INCHIESTA SULL’IMPERO FERRERO.”PER ME L’AEREO E’ UN TEATRO DI POSA..”

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Ferrero, imprenditore romano (laziale sfegatato, a quanto sembra), è attivo da oltre quarant’anni nel mondo del cinema, proprietario di 60 sale cinematografiche in tutta Italia (tra cui il noto Adriano di Roma), molte delle quali rilevate dal Gruppo Cecchi Gori, con il Ferrero Cinemas Group. Nell’ambiente, l’abbiamo detto, è conosciuto come “Er Viperetta” un tipo estroso, vulcanico, sanguigno, imprenditore dai mille interessi e dai mille proclami, dal carattere tutt’altro che accomodante.

Ma andiamo con ordine: Massimo Ferrero è nato a Roma il 5 agosto 1951. La passione per il cinema nasce molto presto: folgorato dalla settima arte, il giovane Ferrero entra nell’ambiente a soli diciott’anni, in un periodo florido per l’industria cinematografica italiana. Dopo aver “percorso tutto l’iter” nel 1974 diventa Direttore di produzione. La sua carriera prende un’ottima piega: i film in cui lavora sono quasi tutti grandi successi di pubblico (“A mezzanotte va la ronda del piacer“, ” L’anatra all’arancia“, “Mani di Velluto“, “La Chiave“; sì, proprio il film diretto da Tinto Brass con la Sandrelli all’apice dello splendore.).

Nell’83 diventa dapprima Organizzatore Generale e successivamente Produttore Esecutivo; il cinema italiano subisce un calo di creatività, ma il nome del volitivo Ferrero si consolida nell’ambiente: negli anni ’80, produce diversi film di Monicelli, Marco Risi, Ricky Tognazzi e ancora Tinto Brass; non disdegna né il cinema d’autore (“Francesco” di Liliana Cavani o “Il Futuro è donna” di Ferreri), né i b-movie (“Barbarians” di Deodato). Incappa talvolta in qualche flop (vedi l’anguillesco “Bambola” con Valeria Marini), ma sono i rischi del mestiere.

Lui scrolla le spalle, guarda avanti, si sposa con la figlia di un noto industriale caseario e, su mandato del governo cubano, cura lo sviluppo, la promozione e l’organizzazione della cinematografia del paese, gettando le fondamenta per la costituzione dell’ICAIC (Insituto Cubano del Arte e Industria Cinematograficòs). Del resto, Ferrero si è sempre considerato di sinistra, come tanti avrebbe fatto il ’68 e si è più volte dichiarato simpatizzante di D’Alema.

Diventa produttore indipendente a metà degli anni ’90, ma i suoi film non ottengono il successo sperato: promuove l’esordio registico di Sergio Castellitto (“Libero Burro“), produce alcune fiction per la Rai, forte dell’amicizia con l’ex direttore generale Masi. Amico personale di Sylvester Stallone, ha distribuito nelle sale italiane “I Mercenari“, interpretato da un manipolo di vecchie glorie del cinema d’azione .

Cerca di diversificare i suoi affari: oltre ad occuparsi con discreto successo dell’esportazione di formaggi (caciotte) in America, tramite l’azienda di famiglia della moglie, acquista due circuiti cinematografici, dapprima Mediaport e successivamente Safin, già di proprietà del gruppo Cecchi Gori. Non senza qualche problema: solo negli ultimi tempi, Ferrero avrebbe versato definitivamente i 64 milioni necessari per acquistare quest’ultimo circuito (di cui fa parte il glorioso cinema capitolino Adriano); non solo, dopo aver annunciato ampliamenti e ristrutturazioni delle sale, Ferrero ne avrebbe chiuso alcune, riducendo drasticamente il personale.

I rapporti con i dipendenti sarebbero, inoltre, contrassegnati da un paternalismo gigionesco, con frasi ad effetto ed atteggiamenti da showman, un po’ come quelli vsiti nella conferenza stampa dello Starhotel.

Subito dopo l’istrionica performance di ieri, Il Sole 24 ore riporta la notizia del suo patteggiamento di una condanna ad 1 anno e 10 mesi (con pagamento di una parte dei debiti) per bancarotta fraudolenta, nell’ambito dell’inchiesta sul fallimento della compagnia aerea Livingston (specializzata in voli charter per le isole caraibiche); il più clamoroso passo falso nella carriera di Ferrero.

L’inchiesta andava avanti da diversi anni: lo spregiudicato e vernacolare Ferrero aveva deciso di diversificare gli investimenti, puntando sul turismo. Strinse un’alleanza col tour operator I Viaggi del Ventaglio (poi fallito) e cercò di ottenere un accordo con Alitalia per assicurarsi “un po’ di lavoro e soldi” tramite agganci politici (stando a quanto risultò dalle intercettazioni), chiedendo supporto all’allora presidente dell’Enav Luigi Martini (ex difensore della Lazio di Chinaglia e Maestrelli, successivamente pilota e deputato AN).

Non andò bene: la compagnia fu ben presto messa in liquidazione. Nel corso dell’inchiesta, gli inquirenti avrebbero riscontrato flussi anomali di capitale dalla compagnia verso altre società, in particolare cinematografiche.

Del resto, Ferrero non fa conti, fa arte, per sua stessa ammissione.

A suo tempo, Ferrero si sfogò con Il Fatto Quotidiano (nel novembre 2011): disse che avrebbe voluto vendere la compagnia ad esperti del settore e salvare l’investimento. La chiosa fu eloquente:

Per me l’aereo è un teatro di posa e il viaggio è un film. Sulle poltrone ci sono coppie alla deriva, amanti, promessi sposi e grandissimi cornuti

Una frase che sembra presa di peso da una di quelle commedie all’italiana di successo che produceva non molto tempo fa.

