PAGELLE STAGIONALI: VIVIANO E SILVESTRE I PILASTRI DELLA DIFESA (PRIMA PARTE)

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Promossi e bocciati: o almeno rimandati. A qualcuno potrà sembrare presto per dividere la rosa blucerchiata in buoni e cattivi. Ma ora che siamo a quasi un terzo di campionato e a metà strada tra la fine del mercato estivo e l’inizio di quello invernale, è possibile buttare giù le prime pagelle.

Partiamo dai portieri. La calda estate di quest’anno ha portato miti consigli a Emiliano Viviano. Il numero 2 blucerchiato ha iniziato la nuova stagione come ha terminato la scorsa. Tutti i tifosi hanno perso il conto degli interventi decisivi con cui ha blindato la porta: dalla perfetta uscita su Krunic a Empoli ai tre miracoli (purtroppo inutili) contro la Roma, fino all’ennesimo rigore parato a Pescara.

Proprio lì Viviano si è procurato la rottura dello scafoide, costringendo mister Giampaolo a togliere dalla naftalina Christian Puggioni. La sua, sportivamente parlando, è una favola. Già sono pochi i calciatori che hanno il privilegio di vestire la maglia della propria squadra del cuore. Ancora meno quelli che lo fanno in un derby: e addirittura lo vincono! Alla Samp il “Puggio” porta fortuna e punti: si è visto con l’Inter e soprattutto a Firenze, dove è stato autore di due parate fenomenali.

Con la difesa cominciano le prime note stonate. Ma ci sono due giocatori che non steccano, anzi, guidano l’orchestra seguendo a memoria lo spartito scritto e diretto da mister Giampaolo: si tratta di Matìas Silvestre e Vasco Regini. In questo momento il centrale argentino, insieme a Muriel, è l’unico giocatore insostituibile della rosa. Tornato ai livelli di Catania, o più semplicemente del primo anno qui a Genova, Silvestre è diventato il leader incontrastato della difesa blucerchiata, guidando il reparto con decisione, personalità e perfetta lettura delle varie situazioni di gioco.

Discorso a parte merita Vasco Regini, che mai come quest’anno ha trovato una buona continuità di rendimento. Partito nel progetto di mister Giampaolo come difensore centrale, da soldato semplice qual è il capitano si è messo a disposizione dell’allenatore accettando di spostarsi sulla fascia sinistra. Le sue prestazioni sono migliorate partita dopo partita, fino a conquistare l’approvazione anche dei tifosi più “esigenti” con l’assist al bacio servito a Muriel nella recente trasferta di Firenze.

Il posto del capitano in mezzo alla difesa lo poteva occupare il solo Milan Skriniar. Sul suo conto si sono letti giudizi di tenore opposto: c’è chi lo ritiene un difensore di grandissima prospettiva e chi invece gli scarica addosso la responsabilità del filotto di sconfitte che hanno messo in pericolo la panchina di Giampaolo. Probabilmente la verità sta in mezzo. È vero, il difensore slovacco classe 1995 ne ha combinate di cotte e di crude (il “falletto” su Dzeko, la svirgolata contro il Milan, il movimento sbagliato a Marassi con il Palermo), ma sta migliorando di settimana in settimana. Fisico, senso della posizione e giocate a testa alta le sue caratteristiche migliori: il ragazzo crescerà.

Come Jacopo Sala, tornante che Giampaolo ha dovuto adattare a terzino dopo l’improvvisa cessione di De Silvestri. L’ex tornante del Verona ha mostrato finora una doppia faccia: positiva in fase di spinta e fortemente negativa nelle transizioni difensive. È capitato spesso che abbia lasciato scoperta la fascia destra nelle ripartenze avversarie: una lacuna tattica peggiorata dalla scarsa lucidità mostrata spesso negli uno contro uno, come si è visto per esempio a Pescara in occasione del fallo da rigore commesso su Bahebeck. Ma Giampaolo punta su di lui: ed è giusto così.

Più sintetici i giudizi sugli altri componenti del reparto. Il giovane Pedro Pereira non è ancora pronto per certi palcoscenici. Si è visto con Bologna e Cagliari, partite dove ha mostrato gravi limiti difensivi. Piena sufficienza invece per Daniel Pavlovic, fuori per infortunio da quasi due mesi: un vero peccato dopo le prime partite giocate col piglio giusto contro Empoli e Atalanta. Senza voto Luka Krajnc, che ancora aspetta di esordire in blucerchiato, mentre incassa una sonora bocciatura Dodò: gli orrendi 30 minuti giocati a Roma gli sono bastati per perdere la fiducia di Giampaolo.

(CONTINUA…)

ROBERTO BORDI

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Roberto Bordi

Redazione

4 commenti

  1. Son daccordo su tutti non su Jacopo Sala, secondo me, per ora una delusione sia in fase difensiva (e ci può stare non essendo il suo ruolo) ma anche in fase di spinta, timido, ha fatto poco e niente!
    Ho sentito Nicolini, che lo ha allenato, esprimersi in merito, dicendo che probabilmente non sentendo suo il ruolo di terzino basso, ciò lo rende insicuro anche nella parte a lui più congeniale, cioè quella offensiva.
    Speriamo migliori, perchè più che al centro, secondo me le fasce sono il nostro vero tallone d’achille.

  2. Per i portieri il massimo dei voti. Silvestre perfetto, Regini bene, Skriniar cresce continuamente. Sala fuori ruolo, per me il punto debole della difesa. Pedro dobbiamo aspettarlo ancira due anni poi sarà un Top. Krajnc e Pavolovic chi li ha visti? Dodò?!? a chi dovevamo fare il favore di prenderlo e di regalare 5 milioni di euro?

  3. Kraynic e dodo’ il più grosso mistero dopo le piramidi Pavlovic non pervenuto quindi spiegatemi la sufficienza forse è simpatico Sala non è un terzino ma in questo la colpa è di chi doveva intuirlo Viviano e Silvestre insieme a Muriel grandi prestazioni speriamo che gennaio non sia un mercato effervescente visto e conosciuto il proprietario della nostra amata Samp!!!

  4. Sono d’accordo con Evo su Sala, probabilmente incide il fatto che sta giocando in un ruolo non suo ma a me il ragazzo dà sempre la sensazione di essere in affanno in difesa e titubante quando prova a spingere, insomma una mezza delusione!
    Mezzo voto in meno a Puggioni per la papera contro la Juventus, seppur ininfluente perchè non credo l’avremmo mai pareggiata per il resto condivido le valutazioni…

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