VIA CRUCIS ZENGA. TRE GARE PER DECIDERE IL SUO DESTINO

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Tre tappe, le prossime, come la via Crucis per Walter Zenga. I tifosi gli stanno alle costole, spruzzano aceto sulle sue ferite, gradirebbero anche un centinaio di nerbate sulla pubblica piazza.

Delusione Walter, anche ieri una gara preparata malissimo, contro i modesti rivali del Frosinone, una squadra agricola che faticherà a salvarsi. Un secondo gol, grottesco, regalato ai ciociari con la nostra squadra sbilanciatissima, manco fossimo all’oratorio.
Ferrero era incazzato nero in tribuna, ma tanto per ora il tecnico non si muove: 11 punti sono un bottino di punti che gli permettono di tenere salda la panchina.
Intanto Walter sta raccogliendo l’unanimità di consensi. Forse mai nessun personaggio doriano, prima d’ora aveva messo d’accordo in questo modo tutta la tifoseria.
Tutti gridano: “crucifige!”, per quanto l’inno alla crocifissione del tecnico sia avvenuta proprio dopo una gara giocata per venti-venticinque minuti alla grande, prima del crollo nella ripresa. Proprio quando aspettavamo gli errori dell’inesperto Frosinone, sono sorti come funghi gli erroracci nostri, la disorganizzazione del gioco.
Eppure l’idea del tridente iniziale, con l’innesto di Cassano (probabilmente migliore in campo) poteva dare i suoi frutti: i primi venti minuti sono stati da applausi, è mancato il gol per le cappelle macroscopiche di Muriel e Carbonero (quest’ultimo cicca dopo un minuto, a un passo dalla porta).
E’ sotto gli occhi di tutti che la Samp di quest’anno ha un tasso tecnico che non si vedeva da anni, ed è veramente uno spreco vederla brancolare nella disorganizzazione tattica, in un campionato con la classifica corta e la possibilità (finora gettata nel cesso) di agganciarsi concretamente alle prime posizioni.
Ma sul fronte Coach (che ci sta pure simpatico) per evitare uno spiacevole “tutti contro uno”, che di solito ha sempre connotati da folla inferocita, più bestiali che umani, siamo d’accordo con quanto scrive il noto giornalista Stefano Rissetto.

A tal proposito, si coglie l’occasione per consigliare la lettura del suo nuovo blog: Finale di partita, all’indirizzo http://stefanorissetto.blogspot.it/, dove Stefano illustra i diversi scenari doriani con la sua classe cristallina di autore.
Nel commentare la gara di ieri, Rissetto lascia comunque uno spiraglio per le prossime tre gare (sulla carta alla nostra portata) che diranno molto sulla qualità della squadra e di Zenga.
Così scrive, fra le altre cose, il giornalista:

Un punto in quattro trasferte diventa un bilancio pesante, specie dopo aver fallito la prima presunta “occasione” di un mini-ciclo che adesso vede il Doria pronto a ospitare in sequenza Hellas ed Empoli, per poi rendere visita al Chievo. Può darsi che alla fine della sequenza i dubbi si siano snebbiati, diversamente occorrerebbe interrogarsi a fondo…
Osti e Pecini – conclude Rissetto – “su indicazioni della proprietà e con il colpo di fortuna delle mancate cessioni di Eder e Soriano, hanno costruito un organico probabilmente mai così competitivo come dalla promozione del 2003. Sta a Zenga, ora, utilizzare al meglio un gruppo più forte di quello che lo scorso anno ha lottato fino alla fine per un piazzamento europeo. Finora non pare esserci riuscito. Può ancora dimostrarsene capace. Ma passare è il mestiere non solo dei trequartisti, pure del tempo”.

Autore

SampGeneration

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19 commenti

  1. gioco con zenga non ce n´è e mai ci sarà, in casa con la spinta del pubblico e qualche giocata individuale qualcosa si potrà ottenere fuori facciamo ridere ,veramente triste se pensiamo che la squadra non è male e che si dovrebbe fare di più e molto meglio .

  2. Ho sempre auspicato Donadoni. Quando siederà sulla panchina del Bologna mi verrà il magone.
    Nel contempo, spero che Zenga ci faccia vedere qualcosa di meglio come gioco. Per certe cose non sta facendo male, per capirci non c’é nulla a che vedere con la situazione che si era creata con Rossi (cacciato forse dai giocatori…). Peró é vero, anche io sono inseguito dalla sensazione che con un altro allenatore (ognuno ha in mente il suo, il mio lo ho detto) potremmo avere qualche punto in piú…

  3. Come previsto i cicli da filotto non sono la cosa che, storicamente,ci riesce meglio. Sarebbero state quattro partite da lanciarci in orbita ma già la prima è stata ciccata.Vedremo il seguito…..

  4. Qua si parlava di ciclo, 4 partite 12 punti, sento di parlare di aggancio alle prime etc etc……siamo allo sbando, 1 partita 0 punti, se non vengono 7 punti nelle prossime 3 gare si rischia SVEGLIA.
    I piccioni con una squadra da far ridere sono solo 1 punto sotto, questo dovrebbe far riflettere.
    La sconfitta con il Frosinone è un insulto alla Maglia, un altro schiaffo dopo quello del Vojvodina.

