. E quando rilancia, sbaglia con implacabile costanza.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: 14px;"><strong>Nella ripresa partiamo col piglio giusto</strong>. Si teme il copione della prima frazione, ma per fortuna quasi subito (al <strong>54</strong>&#8216;), troviamo il vantaggio: <strong>discesa rocambolesca di De Silvestri,</strong> che si trasforma in una ruspa e avanza a testa bassa, tornando la macchina da guerra <strong>porno-stantuffante</strong> che era un tempo: cross a centro area e tuffo da spiaggia di Eder che si lancia come una scimmia dall&#8217;albero, alla cieca. <strong>Colpisce la palla di piena fronte e gonfia la rete : 1-0!</strong> Mihajlovic esulta furente, arriva il gol che aspettavamo!</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: 14px;">Nel Catania entrano subito in campo <strong>Keko</strong> e l&#8217; ex <strong>Maxi Lopez</strong>, non più fluente di chioma, ma alquanto ingrassato e con un ciuffo maldestro in testa.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: 14px;">All&#8217; ingresso in campo di Maxi, all&#8217;inizio della partita, era partito l&#8217;applauso dello stadio nei suoi confronti. Probabilmente <strong>un applauso di pietà</strong>, dopo la vicenda <strong>Wanda</strong> e le corna d&#8217;alce piovute sulla sua capoccia. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: 14px;">L&#8217;argentino è gettato nella mischia dopo il vantaggio blucerchiato, ma non combina nulla.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: 14px;">Noi chiudiamo benissimo le iniziative catanesi e ripartiamo in contropiede. Al <strong>76&#8242; </strong>c&#8217;è la sventagliata stranamente azzeccata di Palombo che lancia <strong>Manolo Gabbiadini.</strong> Manolo parte dalla destra, si accentra e dal vertice dell&#8217;area lascia partire <strong>un sinistro fenomenale</strong>, da campione, che si insacca nell&#8217;angolo alla destra del portiere. <strong>Magia di Gabbiadini! E&#8217; 2-0!</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: 14px;">Gli ultimi minuti trascorrono nell&#8217;esaltazione generale. Gabbia sfiora la terza rete, Soriano (buona la sua prova) si esibisce in una &#8220;sorianata&#8221; delle sue: lanciato dalle retrovie, è solo davanti al portiere ma effettua uno strambo colpo di testa dai 25 metri&#8230; <strong>Fa niente!</strong> Lo stadio esulta, da Cagliari arriva la notizia che <strong>Sau</strong> ha siglato la rete del 2-1 al 92&#8242;.. <strong>La fortuna gira, porco mondo!</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: 14px;">Stringiamo i denti, ma stasera, per la prima volta dopo settimane, siamo fuori dalla zona retrocessione. <strong>Sinisa, tira la bomba e facci sognar!!</strong><br />
</span></p>
<div class='wb_fb_comment'><br/></div>]]></content:encoded>
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		<title>VERONA SAMP 2-0, AFFONDIAMO A VERONA. IN ATTACCO E&#8217; IL DESERTO</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Oct 2013 22:17:54 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Affondiamo a Verona. 2-0, punteggio all&#8217;inglese, come i cori che si alzano dal Bentegodi festante, alla quinta vittoria su cinque [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: 14px;"><span style="font-size: 18px;"><strong>A</strong></span>ffondiamo a Verona.<strong> 2-0</strong>, punteggio all&#8217;inglese, come i cori che si alzano dal <strong>Bentegodi</strong> festante, alla quinta vittoria su cinque partite.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: 14px;">Per noi <strong>un brusco passo indietro</strong>, che ci fa ripiombare ai livelli allarmanti di due settimane fa. <strong>Urge un repentino cambio di rotta</strong> fra quattro giorni contro il Sassuolo.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: 14px;">La solita partita della <strong>Sampdoria</strong> d&#8217;inizio stagione. <strong>Il copione sembra già scritto.</strong> Teniamo botta alla grande nel primo tempo, <strong>grazie ad un catenaccio del terzo milllenio</strong> di primo livello (manteniamo tranquillamente anche dieci uomini dietro la linea del pallone) e poi <strong>ci sfariniamo nella ripresa</strong>, quando gli avversari alzano il ritmo, noi siamo più stanchi e le maglie della nostra difesa, inesorabilmente, si allargano.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: 14px;">Non a caso <strong>abbiamo subito 13 gol nella ripresa</strong>. In questa particolare classifica siamo i peggiori della serie A, battuti soltanto dal <strong>Sassuolo</strong> (e non è un dato confortante).</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: 14px;">Nel primo tempo ci facciamo vedere davanti solo nei primi minuti: <strong>Gabbiadini</strong> sembra in giornata e riesce a concludere due volte verso la porta, la seconda pericolosamente, al 12&#8242;, con un diagonale che si spegne di poco fuori. Ma è un fuoco di paglia. In precedenza <strong>Costa</strong> era scivolato in difesa, lanciando Gomez verso Da Costa. Ma l&#8217;attaccante veronese si è impappinato, non arrivando alla conclusione. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: 14px;">Poi ben poche azioni pericolose. Il <strong>Verona</strong> tiene il pallino del gioco, <strong>ha un centrocampo</strong> <strong>nettamente più forte del nostro</strong>, ma sbaglia regolarmente gli ultimi passaggi e si va al riposo sullo<strong> 0-0.</strong> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: 14px;">Il pari sta bene a tutti? Celebriamo il nostro gemellaggio con un punto a testa?</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: 14px;"> Niente affatto. Il Verona attacca a testa bassa e trova il vantaggio già al 51&#8242;, sull&#8217;asse <strong>Toni-Juanito</strong>. I nostri difensori, come al solito si fanno infinocchiare, ci infilano per l&#8217;ennesima volta per vie centrali, <strong>Juanito Gomez</strong> è libero davanti a Da Costa e lo supera con un preciso sinistro: <strong>1-0.</strong> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: 14px;">Poi il solito, sconfortante, deserto offensivo blucerchiato. Ci si aspetta (ormai neanche troppo) uno straccio di reazione, ma <strong>non c&#8217;è un barlume di azione costruita.