LEZIONE ATALANTA: GIOCARSI LA COPPA ITALIA È UN DOVERE

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L’Atalanta di Gasperini va in semifinale di coppa Italia. E’ un risultato storico per i bergamaschi che hanno ampiamente meritato il traguardo, superando il Napoli al San Paolo e dimostrando di onorare il Trofeo.

Al di là del tradizionale scorno dei bibini che osservano il proprio allenatore prediletto raggiungere più risultati in una stagione e mezzo con l’Atalanta che in anni e anni sulla loro fetente panchina, l’accesso alle semifinali dei bergamaschi suscita alcune riflessioni.

Parlando delle vicende di casa nostra, è inspiegabile come una squadra come la Sampdoria, che da tempo non ha patemi di classifica per la retrocessione, non punti mai a fare una cavalcata in coppa Italia, l’unico trofeo realisticamente alla nostra portata.

Il turnover con le seconde linee in campo possono farlo le squadre che hanno ben altre ambizioni, per tenere a riposo gli elementi di spicco e averli al meglio per giocarsi lo  Scudetto e la Champions.
Ma noi teniamo a riposo gli uomini per cosa? Per poi magari andare a perdere la partita dopo, vedi Sassuolo?

Realisticamente parlando, per la nostra dimensione la coppa Italia è l’unico capitolo in cui possiamo scrivere importanti pagine di storia recente, dal momento che i tempi d’oro sono ormai andati.
Tutti abbiamo nella memoria il 13 maggio 2009, quando 20.000 tifosi blucerchiati riempirono una parte dello stadio Olimpico di Roma in una finale in cui lottammo fino ai calci di rigore.
In quella stagione avevamo un fenomeno in campo e un centravanti che la buttava dentro. Ma in campionato le cose non giravano bene: finimmo tredicesimi, con una squadra che a parte le prodezze di alcuni singoli (di cui uno monumentale) non era certo più forte di quella attuale.

Fra tutti i complimenti e gli applausi tributati a Giampaolo nel corso della stagione, la mancanza di animus pugnandi in Coppa è l’unico aspetto che ha lasciato molte perplessità.
Il Mister parla spesso di alti valori. E onorare la Coppa, giocare per vincere al massimo delle nostre possibilità dovrebbe essere alla base del concetto di agonismo e di sport.

I turni secchi in Italia si ispirano in qualche modo alla Coppa d’Inghilterra, torneo che ha mantenuto la sua aura di poesia.
Da noi sono stati il pretesto per la solita manfrina all’italiana, dove le ‘grandi’ e ricche squadre sono favorite giocando in casa. Si stendono i tappeti per il loro passaggio del turno a beneficio degli ascolti in tv.
Ma, tralasciando questa misura mafiosetta, la gara secca concede la possibilità di giocarsi tutto in 90 minuti, almeno fino alle semifinali.
E anche ieri si è visto che la squadra più debole al massimo (o quasi) delle sue potenzialità può fare il colpaccio contro la squadra più forte ma imbottita di riserve.

Noi abbiamo optato per una scelta a metà. Giampaolo prima del match contro la Fiorentina ha ripetutamente evidenziato la fatica di giocare tre volte alla settimana.

A noi però è capitato una sola volta in un anno. Il turno precedente, contro un Pescara pieno di riserve scalzacani gettate allo sbaraglio da Zeman, non può infatti essere considerato una partita seria.
Su queste basi cosa dovrebbe dire allora l’Atalanta, visto che continua a macinare tre partite in sette giorni dall’inizio dell’anno?

Abbiamo avuto l’occasione di giocare gli ottavi contro una Fiorentina dimessa. Siamo stati condannati da episodi, ma una gara che vuoi vincere a tutti i costi la affronti con spirito e giocatori differenti.

Avremmo dovuto giocarcela al 100% delle nostre possibilità, preparando il match di Firenze (alla nostra portata) come un grande evento per poi andarcela a giocare con la Lazio.
Duole ammetterlo su queste pagine. Ma Gasperini che gioca per vincere ieri ha dato una lezione sportiva a tutti.