  5. Mia umile opinione: la palla sul palo e i tiri sbagliati non dipendono dall’allenatore. Non marcare Paganini che colpisce di testa nemmeno. L’atteggiamento iniziale e i giocatori offensivi in campo sì, e quello andava benissimo. All’inizio. Una squadra poco collaudata in emergenza in punti nevralgici, piena di giovani e che si è sfaldata col passare dei minuti è preventivabile. Gli episodi non dipendono da Zenga. Perdere con la Roma e vincere con questi sarebbe stato OK. è successo il contrario, e allora? Poco conta il nome dell’avversario. Il bello del calcio è anche perdere con chi ti vince perche sa che solo soffrirà ogni partita e in quello ha un equilibrio mentale migliore del tuo.

  6. Hai i giocatori ideali per giocare in contropiede e a Frosinone prendi due pere? La disorganizzazione tattica regna sovrana coach Z sarebbe un ottimo mister per gli esordienti della Rivarolese….ma purtroppo nulla più!

  7. In Zenga vedo coraggio spettacolare. Pereira a 17 anni che scatta sulla fascia e dribbla alla cr7 e crossa è un invenzione nata dalla follia di Zenga. Anche Ivan. E la buona notizia è pure carbonero. Grande partita la sua. Chi si basa sugli episodi addossandoli all’allenatore è molto superficiale. Dettagli della ignoranza di Zenga ci sono ma in altri episodi. Questa partita l’hanno persa i giocatori, non l’allenatore. E va bene. Piuttosto preoccupante è Muriel. Questo forse lo perdiamo mentalmente per strada. è poco costante. E se finisce in panchina può darsi che non si riprenda più. E poi nemmeno mai è esploso del tutto come performance.

    • Mi sembra ci siano due punti:
      – il coraggio di Zenga nelle scelte tecniche , negli uomini: è uno che osa
      – non c’è però una costante tattica, sembra un poco tutto approssimato

      Questo mi sembra, nel complesso il marchio di fabbrica della ditta. Cioè trovo improbabile la squadra guadagni un’identità di gioco che non sembra esserci dalla fonte, ma trovo anche improbabile trovare qualcuno più ardito, e tutto sommato gagliardo nelle scommesse da mandare in campo.

      La domanda finale è: che cosa chiediamo al nostro campionato? In base alla risposta zenga può restare anche tutta la stagione

      • Mi sfugge il coraggio di Zenga:
        Pereira l’ha fatto giocare xchè gli altri due terzini erano ai box (lollo e cassani) e si è trovato un talento
        Ivan xchè in mezzo, a parte palombo acciaccato, non c’era nessuno…altro giovane interessante.
        Muriel è altalenante, ma prima di metterlo in discussione aspetto un vero allenatore
        Resta il fatto che Coach Z è indifendibile!!

        • se si vuole sparare a muzzo su zenga si puo’ fare,tanto sembra che a torto o a ragione fra noi sampdoriani sia lo sport del momento…..
          sono stato a pinzolo ed ho visto come Z seguisse,consigliasse e credesse gia’ li nei due ragazzi infatti non li ha fatti andare in prestito a farsi le ossa perchè ci credeva,tanto da fare esordire la prima giornata ivan(e non è poco)e facesse subito giocare pereira ,si quando mancavano desi e cassani,ma come a torino (2tempo)spostandolo a sinistra facendo notare come crede nel ragazzo.
          ne abbiamo avuti negli anni di allenatori che prima di fare entrare giovani adattavano giocatori attempati in ruoli improbabili…..
          ma vabbè cacciamo Z l’unico male della samp……………………(sembra sia cosi per tutti!!!!)

        • L’impiego di Ivan in prima squadra non era scontato prima del ritiro, almeno a partire da questa stagione.
          Su Pereira è vero Lollo e Cassani erano ai box, e anche altri se ricordo bene, si era in piena emergenza.. .
          Per dirla tutta dopo lo 0-4 di torino per me si poteva esonerarlo subito perchè quell’umiliazione ti costa una panchina.

          Detto questo la classifica al momento non è indegna . Sicuramente la solidità non è il nostro punto forte ma si son viste alcune buone prestazioni e non ci son squadre che stiano ammazzando il campionato. Aspetterei almeno le prossime tre partite,…fermo restando che sarà comunque dura fare meglio o anche come l’anno scorso

    • Sono d’accordo su Muriel e sul fatto che gli episodi e gli errori individuali possano aver condizionato il risultato di Frosinone, ma resta il fatto che la squadra non ha gioco. Su Pereira non credo affatto che sia “un’invenzione della follia di Zenga”… è entrato contro la Roma per necessità (fuori De Silvestri ed infortunio a Cassani… restava solo lui come terzino destro) e per fortuna di Zenga ha fatto subito bene! Stesso discorso vale per Ivan, schierato titolare la prima giornata più per necessità che non per scelta tecnica… e poi lasciato spesso in panchina.

  8. A pelle non mi è simpatico. Ma non posso non notare che a fronte di 1 punto in trasferta ce ne sono 10 in casa su 4 partite. La posizione in classifica è decente.
    Giochiamo con una squadra molto giovane, non so se ricordate (con le dovute proporzioni) la discontinuità della Samp di metà anni ’80 coi gemelli ancora acerbi, un lotto di ventenni e un Boskov che giocava a uomo.
    Insomma per invocare la crocifissione per me è ancora presto.

    • sono pienamente d’accordo con manzo e skeno!anch’io avrei CACCIATO Z dopo lo 0-4 ma vista la scelta in societa’ lasciamogli ancora tempo….
      preferisco vincerne una e perdere l’altra piuttosto che fare due pareggi(come succedeva l’anno scorso…)

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