</strong> Anche gli dei del pallone, quelli che ci regalano spesso e volentieri un pizzico di buona sorte, una valida botta di culo, stasera non si fanno vedere. <strong>Il centrocampo veronese spadroneggia in</strong> <strong>lungo e in largo:</strong> è più veloce, aggressivo e ha maggior qualità. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: 14px;">In più Toni maccheroni sembra rivivere una seconda giovinezza, Mister Maccheroni è tornato fra noi. <strong>Al 77&#8242; il centravanti si smarca grazie all&#8217;involontario assist di Gastaldello</strong>. Il difensore doriano fa una cosa indecente, dilettantesca, da coppa dell&#8217;Oratorio in una sera piovosa, quando ti entrano i goccioloni d&#8217;acqua negli occhi e non vedi dove diamine spazzi la palla. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: 14px;">Gastaldello alza di testa il pallone a casaccio per il tiro a colpo sicuro di Toni, che cicca di sinistro una prima volta, ma al secondo tentativo fa centro, con un preciso diagonale: <strong>2-0 </strong>e buonanotte al secchio. <strong>Il Bentegodi osanna i propri giocatori</strong>, noi avanziamo un po&#8217; il baricentro, concludiamo con Obiang ed Eder (il brasiliano, in palla, è una delle poche note liete della serata), <strong>ma ormai è notte fonda.</strong> Domenica bisognerà assolutamente rialzarsi e portare a casa i tre punti. </span></p>
<div class='wb_fb_comment'><br/></div>]]></content:encoded>
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		<title>SAMP ATALANTA: una Storia Mostruosa di Brufoli e Camalli</title>
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		<pubDate>Sat, 26 Oct 2013 06:18:18 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[I rapporti tra Genova e Bergamo, la grande Berghèm, sono sempre stati molto stretti: forse non tutti sanno, infatti, che [&#8230;]]]></description>
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<p class="Standard" style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva; font-size: 14px;">I rapporti tra <strong>Genova e Bergamo</strong>, la grande Berghèm, sono sempre stati molto stretti: forse non tutti sanno, infatti, che i camalli della Compagnia dei Caravana, progenitrice dell&#8217;<strong>attuale Compagnia Unica</strong>, scioltasi nell&#8217;immediato dopoguerra, provenivano in gran parte dalle gaudenti e verdeggianti valli <img class="alignleft size-full wp-image-3540" alt="Caravana" src="/wp-content/uploads/2013/10/Caravana.jpg" width="184" height="306" />orobiche. </span></p>
<p class="Standard" style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva; font-size: 14px;">Fin <strong>dal XV secolo</strong>, infatti, i <strong>lavoratori del porto</strong> venivano selezionati nella Bergamasca, in particolare nelle valli Brembana, Brembilla ed Imagna, dove pare vivessero uomini fortissimi e giganteschi. La leggenda vuole che le dimensioni  tanto spropositate fossero dovute ad un particolare tipo di latte di capra, che le madri bergamasche facevano bere ai loro bambini. Pare fosse un latte miracoloso, spillato dalle zinne di una capra di un pastore di  Treviglio, venerata al pari di una dea. In un <strong>antico statuto della Repubblica di Genova</strong>, l&#8217;origine lombarda viene menzionata come <em>conditio sine qua non</em> per far parte della Compagnia:</span></p>
<p class="Standard" style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva; font-size: 14px;"><i>&#8220;</i><em>Niuno presumi di venir ammesso nella Caravana, se non sia di Bergamo. Mani grandi et anco gambi forti, per niuna ragione sentir la fatica ammesso”.</em></span></p>
<p class="Standard" style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva; font-size: 14px;">Seri, rigorosi e religiosissimi, nonostante una forte propensione al turpiloquio, i lavoratori bergamaschi si guadagnarono nel corso dei secoli la stima dei locali, distinguendosi per abnegazione, coraggio e generosità, soprattutto in caso di emergenze, carestie o epidemie.</span></p>
<p class="Standard" style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva; font-size: 14px;">Tralasciando questa breve digressione storica sulle relazioni secolari tra le due città, veniamo molto più prosaicamente al consueto bilancio degli incontri disputati tra <strong>Samp e Atalanta a Marassi:</strong> partite quasi sempre intense come un buon passato di verdure, e talvolta dall&#8217;esito sorprendente; <strong>41 incontri in A</strong>, <strong>24</strong> successi blucerchiati, <strong>12</strong> pareggi e <strong>5</strong> affermazioni della Dea. </span></p>
<p class="Standard" style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva; font-size: 14px;">L&#8217;esito dell&#8217;ultimo incontro fu parecchio imbarazzante per noi: <strong>il 4 novembre 2012</strong>, i nerazzurri prevalsero <strong>2-1</strong>, mettendo seriamente nei guai Ciro Danette ed il suo pantagruelico vice Peruzzi, alla sesta sconfitta consecutiva in campionato. Dopo nemmeno due minuti un <strong>De Silvestri lento ed impacciato</strong> (me lo ricordo, pareva avere una roulotte attaccata al deretano), ben  lungi dall&#8217;essere il pornostantuffo di oggi, il pistoncino che fa su e giù sulla fascia, si fece “uccellare” (tanto per restare in tema) all&#8217;altezza del secondo palo dal <strong>Signor Bonaventura</strong> il quale transitava casualmente da quelle parti, e che si ritrovò sempre casualmente questo oggetto sferico tra i piedi, e, non resistendo all’impulso primordiale di calciarlo, trafisse il sempre più triste “<em>tanguerio de barrio</em>” <strong>Romero</strong> con un tocco di esterno da pochi passi. </span></p>
<p class="Standard" style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva; font-size: 14px;"><strong>Maresca</strong>, oggi lo ricordiamo con tristezza panciuto e disperso in quel di Bogliasco, pareggiò i conti nella ripresa con una <strong>clamorosa</strong></span><span style="font-family: verdana,geneva; font-size: 14px;"><img class="alignright size-full wp-image-3545" alt="Maresca rovesciata" src="/wp-content/uploads/2013/10/Maresca-rovesciata.jpg" width="209" height="217" /></span><span style="font-family: verdana,geneva; font-size: 14px;"><strong> rovesci</strong></span><span style="font-family: verdana,geneva; font-size: 14px;"><strong>ata da trequarti</strong> che </span><span style="font-family: verdana,geneva; font-size: 14px;">provocò urla di gioia e strilli di isterismo in noi tutti, come se avessimo assistito ad un miracolo in diretta. Ma la nostra gioia durò molto poco… il puntero<strong> De Luca si vendicò</strong> della sconfitta subita nella finale dei playoff con il Varese, regalando i tre punti agli ospiti.</span><span style="font-family: verdana,geneva; font-size: 14px;"> </span></p>
