BOSO: “CONTRARIO ALL’ARRIVO DI BRAIDA.LA SAMP AI SAMPDORIANI!”

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Claudio Bosotin va controcorrente. Intervistato in esclusiva da SampGeneration, lo storico fondatore degli Ultras non manifesta alcun entusiasmo per l’imminente arrivo di Ariedo Braida. Anzi, senza mezzi termini ci esprime tutta la propria contrarietà all’approdo di Ariedo in società.

Abbiamo incontrato il grande “Boso” nel suo trilocale, con vista su Lanterna e mare aperto, gentilmente ospitati da questo mito vivente della Sud. Sul tavolo abbiamo diviso una focaccia con molte cipolle e non mancavano un paio di sani bicchieri di Negramaro, a rinfrancar lo spirito.

Il discorso con Bosotin ha spaziato sul mondo blucerchiato: presente e passato glorioso, di cui Claudio è stato protagonista indiscusso, un precursore creativo, a suo modo geniale, nell’universo Ultras.

Ci siamo quindi soffermati sull’arrivo di Ariedo Braida in blucerchiato, una notizia che a Boso non va giù:

Conosco Edoardo Garrone da molti anni – ci ha detto. “Ritengo la sua famiglia fondamentale per la Sampdoria, l’unica possibilità che abbiamo per continuare a stare in serie A e toglierci, di tanto in tanto, qualche soddisfazione. Ma la scelta di Ariedo Braida mi sembra un’emerita stronzata” – così ha esordito Boso, giusto per far capire da che parte sta.

Ho parlato spesso con Edoardo – ha continuato. “Gli ho ribadito ciò che penso: la Sampdoria deve avere sampdoriani come dirigenti. Noi non siamo il Milan o la Juve, che hanno un’ organizzazione molto più strutturata, da grande azienda. Noi siamo più che altro una famiglia. Abbiamo la possibilità di far entrare in società grandi personaggi del calcio, come Marco Lanna, Pietro Vierchowod Fausto Pari, Moreno Mannini. Personaggi che conoscono bene l’ambiente, che sono innamorati dei nostri colori e darebbero tutto per la Sampdoria. Anche Pagliuca, ad esempio, lo vedrei bene come preparatore dei portieri al posto dell’attuale, che mi sembra poco capace. Basta vedere Da Costa e, prima di lui, Romero: gli errori in campo dei nostri portieri sono sempre uguali. Evidentemente il preparatore non riesce a correggerli”.

Ma il concetto chiave di Boso è che la Samp deve restare in mano ai doriani.

Braida ha fatto una grande carriera al Milan, su questo non c’è dubbio. Ma a mio parere non è la persona che ci serve: ha quasi settant’anni – sottolinea Bosotin -, “bisogna vedere con quali stimoli arriva. Ripeto: possiamo vantare gente del calibro di Lanna, Vierchowod, etc. Non siamo come quell’altra squadra, che manco voglio nominare, che non ha un cazzo di nessuno. Noi abbiamo pilastri del calcio che alla Samp verrebbero di corsa: è a loro che ci dobbiamo rivolgere. Non è possibile vedere persone in società che di Samp non sanno niente. Abbiamo avuto, di recente, anche genoani tra i dirigenti, una cosa incredibile. Qualcuno era talmente digiuno di Sampdoria che aveva ideato le magliette d’allenamento con i colori nerazzurri. Chissà chi è stato quel genio. Ma quale allenamento in nerazzurro? Noi abbiamo i colori più belli del mondo, non dimentichiamolo.

Lo ribadisco ancora: la Sampdoria ai sampdoriani!”.

Autore

SampGeneration

Il blog della Sampdoria

9 commenti

  1. Colpoditesta -

    Sbagli Bosotin ! Lanna non è un manager come non lo è Vierchowod.
    Un direttore sportivo con grandi conoscenze e grandi capacità può far del bene alla Sampdoria. Ti ricordi Borea? Mica era doriano. Mica aveva giocato nella Samp. Ben vengano gli ex , gli eroi dello scudetto ma ben venga chi è bravo come Braida.

