ZAVORRA SENSIBILE: UN’ALTRA SPARATA DELLE SUE

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A volte ritorna. Mesi di silenzio, poi una dichiarazione buttata lì, come una scoreggia a ciel sereno. Ancora lui, Pasquale Sensibile, declassato in Lega Pro dopo le “malefatte” blucerchiate, ieri è tornato a rivangare la vecchia esperienza.

Queste le parole di Pasqualino dopo le esternazioni di Perinetti, dirigente del Palermo.

“Ho sentito di recente che Perinetti ha detto che la famiglia Garrone in questi anni si è avvalsa di cattivi consiglieri. Ma Perinetti si è distratto: quando ho collaborato io con la famiglia Garrone la situazione era una promozione e un undicesimo posto in Serie A, quindi mi sembra un passaggio a vuoto dire che la Samp si sia affidata a collaboratori scarsi o cattivi collaboratori”

Fesserie!

L’ex dirigente doriano se ne è andato al Mantova, giustamente declassato in Lega Pro… Ma noi, fino a quando dovremo sopportare, economicamente, la zavorra lasciata da Pasquale Sensibile?

bertaniSensibile transitò nella Sampdoria come un cataclisma, portandosi dietro decine di cavallette a fagocitare il nostro grano (e la nostra grana): ancora oggi si paga l’inesorabile dazio. Ancora oggi Garrone è allibito, a pensare alle palanche che ha dovuto cacciare per pagare lo stipendio a giocatori inetti, del tutto improduttivi per le sorti tecniche dell’Unione Calcio Sampdoria.

Pasquale sbarcò a Genova nel giugno 2011 con buone carte in mano. Nei due anni precedenti gli riuscì il doppio salto della quaglia con il Novara, passando dalla Lega Pro alla serie A. Nello stesso tempo la Sampdoria sprofondava negli inferi della serie B, al termine di una stagione da film horror.

Sensibile fu accolto come un salvatore della patria. Ma già dai primi acquisti si iniziò a sentire odore di bruciato. Il dirigente cominciava ad apparecchiare la sua tavola di fetecchie, scelte con il lanternino: Piovaccari, Bertani, Bentivoglio, il portiere Romero, accolto come una santità e pagato a peso d’oro. Soprattuttosoldi al cesso l’inesperto e acneico Atzori. La squadra andava a picco e fu necessaria una seconda campagna acquisti, a gennaio. Garrone, sbigottito, apriì nuovamente il portafoglio: stavolta gli acquisti si rivelarono azzeccati: Eder, Munari, il bolso Juan Antonio, Berardi, Mustafi, Pellè più altri comprimari e la ciliegina sulla torta Beppe Iachini. La squadra fu rivoluzionata. Con due campagne acquisti e fior di euro cacciati da Garrone, arriviamo con affanno al sesto posto, per poi vincere i play-off.

L’anno successivo, Sensibile si permette un’altra magrissima figura, alla Totò e Peppino. rafabenitezPunta, per la panchina, niente meno che su Rafà Benitez e prende dallo spagnolo un due di picche da competizione. Poi ha l’idea geniale: chiama Ferrara, fresco di sconfitte con la Juve e prestazioni poco convincenti con l’Under 21. La campagna acquisti è un capolavoro di inettitudine: tutti gli acquisti si rivelano sbagliati, a parte, forse, Maresca. Parliamo di pacchi del calibro di Maxi Lopez, Estigarribbia e soprattutto lo sperduto Poulsen, giocatore senza bussola. La Samp sta per tornare placidamente in serie B, quando la società ha un colpo di reni: via Ferrara, chiamiamo Delio Rossi e salviamo il salvabile. Sensibile non ha altra scelta che fare fagotto e lasciare la Samp, ormai destituito dal suo ruolo.

Quanti soldi ha fatto spendere a Garrone questo parvenu dalla parlantina sciolta? Diversi milioni. Ancora oggi abbiamo sul groppone situazioni senza senso, tra cui Romero, Piovaccari, Poulsen. Per non parlare di tutti gli allenatori che abbiamo tenuto a libro paga. Tutte risorse buttate al vento, che potevano essere investite per incrementare il valore tecnico di una squadra in perenne difficoltà. Almeno Sensibile si zittisca. E, una volta per tutte, si stenda un velo pietoso, su quest’affabulatore avaro di criniera e di capacità.

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Autore

SampGeneration

Il blog della Sampdoria

4 commenti

    • uno che sta fuori 4 mesi per un menisco non merita di indossare la nostra maglia…decisivo fino alla terza giornata…e lo rimpiangete pure???per la carità…

  1. Devo proprio concordare con Alessandro. Maxi Lopez non sarà Messi o Ronaldo però in quanto all’essere una punta che “punta” la rete mi pare sia molto più efficace che non colui che doveva risolvere tutti i problemi dell’attacco e cioè il fino-ad-ora-insulso- Gabbiadini. Poi magari sarò smentito. Magari!

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