<p class="Standard" style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva; font-size: 14px;">Tale batosta arrivò dopo ben 4 successi consecutivi: l&#8217;incontro del <strong>28 febbraio 2007</strong> passò alla storia per <strong>l&#8217;ultimo gol</strong> (decisivo) di <strong>Fabio Bazzani</strong> in maglia blucerchiata; Mazzarri ottenne due successi su due, entrambi netti; <strong>Delneri</strong> si vendicò della squadra che l&#8217;aveva rilanciato presso il grande pubblico, grazie alle reti di <strong>Palombo e Pazzini</strong>, nel giorno in cui Cassano (ai tempi in rotta con la società e l&#8217;allenatore) rifiutò il trasferimento alla Fiorentina.</span></p>
<div class="youtube" style="width: 500; height: 300;"><object width="500" height="300" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="wmode" value="transparent" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/T82hvOIiuzQ" /><embed width="500" height="300" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/T82hvOIiuzQ" wmode="transparent" /></object></div>
<p class="Standard" style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva; font-size: 14px;">Memorabile in negativo l&#8217;incontro del <strong>24 marzo 1996</strong>: in vantaggio 2-0 alla fine del primo tempo grazie alle <strong>reti di Balleri</strong>, l’uomo con la faccia attorno ad un neo, <strong>e Chiesa</strong>, i blucerchiati finirono bastonati dalle prodezze di <strong>Vieri, Morfeo e Daniele Fortunato</strong> (argh!). </span></p>
<div class="youtube" style="width: 500; height: 300;"><object width="500" height="300" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="wmode" value="transparent" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/6TEKTFDk2Us" /><embed width="500" height="300" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/6TEKTFDk2Us" wmode="transparent" /></object></div>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva; font-size: 14px;">I tifosi ricordano con un certo ribrezzo una partita <strong>ancora più avvilente: il 20 ottobre 1991</strong>, i blucerchiati campioni in carica si dimenticarono di esserlo contro gente del calibro di <strong>Stromberg, Caniggia e tal Carlos Alberto Bianchezi</strong> (inspiegabilmente noto come Careca III). Una prestazione fantasma permise ai bergamaschi di passare 2-0 proprio grazie alle reti del tiratore (in tutti i sensi) argentino e del pedatore brasileiro.</span></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva; font-size: 14px;">E dire che, esattamente l&#8217;anno prima <strong>(21 ottobre 1990</strong>), era andata ben diversamente: orobici al sacco, gentilmente offerti dalla premiata ditta  <strong>Branca e Mancini</strong>, e trionfo <strong>4-1</strong> davanti ad una Sud in festa. </span></p>
<p class="Standard" style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva; font-size: 14px;"><strong>GLI EX</strong> &#8211; Un ex di peso tra i blucerchiati: <strong>Manolo, il nostro freeclimber</strong>, infatti, è nato a <strong>Calcinate</strong> (paese natale anche di uno <strong>stopper di caratura imperiale</strong> transitato dalle nostre parti, un certo <strong>Pietro W.</strong>) ed è cresciuto nelle giovanili nerazzurre: esordì in prima squadra nel marzo 2010, totalizzando appena 2 presenze in una stagione disgraziata per gli orobici. Dopo un anno in prestito al Cittadella, Gabbiadini rientrò all&#8217;ovile, diventando una delle principali rivelazioni della stagione 2011-12. </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="Standard" style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva; font-size: 14px;"><strong>Tre ex blucerchiati nell&#8217;Atalanta</strong>: il ruvido e gentile <strong>Stefano Lucchini</strong> (assente sabato per infortunio) fu una <strong>colonna difensiva della Samp</strong> tra il 2007 e il 2011, talvolta schierato al centro con Gastaldello, talvolta sulla fascia destra, senza mancare all&#8217;appello nemmeno nei tempi bui del Comitato Strategico.</span><span style="font-family: verdana,geneva; font-size: 14px;"> </span></p>
<p class="Standard" style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva; font-size: 14px;"><strong>L&#8217;intellettuale Guglielmo Stendardo</strong>, detto “O Avvocato”, <img class="alignright size-full wp-image-3544" alt="Stendardo" src="/wp-content/uploads/2013/10/Stendardo.jpg" width="140" height="210" />arrivò <strong>da Napoli nel &#8217;98</strong>, appena diciassettenne, pieno di brufoli ed entusiasmo. Dopo un anno nella Primavera, il difensore fu aggregato alla prima squadra nel pieno del medioevo blucerchiato. Lasciò Genova dopo cinque stagioni: non riuscì mai a conquistarsi il posto da titolare (appena 33 presenze in 4 stagioni), ma il suo apporto <strong>fu sempre apprezzato</strong> da allenatori e tifosi, anche grazie alla favolosa imitazione di Pino Daniele con cui era solito allietare il post-partita.</span></p>
<p class="Standard" style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva; font-size: 14px;"><strong>Guido Marilungo</strong>, conosciuto anche come “Mary Long”  arrivò a soli 14 anni a Genova <img class="alignleft size-full wp-image-3543" alt="Marilungo" src="/wp-content/uploads/2013/10/Marilungo.jpg" width="150" height="187" />dall’oscuro eremo di Ascoli Piceno.Toccante il momento in cui, spaesato, <strong>scese alla stazione Principe con la sua valigina di cartone</strong> contenente pochi indumenti ma molte, moltissime, olive all’ascolana che gli aveva preparato la mamma per aiutarlo a combattere la nostalgia. La valigia si ruppe dopo pochi passi e l’intera banchina ferroviaria si riempì di olive farcite… c’erano olive ovunque, cazzarola!! Ma non divaghiamo… L&#8217;attaccante disputò diverse stagioni nelle giovanili blucerchiate, <strong>vinse da protagonista uno scudetto Primavera</strong> ed esordì in prima squadra nel 2009. Rientrò a Genova nel 2010 dopo una grande stagione a Lecce: si contende una maglia da titolare con Pozzi, ma alla prova dei fatti risulta acerbo (non segna nemmeno una rete) e, in un periodo critico per la squadra (Cassano cacciato e Pazzini in odore di cessione), viene spedito in via definitiva a Bergamo senza complimenti.</span></p>
