VISTO DA VILLA: “CARO WALTER, ORA DACCI UN PO’ DI GIOCO”

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Nuovo appuntamento con la rubrica di Massimo Villa, giornalista e presentatore tv.

UNA “MOLE” DI GOL

Quelli subiti da Zenga e dalla “sua” Sampdoria a Torino nelle ultime 2 partite (lasciamo stare la cinquina di Mihajlovic, visto che si tratta di un’altra stagione).

E’ indubbio che, esaltazione di Quagliarella a parte, qualcosa non va. Sarà il cappellino? Saranno le bretelle? Sarà l’aria del capoluogo piemontese ad irretire l’ex portierone? Sarà. Sarà che non c’è un gioco.

E sarà che l’estro dei singoli non ti può sempre salvare il didietro. Dalla Coppa siamo usciti per vari motivi. C’è ovviamente il disfattista che si para da tutto e dice che l’abbiamo fatto di proposito, ma accantonando al momento questa rapida soluzione, di certo l’atteggiamento un po’ guascone di Walter non ha aiutato.

Ora ha abbassato la cresta, si è messo a testa bassa a lavorare, sono arrivati 5 gol contro il Carpi, la rimonta di Napoli e la vittoria col Bologna. O meglio sono arrivati puntuali gli estri di Eder, Muriel e Soriano. Poi di nuovo il black-out. La difesa presenta sempre buchi da paura. Il centrocampo ha figure evanescenti che si spettinano al vento ma sbagliano anche passaggi di una scolarità imbarazzante (vedi Barreto). L’attacco funziona, ma spesso e volentieri, specie se in campo non c’è Correa, deve andarsi a prendere le palle da solo.

Ma il grande assente è il gioco. Avrà perso l’intercity? Magari non è arrivato il transfert, e non può essere nemmeno nominato dall’allenatore. Neanche a suoi più stretti collaboratori, pare. Insomma non c’è.

Ci sono i lanci lunghi, quelli sì. Anche se spesso Viviano guarda scoraggiato il vuoto cercando di capire che fare quando ha il pallone fra i piedi. Ci sono gli incredibili quanto inutili “tocchi di palleggio a centrocampo solamente in orizzontale”, che fanno immancabilmente schierare tutta la difesa avversaria ed anche le riserve in panchina, se si potesse. E poi ci sono… ancora i lanci lunghi, nel nulla, quando la fase del “te la passo e tu me la ripassi” a centrocampo finisce ed il centrocampista di turno non sa più che pesci pigliare.

Ecco allora che il gioco, gli schemi, è/sono stati sostituiti dalla prevedibilità, che deve essere molto amica di Zenga, specie in certe partite. Zenga che guarda scoraggiato i propri collaboratori in panchina, come contro il Vojvodina e come ieri contro il Torino.

Va bene, è l’aria di Torino. Ma qualcosa mi dice che la società, questi atteggiamenti, sia dell’allenatore che della squadra (come entrare in campo con 23 minuti di ritardo, come è avvenuto ieri, dove i primi due gol il Toro li ha segnati alla Playstation), non li veda proprio con piacere. Ok, grande amore dichiarato di Ferrero per Walter Zenga. Forse. Altra impressione. Se contro la Roma e l’Atalanta non si dovessero fare un po’ di punti… mah… Spalletti è libero? Un nome a caso, o forse no.

Di sicuro la Sampdoria dovrà dimostrare di avere qualche idea, oltre che delle individualità. Altrimenti basta Pedone a guidare il Doria. In genere l’allenatore è assunto e pagato non solo per mettersi le bretelle ma anche per dare una sua impronta alla squadra. Per ora questo non è successo. Ma non è mai troppo tardi, chissà.

Magari con la Roma accadrà il miracolo e gli schemi arriveranno per fax, o per e-mail, o magari via whatsapp.

Autore

SampGeneration

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3 commenti

  1. Spero che Lei abbia buttato lì quel nome – Spalletti – perché in possesso di qualche informazione ignota ai comuni mortali.
    Perché con Zenga sarà una stagione buttata, ed uno spreco di talento. Che c’è, non in abbondanza, ma c’è

  2. Diciamo che la Roma non è la squadra migliore per tentare di dimenticare la partita contro il Torino. Di contro c’è da dire che se contro la Roma sfoderi una buona prestazione allora il morale potrebbe rientrare a livelli sopra lo standard, e questo non guasta.

    Il problema però è che la Roma ha pressioni maggiori delle nostre (deve vincere) e Garcia le partite le prepara meglio di Zenga. Oltre a ciò c’è da dire che il Sassuolo, con cui la Roma ha pareggiato, è una squadra che ad oggi batterebbe anche noi.

    Al netto di tutto ciò, scendessimo in campo come nel secondo tempo contro il Toro, potremmo giocarci alcune carte. Se invece Zenga ha preparato la partita per chiuderci a 15 metri dalla porta e ripartire…. ciao!!!

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