  2. Poichè nel mondo del calcio, come in qualsiasi ambito in cui la materia prima, come dire l’ “attore” di riferimento, è il denaro, e su quello solo si deve ragionare, volente o nolente, ecco allora che il punto dirimente relativo al giudizio di un dirigente, non è tanto la sampdorianità quanto la capacità dello stesso. Per cui, voglio estremizzare per essere ben compreso, se il più grande ex calciatore della “Sampdoro” in cabina di regia si dimostra un mediocre o poco più e, viceversa, se ad esempio il Braida, che sia motivato, ovviamente, mi riporta, poniamo, in Champions League, non ho dubbi su chi scegliere. Non si dice sempre che “è per il bene della Sampdoria?” Appunto.

  3. Si rischia la demagogia
    La sampdporianità è senz’altro un valore. Ma la questione è che devono essere competenti. Se sono sampdoriani e fanno in buonissima fede dei casini?

  4. L’idea di Bosotin è suggestiva, ma rischia di essere un sogno e niente più. Comunque tra i nomi fatti da Boso mi affiderei a Pagliuca e a Vierchowod. Loro due mi piacerebbe che facessero parte della sampdoria di oggi. Per il resto Braida ha sicuramente competenza e se viene avrà anche voglia di rimettersi in gioco, di sicuro è un professionista molto serio. Ma se non ci sono soldi da poter investire Braida non farà miracoli (ma se per questo neanche vierchowod, lanna o mannini)

  5. come mai non ho sentito la stessa obiezione quando sono stati assunti emeriti incapaci come Tosi,Guastoni,Mondini (genoano!!!!) e gli stessi Sensibile e Osti???nessuno di loro c’entra con la Samp…eppure si contesta quello che sulla carta è il migliore…mah…

  6. 3luglio1985 -

    concordo con gli altri commenti
    fermo restando che mi piacerebbe un giorno avere mancini in panchina
    e vialli nello staff dirigenziale
    qui però ci vuole un manager come fu borea e in tempi attuali marotta
    che non solo siano capaci e competenti (marotta ha organizzato spesso “nozze con fichi secchi”)
    ma che abbiano anche una nutrita rete di collaboratori, assistenti, osservatori, maneggioni vari nella propria agenda e al proprio soldo

    perchè secondo me garrone sta’ proprio assumendo questa “rete” di conoscenze
    come fece il padre con marotta

  7. mi ha che le str***** le ha sparate Bosotin stavolta, e anche grosse.
    Il suo e’ un ragionamento di una persona, o meglio di un tifoso, che non vuole la crescita della propria squadra…..che guarda solo dentro il proprio orticello e stop.
    Cosi facendo non si crescera’ mai, si rimarra’ sempre una “famiglia”, come dice lui, concetto anche bello se vogliamo, ma che poi all’atto pratico conta poco e niente.
    Se la Samp vuole tornare ad essere grande, non dico lottare per lo scudetto, ma per lo meno per i primi 5 posti, deve invece cambiare mentalita’, e allargare i propri orizzonti.
    In questo senso, ben venga uno come Braida, che non mi sembra proprio l’ultimo fesso…..di quelli ne abbiamo avuti anche troppi negli ultimi anni.

  8. Noto con piacere che i tifosi della Samp sono tutti intelligenti. Quanto al signore intervistato stendiamo un velo pietoso.

  9. modernist359 -

    Per il bene della Sampdoria è giusto che il presidente faccia le sue scelte in piena libertà e noi tifosi, pur esprimendo consensi o dissensi, dobbiamo accettare queste scelte; io mi soffermo
    invece sul fatto che abbiamo i colori più belli del mondo, ma, da troppo tempo ormai, vedi
    l’esempio delle magliette di allenamento “neroazzurre” come giustamente afferma Bosotin, l’esaltazione del solo “nero” (striscioni, bandiere, sciarpe, stemma societario, maglie, rifiniture e bordature di ogni genere…) ha prevalso su quello che era l’originalità e la vivacità del “blucerchiato”…

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