<div class='wb_fb_comment'><br/></div>]]></content:encoded>
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		<title>CONTRO LA ROMA SARA&#8217; SQUADRA OPERAIA</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Sep 2013 11:14:01 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Contro la Roma è pronta a scendere i campo una squadra blucerchiata operaia, che più operaia non si può. I [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: 14px;"><span style="font-size: 18px;">C</span>ontro la Roma è pronta a scendere i campo una squadra blucerchiata <strong>operaia</strong>, che più operaia non si può.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: 14px;">I giallorossi arrivano spavaldi: <strong>4 vittorie su 4</strong> e</span><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: 14px;"><img class="alignright size-full wp-image-2725" alt="Burino" src="/wp-content/uploads/2013/09/Burino.jpg" width="142" height="142" /></span><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: 14px;"> soprattutto prestazioni convincenti, avversari presi a pallonate. <strong>Garcia,</strong> sergente di ferro, è già st</span><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: 14px;">ato eletto nuovo re capitolino (a Roma</span><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: 14px;"> fanno presto). Una fame di vittorie che spinge i tifosi a lanciare grida d&#8217;attacco dalle deliranti radio locali: <strong>“Magnamoseli!”</strong>, <strong>“Magnamoli er core!”</strong>, gridano dalle radio i romanisti con la bava alla bocca (sempre fissati col magnare),  già pensando ai doriani come le vittime sacrificali della situazione.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: 14px;">Ma, attenzione, il campo riserva spesso sorprese. <strong>Gli ultimi minuti di Trieste</strong> hanno confermato, una volta di più, che il calcio non è studio matematico, <strong>non è semplice somma di valori:</strong> c&#8217;è l&#8217;agonismo, c&#8217;è la forza della disperazione, <strong>c&#8217;è il terrore delle abilità pugilatorie del proprio tecnico</strong>, c&#8217;è la componente buona sorte (<strong>De Sanctis</strong>, pensaci tu). Insomma, a dispetto delle differenze enormi, mostruose, tra i giocatori in campo, l&#8217;esito di <strong>Sampdoria-Roma</strong> non è affatto scontato.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: 14px;">Certo, la prima sensazione, scrutando le formazioni, è quella di aspettarsi il peggio, la catastrofe (i più pessimisti, forse, l&#8217;apocalisse).</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: 14px;"><strong>La Roma</strong> arriva col coltello fra i denti, sente aria di record: 5 vittorie sulle prime 5 partite in campionato sarebbero il record assoluto per i giallorossi (si fermarono a 4 nel <strong>1952-53</strong> e nel <strong>&#8217;60-&#8217;61</strong>).</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: 14px;">Si presentano a Marassi con De Sanctis tra i pali, il ciclone Maicon, in preda ad una seconda dannata giovinezza, sulla destra, e Benatia, Castan e Balzaretti a chiudere il quartetto di difesa.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: 14px;">A centrocampo <strong>fuoco e fiamme di tecnica e dinamismo</strong>: Strootman, De Rossi e Florenzi. In attacco il trio Ljaic-Borriello- Totti (e sono cazzi).</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: 14px;">La novità romanista è che dovrebbe rispolverare la punta centrale (Borriello, atteso da fischi selvaggi), non presentata nelle prime uscite.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: 14px;"><strong>La Samp</strong>, nella sua povertà, butta in campo <strong>corsa e cuore,</strong> un&#8217;augurabile rabbia operaia da manifestazione di piazza degli anni&#8217;70.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: 14px;">I segnali da <strong>Bogliasco</strong> dicono che <strong>Delio Rossi</strong> opterà per la formazione che ha dato risultati positivi a <strong>Cagliari.</strong> Andiamo con i piedi di piombo, perché sabato sera il tecnico doriano rivoluzionò le carte, a pochi minuti dalla partita, cambiando molti uomini di quella che era considerata la formazione probabile.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: 14px;">Che sia questo<strong> il nuovo trucco</strong> del tecnico romagnolo? Per la clamorosa carenza di qualità sorprendere gli avversari con <strong>cambi dell&#8217;ultimo minuto?</strong> Chissà..</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: 14px;">Per ora la Samp dovrebbe ripresentarsi col <strong>3-4-2-1</strong>: i soliti Da Costa; Gasta, Palombo e <img class="alignleft size-full wp-image-2720" alt="cingolato" src="/wp-content/uploads/2013/09/cingolato.jpg" width="204" height="138" />Costa in difesa. A centrocampo: De Silvestri, Obiang, Kristicic e il ritorno di Gavazzi, il brutto ma buono, il polmone scarso e indomito della fascia destra. Poi Sansone e Wszolek, il cingolato di Pomerania, <strong>dietro al</strong> <strong>grande Gabbiadini.</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: 14px;">Che dire, sulla carta non ci sarebbe partita. Ma alla <strong>Roma</strong> abbiamo già fatto diversi scherzi negli ultimi anni (e loro lo sanno). E c&#8217;è sempre particolare gusto, quando i giallorossi preparano la festa, a rovinargliela con colpi improvvisi e inaspettati.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: 14px;"><strong>E allora: Forza Doria! Con rabbia operaia, mettici il cuore (e i polmoni)!    </strong></span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-family: verdana,geneva; font-size: 16px;"><strong> </strong></span><strong><a href="/categorie/editoriali/"><span style="font-family: verdana,geneva; font-size: 16px;">LEGGI GLI ALTRI EDITORIALI</span><span style="font-size: 16px; font-family: verdana,geneva;">!</span></a></strong><a href="/categorie/editoriali/"><img alt="arrow" src="/wp-content/uploads/2013/09/arrow.jpg" width="50" height="51" /></a></p>
<div class='wb_fb_comment'><br/></div>]]></content:encoded>