Chissà se nel prossimo futuro rielaborerà la stessa frase, sostituendo “aereo” con stadio e “viaggio” con partita…

 

Autore

SampGeneration

Il blog della Sampdoria

18 commenti

  1. Tinto Brass dopo aver saputo che De Silvestri ha ricevuto l’arduo nomigliolo di Pornostantuffo da un noto blog blucerchiato ha espresso il desiderio di girare un film sulla nostra beneamata squadra. Il titolo, ancora provvisorio, e’ : Torna a casa Wanda.

  2. Quadro perfetto di questo colorito personaggio. Ferrero ha 5 figli ed è sposato con Laura Sini, figlia di importanti allevatori della campagna romana (quelli delle caciotte, per intenderci, che hanno fatto fortuna con l’export negli USA). Domani summit con Miha a Roma.

    • Ho letto che Braida potrebe rinunciare a incarico.
      Speriamo siano solo chiacchiere.
      Averci lasciato in mano a questo misterioso personaggio credo sia stato un vero è proprio SGarrone da parte del nostro ex pres.

      • Lo ha detto Pedullà, sedicente esperto di mercato. In realtà, sul web circolano voci incontrollate anche di un addio immediato di Sinisa. Ci manca solo il fantozziano gol di Zoff di testa su calcio d’angolo. Spero siano bufale…

  3. “Roba da matti. Me tuccu se ghe sun. Ai confini della realtà. Cosa altro posso dire per descrivere quanto ci è capitato? …La prima cosa che ho pensato: Garrone si è bevuto il cervello. Come fa a lasciare la Sampdoria in mano a un elemento del genere? Spero che sappia quello che fa, che abbia avuto ampie garanzie sulla serietà dell’operazione, ma se anche lo sa ci siamo fottuti per sempre lo “Stile Sampdoria”. I genoani ci prenderanno per il culo tutta la vita, e ne avranno ben donde … La faccia adesso non se la gioca Ferrero, che è uscito dal nulla, ma Edoardo Garrone.
    Non posso credere che abbia messo sul piatto la credibilità che ha gloriosamente accumulato in tutti questi anni (insieme a suo padre) solo per sbarazzarsi, senza ulteriori bagni di sangue, della Sampdoria”.
    Sono alcuni passi del pezzo di Lorenzo Li Calzi sul Secolo che condivido integralmente.
    Aggiungo solo: me ne frego se compra Cassano, io non sono un bibino che dice che quello che conta è la maglia ect io un bancarottiere così alla presidenza della Samp non lo voglio.
    Giacomo

    • Ho letto anch’io e condivido. Lo stile Samp è già andato a ramengo in poche ore.
      Certo che, i tifosi della Samp non meriterebbero un personaggio cosi grottesco alla presidenza. Ma tant’è, e ormai conviene aspettare i programmi di questo Ferrero.

  4. Dalla paura sono passato al terrore vero e proprio…….ma non poteva essere Ferrero quello vero??
    Speriamo bene……

    • Ferrero quello piemontese, quello con i soldi, quello serio, quello della cioccolata, è tifoso del Toro, e non ne vuole sapere di entrare nel mondo del calcio. Già contattato nel periodo pre-Cairo ha gentilmente ma fermamente rifiutato ogni coinvolgimento.

  5. Più ci penso e più mi convinco che edoardo garrone sia stato il peggiore presidente della storia blucerchiata. Se facciamo un paragone tra i figli, ENRICO MANTOVANI è come il monte Everest mentre edoardo garrone al massimo è la…..collina di Begato!! Se ripenso al buon Mario Colantuoni l’ “Avvcato di campagna” vedo un brav’uomo senza una lira (ovviamente per la carica che occupava) ma con tanta passione ed entusiasmo. Eravamo poveri ma sempre dignitosi. Ma se penso invece che la famiglia Garrone era stimata più ricca di Moratti allora……Bene, anzi male. Lo stile Samp è sceso nel cesso e quindi prepariamoci agli attacchi di quelli là…..Come in politica si diceva che non si voleva morire democristiani e poi berlusconiani ora si potrà dire che non vogliamo morire…….. ferreriani! AIUTO!!! Postilla: quando ho visto la notizia su televideo ero felicissmo perchè pensavo che la Samp fosse stata acquistata dal FERRERO della Nutella uno degli uomini più ricchi del mondo. Invece……Vi saluto vado, a rimuovere il travaso di bile…..

  6. Tiratemi un cazzotto e ditemi che stò sognando, non ci posso credere…….qui mi sà che l’aereo si và schiantare altro che teatro di posa…..qui tra poco và in scena il dramma!!!
    Garrone veramente una mossa a tradimento delle peggiori.

  7. Garrone ha ribadito che l’unica offerta credibile arrivata in questi anni per rilevare la Samp, è stata quella di questo tizio (che praticamente l’ha presa gratis, pagando solo i debiti di gestione di quest’anno, visto che il resto è stato ripianato dai Garrone proprio negli ultimi giorni di presidenza, con un cospicuo aumento di capitale). Se questo vanziniano Ferrero dei poveri era l’unico davvero credibile, non oso pensare alla serietà delle altre offerte…Io sono ancora triste e basito, ma ora c’è da andare avanti, la società ad oggi è senza debiti e con un discreto parco giocatori, vediamo le mosse in sede di mercato. Oggi sarà una giornata importante, perchè Er Vipera incontra a Roma Sinisa e Braida.

  8. Dalle mie parti si dice che se ci mette più grana dei suoi predecessori, io me ne battu u belin dei modi gentili o del parlar forbito che non ha!

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