Autore

SampGeneration

Il blog della Sampdoria

7 commenti

  1. Spiace ammetterlo ma Gasperini sarei andato a prenderlo personalmente qualche anno fa quando sembrava ci fosse la possibilita’ che venisse al doria.naturalmente dopo un’adeguata disinfettata dal suo fetido passato……uomo antipatico come pochi ma allenatore perfetto per una squadra di medie dimensioni.ambizioso,vuol sempre vincere,fa giocare bene e valorizza giovani.sta smentendo la tiritera che l’europa danneggia….ma per carita’……in campionato si sta giocando il sesto posto che vale l’UEFA,in coppa italia e’ in semifinale e in europa League ha vinto il girone con lione e everton…..il paragone con la coppa d’Inghilterra sulle partite secche credo non regga perché se non sbaglio la partita si gioca in casa della piu’ debole permettendo di fare un bell’incasso a squadre di categorie inferiori e dare un po’ piu’ di sale alla competizione.in italia invece devono passare le piu’ forti altrimenti i potenti non si divertono…..anche a me fa incazzare moltissimo il fatto che tutti gli anni al di la’ delle dichiarzioni di facciata veniamo sistematicamente eliminati ma a Giampaolo a firenze non rimprovero nulla perché ha provato a vincere e se non fosse stato per le due belinate di regini e murru avremmo potuto farcela.il tanto contestato mazzarri volle arrivare in finale a tutti i costi e ci ricordiamo ancora la memorabile baccata che abbiamo dato all’inter stellare di mourinho.ando’ via proprio perché i garrone non vollero fare un piccolo sforzo economico(strano…..)per comprare busce’ ed aronica(non messi e suarez,…..).ci vuole ambizione nel calcio come nella vita altrimenti si rimane nella mediocrita’

  2. Quando ho visto che ieri è passata l’Atalanta ho fatto le stesse riflessioni…
    Per carità, gli orobici hanno avuto un ottavo facile facile in casa col Sassuolo ma ieri a Napoli hanno schierato per 8/9 undicesimi la formazione che si può considerare titolare!
    Il turn over o lo fai con squadre inferiori che sai che vengono qua in gita ( vedi appunto il Pescara ) oppure lo limiti a due, massimo tre elementi, sempre ovviamente se hai voglia di passare eh…
    Io credo che in primis l’asticella delle ambizioni, in generale e ovviamente anche nel nostro caso la debba alzare la società ed è per questo che mi auguro che dopo aver chiuso il girone d’andata al sesto posto non si lasci nulla d’intentato per centrare, certo che se il tuo Presidente dichiara che basta arrivare tra i primi dieci e siamo tutti felici e contenti…

    • quello che dichiara il presidente lascia il tempo che trova anzi spesso vuol dire proprio il contrario……ricordiamo le dichiarazioni su zapata il giorno prima che lo comprasse……”zapata non ci interessa non sara’ il nostro rinforzo”.infatti……

  3. seMarco Convalle -

    Non sono d’accordo, tanto poi in semifinale o eventuale finale con le big perdi, ti incazzi e perdi forze, meglio cercare di arrivare sesti, allora con questa formula assurda l’anno prossimo ci pyoi puntare visto che giochi qualche turno secco in casa

  4. Ma dove sta scritto che devi perdere per forza?
    Questa filosofia di pensiero io proprio non la capisco, cosa accadde nella semifinale contro l’Inter nel 2009?
    Azzeccammo la gara perfetta a Marassi, 3-0 e strenua resistenza al ritorno e finale fu…

  5. seMarco Convalle -

    E in finale abbiamo perso, sono andato come tanti altri, bello sì ma rimane soprattutto l’amarezza della sconfitta, anche la finale in gara unica all’olimpico e’ una porcata, un conto è giocare la finale della coppa inglese a Wembley, stadio neutro, un’altra a casa delle romane che infatti spesso arrivano in finale, in ogni caso poi quella Samp arrivò in seguito al quarto posto, altra roba rispetto a questa, non mi do per sconfitto per forza ma secondo me non è l’anno giusto e questa formula della coppa mi fa schifo

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