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		<title>CONTRO LA ROMA COL SANGUE AGLI OCCHI</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Sep 2013 10:57:22 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Vogliamo una squadra rabbiosa, col sangue agli occhi. E&#8217; ciò che chiediamo ai blucerchiati, patologicamente carenti in tecnica, di mettere [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 14px; font-family: verdana,geneva;"><span style="font-size: 18px;">V</span>ogliamo una squadra rabbiosa,<strong> col sangue agli occhi.</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 14px; font-family: verdana,geneva;">E&#8217; ciò che chiediamo ai blucerchiati, patologicamente carenti in tecnica, di mettere in campo contro la <strong>Roma.</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 14px; font-family: verdana,geneva;">In un campionato che non conosce pause per l&#8217;incombere del mondiale,<strong> Delio Rossi</strong> è chiamato subito a confermare una squadra degna, con un modulo decente in grado di affrontare la Roma straripante degli ultimi giorni.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 14px; font-family: verdana,geneva;">L&#8217;impegno è improbo: i giallorossi arrivano a <strong>Marassi</strong> sulle ali di prestazioni convincenti, altamente cazzute: sono messi ormai alle spalle i tempi della <strong>squadra naif</strong>, senza capo né coda, guidata prima da <strong>Luis Enrique</strong> e poi dal simpaticamente svitato<strong> Zdenek Zeman</strong> (che Dio lo abbia in gloria!).</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 14px; font-family: verdana,geneva;">La Roma di <strong>Garcia,</strong> sergente di ferro, è micidiale. Ha dinamismo, potenza e giocatori di classe pura. Un centrocampo capace di schierare campioni del calibro di<strong> De Rossi-Pjanic-Strootman,</strong> un <strong>Maicon</strong> sulla destra che sembra tornato ai tempi del triplete e un attacco agile con <strong>Totti-Gervinho,</strong> e il supporto di <strong>Ljaic</strong> e <strong>Florenzi,</strong> che si alternano. Manca, come si vede, la prima punta, a parte qualche rara comparsata di <strong>Borriello.</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 14px; font-family: verdana,geneva;"><img class="alignleft size-full wp-image-2671" alt="garcia roma" src="/wp-content/uploads/2013/09/garcia-roma.jpg" width="207" height="116" />Ma ormai Garcia punta su questo fronte offensivo atipico, privo di punti di riferimento centrali e <strong>pieno</strong> <strong>di dinamismo ed esplosività</strong> (è forse il motivo per cui la Roma sta subendo così pochi gol ed è prima in classifica dopo anni).</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 14px; font-family: verdana,geneva;">La <strong>Sampdoria</strong> ha portato a casa l&#8217;insperato punto di <strong>Trieste, in modo rocambolesco</strong> (a dir poco). Ma “rocambolesca” sembra la<strong> parola d&#8217;ordine</strong> di tutta la stagione blucerchiata: dalle scelte estive della società, a quelle sul campo di Delio Rossi. Che ora pensa giorno e notte ad un modulo da schierare, per ovviare alla pochezza lancinante di tecnica in campo.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 14px; font-family: verdana,geneva;"><strong>Maresca,</strong> a tal proposito, è sempre a Bogliasco a smaltire il gonfio pancione, chissà se lo si rivedrà mai in campo..</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 14px; font-family: verdana,geneva;">Ci conforta, ma solo un poco, l&#8217;esperienza del <img class="alignright size-full wp-image-2672" alt="sansone-sampdoria" src="/wp-content/uploads/2013/09/sansone-sampdoria.jpg" width="204" height="133" />nostro tecnico. Con la Roma dovrebbe riproporre il<strong> 3-4-2-1</strong> (che tanta mestizia fece a Trieste, nel primo tempo), o partire con il <strong>3-4-1-2</strong> (con <strong>Sansone</strong> e <strong>Gabbiadini</strong> davanti, e Dio solo sa chi piazzare dietro il duo d&#8217;attacco&#8230; Forse the Viking Bjarnason? Ma per favore!).</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 14px; font-family: verdana,geneva;">Se non altro i giocatori dovranno scendere in campo con la giusta cattiveria, metaforicamente parlando: col sangue agli occhi. Su questo fronte,<strong> gli ultimi minuti vitalmente disperati di Trieste,</strong> aiutati da notevoli colpi di culo in serie, sono un segnale più che positivo.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 14px; font-family: verdana,geneva;">Da Roma, intanto, lanciano strali: <strong>i burini vogliono banchettare sulle nostre carcasse</strong>, si aspettano una passeggiata di salute.. Ma il calcio non è materia già scritta: e se arrivasse, inaspettato, il colpo di scena?</span></p>
<div class='wb_fb_comment'><br/></div>]]></content:encoded>
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		<title>CAGLIARI SAMP 2-2: KRISTICIC VA PER MARGHERITE, GAVAZZI UNA COMPARSA</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Sep 2013 14:38:01 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[DA COSTA 6 – Il Tarzan del Rio delle Amazzoni viene tradito dalla barriera in occasione della punizione di Conti. [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 14px; font-family: verdana,geneva;"><strong>DA COSTA 6</strong> – Il Tarzan del Rio delle Amazzoni viene tradito dalla barriera in occasione della punizione di Conti. Nel resto della partita si limita al compitino senza essere mai determinante. <strong>CATATONICO</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 14px; font-family: verdana,geneva;"><strong>GASTALDELLO 5</strong> &#8211; La roccia, <em>the rock</em>, comincia a sgretolarsi come soffice formaggio sulla grattugia. Colpevole in coabitazione con Palombo sul vantaggio di Ekdal, si trova più volte un difficoltà a centroarea mentre sugli inserimenti in avanti non risulta efficace come un tempo. Regala al cielo la sua solita razione di bestemmie in veneto. <strong>SATANICO E BLASFEMO</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 14px; font-family: verdana,geneva;"><strong>PALOMBO 5.5</strong> &#8211; Meno peggio del Gasta, in generale non fa grossi errori ma sulla sua prestazione pesa la cappella che regala il goal al timido svedese Ekdal, dando il largo al vantaggio dei pecorini.