ZENGA FRENA SU CASSANO. OSTI: “PRIMA PENSIAMO AL VOJVODINA”

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La soap opera su Cassano continua, con le mezze smentite di Zenga che lascia il caso ancora aperto. Osti invece si concentra sull’Europa, parlando di ampliamento della rosa in caso di qualificazione ai gironi.
Nella lunga intervista al Fatto Quotidiano uscita oggi, il decano del giornalismo ligure Renzo Parodi ha incalzato Zenga sull’annosa questio Fantantonio:
Non credo che il presidente abbia idee diverse dalla mia. Siamo un gruppo che lavora nella stessa direzione” – ha risposto Walter.
Peccato che 48 ore prima l’avv Romei avesse detto l’esatto contrario: “Cassano porte aperte, Zenga non ha resistenze nei suoi confronti”.
A questo punto viene qualche dubbio sulla datazione dell’intervista di Renzo Parodi.
L’avrà fatta a Zenga nelle ultime ore? Oppure si tratta di una stesura di materiale già preso da qualche tempo?
Sembra più probabile la seconda ipotesi. Chissà, dove c’è Cassano c’è sempre terreno fertile per le telenovele.
Intanto anche Osti frena su una chiusura imminente:
Questo è un momento molto delicato della nostra stagione, stiamo preparando il doppio confronto con il Vojvodina, da questo ed eventualmente dal successivo spareggio play-off dipenderà molto del futuro della Samp” – ha dichiarato il Ds a Sportitalia.
Non fanno entusiasmare quelle parole “eventuale successivo spareggio”.
Eventuale sto cazzo, noi dobbiamo battere il Vojvodina, che ne ha prese 4 in casa contro il Curaricki, non contro il Barcellona, tra papere del portiere e virus intestinali che hanno colpito mezza squadra. Dobbiamo vincere, punto.
Tornando all’argomento del giorno (il n.99), Sky Sport dice che la dirigenza Samp punta sul giocatore e che starebbe per convincere Zenga.
Staremo a vedere, la telenovela continua.

Autore

SampGeneration

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2 commenti

  1. ……..anche perchè se non andremo a giocarci ALMENO il girone (come ha fatto il Torino lo scorso anno) a che serviranno i tanti discorsi e le seghe mentali prossime future? A quel punto un sano ridimensionamento mentale collettivo sarebbe l’inevitabile conseguenza. Negli anni sess/sett. anta il nostro obiettivo UNICO era la salvezza e tanto bastava a renderci felici. Ora, tra illusioni continue e mortificate e un punto fermo, pur se minimo, forse è meglio il secondo almeno non si intacca l’equilibrio psicologico. Ultimamente sono diventato pessimista. Forse è un mio limite.

  2. Belin, cosa avrebbe dovuto dichiarare Osti?
    Che il Vojvodina è una pura formalità e gliene faremo quattro all’andata e quattro al ritorno?
    Ma dai!
    Sono le classiche e scontate parole di circostanza alle quali ormai dovremmo essere abituati, piuttosto, come ho già scritto qualche giorno fa, se ci buttano fuori questi serbi ci sarà da preoccuparsi, oltre che incarognirsi di brutta maniera…

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