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 14px; font-family: verdana,geneva;"><strong>COSTA 6</strong> &#8211; Duecentesima presenza tra i professionisti. (Incredibile, allora forse anche ‘io ho ancora qualche speranza di fare il calciatore!) Qualche chiusura è da brivido caldo, ma riesce a limitare con efficacia l&#8217;ennesimo erede di Zola, ossia Sau. E con questo capiamo che Sau non può essere l’erede di Zola. <strong>CROCIERISTICO</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 14px; font-family: verdana,geneva;"><strong>DE SILVESTRI 6.5</strong> &#8211; Eroe del giorno per il pareggio acciuffato all&#8217;ultimo, complice &#8220;saponetta&#8221; Agazzi. Lo vedi sempre in bolla spingere al solito con prepotenza e sensualità su quella fascia, strizzando gli occhietti e sbuffando dalle nari come un cavallo di razza… e poi, da vero pornodivo, quando in area si crea quella gigantesca <em>gangbang</em> finale, con tutti contro tutti, eccolo lì a piazzare la ficcata risolutiva. Non vogliamo essere ripetitivi, ma è il <strong>pornoman</strong> della fascia.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 14px; font-family: verdana,geneva;"><strong>KRISTICIC 5</strong> &#8211; Ennesima prestazione opaca per il serbo, colpevole di staccarsi dalla barriera sul goal di Conti: non può indossare la maglia numero 10, HE’S BORN (NOT) TO BE A NUMBER TEN. Timidamente trotta per il centro del campo, non propone mai alcuna giocata incisiva. Toccante il momento in cui si china a cogliere un fiorellino per donarlo ad un assistente di linea. <strong>BUCOLICO</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 14px; font-family: verdana,geneva;"><strong>OBIANG 6</strong> &#8211; In crescita, Pedro “<em>The Black Hammer</em>” scende in campo con il piglio del guerriero masai, e regala sprazzi di coraggio calcistico ed altruismo da eroe.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 14px; font-family: verdana,geneva;"><strong>BJARNASON 5.5</strong> &#8211; Lavoro sporco con esiti non sempre felici. Se gli mettessero un martello in mano  sarebbe tale e quale a Thor. Ma purtroppo temo che i martelli li abbia al posto dei piedi. Delio sconfortato lo toglie ad inizio ripresa. Secondo noi comunque il Kurt Cobain dei poveracci non è ancora giudicabile pienamente.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 14px; font-family: verdana,geneva;">(<strong>SANSONE 6</strong> &#8211; Ancora una volta non schierato titolare, a dispetto delle previsioni iniziali. Frizzante e guizzante come l’intestino di uno stitico a cui è stata appena somministrata una purga, prova ad accelerare i ritmi proponendosi ai compagni, con esiti alterni)</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 14px; font-family: verdana,geneva;"><strong>GAVAZZI 6</strong> – Ecce homo. Dopo anni passati a fare la comparsa a Bogliasco, questo oscuro personaggio con la faccia da pescatore di frodo trova spazio e tutto sommato non demerita, anche in virtù del fatto che gli avversari non lo conoscono e ci mettono un bel po’ prima di capire che quello che hanno di fronte è davvero un avversario e non un invasore di campo. Meschino, mi ha fatto tanta pena.<br />
(<strong>BARILLA&#8217; 6</strong> &#8211; Da rivedere: prova qualche inserimento in avanti, ma per valutarlo appieno occorreva un po&#8217; più di tempo. Si fa comunque largo sulla fascia a colpi di “ Minchia, Barillà sono!”)</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 14px; font-family: verdana,geneva;"><strong>WSZOLEK 6</strong> &#8211; Il trattore polacco debutta in modo tutt&#8217;altro che negativo, anzi. Sgroppa su e giù come se fosse una vacca nei campi di Masovia, ogni tanto muggisce pure. Da rivedere l&#8217;intesa con Gabbiadini ma si dà da fare, si sbatte, ci crede, suda e lacrima, e se l&#8217;arbitro non glielo negasse per un fuorigioco improbabile, avrebbe anche assaporato la gioia del gol.<br />
(<strong>POZZI 6</strong> &#8211; Prova un colpo di testa, ispira la rete di Manolo e permette al freeclimber di concentrarsi in attacco)</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 14px; font-family: verdana,geneva;"><strong>GABBIADINI 6.5</strong> &#8211; Costretto spesso a rientrare per recuperare la palla, nella seconda parte della ripresa riesce a tirare il fiato e rendersi più pericoloso. Firma il pareggio. Fa uno sporco lavoro il <em>Cliffhanger</em> di Bogliasco, ma alla fine raccoglie succosi frutti.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 14px; font-family: verdana,geneva;"><strong>DELIO 6</strong> – Coraggioso, specie nello schierare titolari in una partita ostica due esordienti assoluti come Wszolek e Gavazzi. C&#8217;è comunque da lavorare molto su difesa e parte del centrocampo, ma la grinta mostrata dalla squadra nel finale è quella consueta dello spaccamascelle riminese. Urla e scalpita come un bove condotto al macello, è toccante nelle sue esultanze.</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-size: 16px;"><a href="/categorie/partite/pagelle/">LEGGI LE PAGELLE PRECEDENTI</a></span></p>
<div class='wb_fb_comment'><br/></div>]]></content:encoded>
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		<title>UN PUNTO FOLLE CHE VALE ORO</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Sep 2013 06:39:36 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Follie, errori amatoriali, ridicolaggini. Ma ciò che conta è che ieri sera abbiamo conquistato un punto prezioso, come oro colato. [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;" align="LEFT"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: 14px;"><span style="font-size: 18px;">F</span>ollie, errori amatoriali, ridicolaggini. Ma ciò che conta è che ieri sera abbiamo conquistato <strong>un punto prezioso,</strong> come oro colato.</span></p>
<p style="text-align: justify;" align="LEFT"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: 14px;">Quel che non ti aspetti accade: la frase pluri-abusata che nel calcio può succedere di tutto ha avuto l&#8217; ennesima conferma nella cattedrale nel deserto di <strong>Trieste.</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;" align="LEFT"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: 14px;">Lo stadio è semivuoto. Brillano <strong>un centinaio di doriani</strong> che cantano per tutta la partita (anche quando sembra volgere al peggio).</span></p>
<p style="text-align: justify;" align="LEFT"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: 14px;">La <strong>Sampdoria</strong> scende in campo con una formazione a sorpresa. Delio, scervellandosi, ha tirato fuori dal cilindro una formazione inaudita per ovviare all&#8217;assenza di <strong>Eder.</strong> Non se la <img class="alignleft size-full wp-image-2649" alt="PEGASO NEWSPORT- CAGLIARI-SAMPDORIA CAMPIONATO SERIE A TIM 13-14" src="/wp-content/uploads/2013/09/SAMP-wszolek.jpg" width="247" height="170" />sente di rischiare <strong>Sansone</strong> e mette in campo una sorta di inaspettato<strong> 3-6-1</strong>, con <strong>Gabbiadini</strong> abbandonato in fondo al campo, a fare a sportellate con la folta difesa cagliaritana, e <strong>Wszolek,</strong> all&#8217;esordio in campionato, a suo supporto.</span></p>
<p style="text-align: justify;" align="LEFT"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: 14px;">Ma il paracarro polacco sembra un pesce fuor d&#8217;acqua, fuor dalle acque della <strong>Vistola:</strong> <strong>caracolla</strong>, non molla, di tanto in tanto sembra aver bevuto una quantità oltre la norma di vodka, ma in sostanza dà poco sostegno in avanti.</span></p>
<p style="text-align: justify;" align="LEFT"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: 14px;">Il <strong>Cagliari,</strong> da par suo, orchestrato abilmente da <strong>Cossu</strong> e <strong>Niangollan,</strong> tiene il bandolo della matassa: ha individualità superiori alle nostre e <img class="alignright size-full wp-image-2647" alt="guardalinee" src="/wp-content/uploads/2013/09/guardalinee.jpg" width="217" height="128" />dà l&#8217;idea di poter colpire da un momento all&#8217;altro. Passa in vantaggio con <strong>Ekdal</strong> e, come se non bastasse, viene  graziato da uno svarione del guardalinee, che annulla clamorosamente una rete validissima di <strong>Wszolek</strong> (scarso ma goleador).</span></p>
<p style="text-align: justify;" align="LEFT"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: 14px;">Alla fine di una partita che resterà negli annali anche per il cambio di metà ripresa <strong>Gavazzi-Barillà</strong> (che fa pensare ad una partita di infima serie C), ecco che arriva, tra il 90&#8242; e il 94&#8242;, l&#8217;ormai celebre e delirante tourbillon di cappellate da ambo le parti: <strong>Agazzi</strong> è protagonista sovrano. Ma anche <strong>Da Costa </strong>non scherza, con la sua barriera messa alla cieca. Il gollonzo di <strong>De Silvestri</strong> è il marchio conclusivo di una partita rocambolesca, illogica, ma importante per i nostri colori.</span></p>
<p style="text-align: justify;" align="LEFT"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: 14px;">Ben consapevole dell&#8217;importanza di questo punto, <strong>Delio Rossi</strong> scatta dalla panchina quando il tiro sghembo di <strong>Lollo</strong> colpisce la tibia di <strong>Gabbiadini</strong> e va in rete per il 2-2. Delio </span><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: 14px;">si proietta verso la curva blucerchiata, smulinando i pugni con manifesta e incontenibile gioia. Tutto questo gli vale il </span><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: 14px;"><img class="alignleft size-full wp-image-2646" alt="acqua alla gola" src="/wp-content/uploads/2013/09/acqua-alla-gola.jpg" width="205" height="141" /></span><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: 14px;">cartellino rosso. Ma poco importa.</span></p>
<p style="text-align: justify;" align="LEFT"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: 14px;"> Si esce dal <strong>Nereo Rocco</strong> di <strong>Trieste</strong> con un punto insperato, una boccata d&#8217;ossigeno. La prossima partita con la <strong>Roma</strong> sarà affrontata senza acqua alla gola (ma a livello del piloro) <strong>Forza Doria,</strong> avanti così!</span></p>
<div class='wb_fb_comment'><br/></div>]]></content:encoded>
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		<title>2-2: FOLLE PAREGGIO A TRIESTE!</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Sep 2013 18:33:33 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Partita folle, tra le più folli della storia blucerchiata. A Trieste cala il sipario sulla follia applicata al calcio. Davanti [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: 14px;"><strong><span style="font-size: 18px;">P</span>artita folle</strong>, tra le più folli della storia blucerchiata. A <strong>Trieste</strong> cala il sipario sulla follia applicata al calcio. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: 14px;">Davanti a un pubblico minimo (solo blucerchiato) <strong>Cagliari</strong> e <strong>Sampdoria</strong> tengono ritmi bassi, soporiferi per <strong>89 minuti.</strong> Ma il pareggio sarebbe sacrosanto: il Cagliari, sottotono, fa la partita nel primo tempo e trova la rete di <strong>Ekdal</strong> sulla solita bambola difensiva doriana. <strong>Palombo</strong> a caccia di tartufi, <strong>Obiang</strong> è in ritardo. <strong>Ekdal</strong> trova la rete, solo davanti a <strong>Da Costa: 1-0.</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: 14px;">Al <strong>35&#8242;</strong> il marmittone polacco <strong>Wszolek</strong> trova un insperato pareggio, su tiraccio sgarbatissimo di <strong>Gavazzi</strong> che si trasforma in assist. Il polacco bagnerebbe l&#8217;esordio col gol, ma il guardalinee annulla per fuorigioco inesistente: <strong>ladrocinio!</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: 14px;">La Samp nella prima frazione non combina nulla: il primo tempo doriano è disarmante.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: 14px;">Ma nella ripresa il discorso cambia completamente. Si temono i contropiede fumanti dei pecorini sardi: invece il <strong>Cagliari</strong> non riparte in velocità praticamente mai. La Samp, a sorpresa, tiene il pallino del gioco. <strong>Delio Rossi</strong> caccia finalmente dentro tutti, avanti all&#8217;arma bianca! Lancia il tridente <strong>Sansone-Pozzi-Gabbiadini</strong> per recuperare lo svantaggio. Ma accade poco, restiamo comunque inconcludenti per 43 minuti.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: 14px;"> Poi la follia.</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: 14px;"><strong>All&#8217;89&#8242; Agazzi</strong> ha una crisi d&#8217;identità e si trasforma in un portiere più scarso di <strong>Curci:</strong> c&#8217;è aria di <strong>paperaccia:</strong> il fantasma di Curci aleggia su <strong>Trieste. Gabbiadini</strong> tira un siluro alla speraindio da fuori area e <strong>Agazzi</strong> ci mette lo zampino con una papera da competizione: due trasferte doriane e e due cappelle dei portieri avversari: continuate così! <strong>1-1!</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: 14px;">Sembra finita, ma <strong>Conti</strong> (sempre lui!) si incarica di una punizione decentrata. Tira di destro e insacca grazie ad una barriera messa a caso, una barriera da calcio a <strong>5</strong> in parrocchia.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: 14px;"><strong>Kristicic</strong> addirittura si stacca dai compagni e <strong>Conti</strong> trova lo spiraglio giusto: <strong>2-1.</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: 14px;">Stavolta sembra davvero finita. Ma al <strong>91&#8242;</strong> c&#8217;è una mischia disperata in area cagliaritana, tiraccio di <strong>De Silvestri</strong> e gollonzo totale, con rimpalli davanti ad <strong>Agazzi</strong> che ancora sotto l&#8217;influsso di <strong>Curci,</strong> non trattiene nuovamente la palla: clamoroso <strong>2-2!</strong> Di chi è il gol? “Datelo a <strong>De Silvestri,</strong> ce &#8216;ho al fantacalcio!”, grida qualcuno dagli spalti&#8230; Finisce così, per la <strong>Samp</strong> un pareggio ottimo. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: 14px;">Ma niente commenti tecnici, per commentare questa partita servirebbe uno psichiatra.  </span></p>
<div class='wb_fb_comment'><br/></div>]]></content:encoded>
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		<title>FURIA BJARNASON: SVIZZERA-ISLANDA 4-4!</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Sep 2013 09:24:07 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La furia di Bjarnason (e di tutta l&#8217;Islanda). E&#8217; questo il segnale positivo nella lunga pausa che avvicina al derby. [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: 14px;"><span style="font-size: 18px;">L</span>a furia di <strong>Bjarnason</strong> (e di tutta l&#8217;Islanda). E&#8217; questo il segnale positivo nella lunga pausa che avvicina al derby. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: 14px;">Mentre su sponda rossoblu <strong>Gilardino</strong> sviolina al “Barbera”, Antonelli fa crack ed è in dubbio per la stracittadina,<strong> Preziosi delira e mariuoleggia</strong> prevedendo tre punti (e </span><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: 14px;"><img class="alignleft size-medium wp-image-2138" alt="Croatia coach plays down tensions ahead of first game against Serbia - video" src="/wp-content/uploads/2013/09/serbia.croazia-300x168.jpg" width="300" height="168" /></span><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: 14px;">ponendo il risultato previsto in una busta chiusa, che aprirà dopo la partita), dalla parte blucerchiata registriamo le <strong>buone prestazioni del venerdì internazionale</strong>: <strong>Obiang e Mustafi hanno disputato ottime prove</strong> con le rispettive nazionali under 21, mentre, tra le nazionali maggiori, i risultati sono altalenanti. <strong>Gabbiadini</strong> non entra in campo contro la Bulgaria e anche <strong>Kristicic</strong> guarda la sfida caldissima Serbia-Croazia (1-1) dalla panchina.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: 14px;"> Gli unici ad aver messo piede sul terreno di gioco sono il trattore agricolo <strong>Wszolek</strong>, entrato al 62&#8242; in Polonia- Montenegro (1-1), e, soprattutto, il nuovo condottiero biondo <strong>Biarnason, protagonista dell&#8217;impresa della settimana</strong>: il clamoroso pareggio dell&#8217;Islanda sul campo della Svizzera per 4-4. Da sottolineare che al 10&#8242; della ripresa il punteggio raccontava di un agile 4-1 per la Svizzera, in estrema scioltezza, con l&#8217;Islanda alle corde e la Svizzera ad un passo dalla qualificazione. Ma gli abitanti della Terra del ghiaccio sono duri a morire e confermano di essere una nazionale in <strong>sorprendente crescita.</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: 14px;">Gli islandesi si portano in vantaggio già al 2&#8242;, grazie alla punta <strong>Gudmundsson</strong>. Poi si scatenano gli elvetici: <strong>doppietta dello juventino Lichsteiner</strong>, in forma olimpica, e </span><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: 14px;"><img class="alignleft size-medium wp-image-2139" alt="vichinghi" src="/wp-content/uploads/2013/09/vichinghi-300x200.jpg" width="300" height="200" /></span><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: 14px;">rete di <strong>Shar</strong>. Al 30&#8242; siamo già sul 3-1. Nella ripresa il rigore iniziale realizzato da <strong>Dzemaili</strong> fa pensare ad una vittoria senza problemi per gli svizzeri. Che però non fanno i conti con la prepotenza dei mastodontici islandesi, caricati da una furia degna del dio <strong>Thor</strong>.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: 14px;">Cambiano gli equilibri: i nordici vichinghi attaccano a testa bassa. Il prepotente Bjarnason, stando alle cronache giunte da Berna, è <strong>tra i più decisi a guidare la riscossa</strong>. <strong>Sightorssòn</strong> segna subito il 4-2. Poco dopo ancora <strong>Gudmundsson realizza il 4-3</strong>. E al 91&#8242;, <strong>su azione lanciata dal nostro pilastro Bjarnason</strong>, la punta islandese mette a segno la sua personale tripletta, con una rete da incorniciare, un&#8217;autentica prodezza tecnica. <strong>Gudmundsson da oggi è eroe nazionale. Ma c&#8217;è gloria anche per Bjarnason</strong>, considerato tra i migliori in campo nell&#8217;implacabile rimonta scandinava.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: 14px;">Ecco le reti del match</span></p>
<div class="youtube" style="width: 600; height: 300;"><object width="600" height="300" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="wmode" value="transparent" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/8utNWLpA4uA" /><embed width="600" height="300" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/8utNWLpA4uA" wmode="transparent" /></object></div>
<div class='wb_fb_comment'><br/></div>]]></content:encoded>
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