VERSO IL MATCH. NUMERI E ALTRE FACEZIE

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19 vittorie della Samp sui 46 incontri disputati in casa col Torino, appena 6 per i torelli granata, 21 i pareggi. Questa sfida è considerata storicamente ostica, dura e oscura come la pece per entrambe le compagini.

In alto gli attributi, cosi si affronta questo match: una sfida per uomini veri, non per mammolette. L’ultimo successo blucerchiato risale al 2 novembre 2008: una rete di seno di Bellucci, allo scadere, risolse un match ostico a favore degli uomini di Mazzarri. L’ultimo incontro in assoluto, invece, si è risolto in un pareggio: il 23 settembre 2012, quando Ciro Danette sembrava veleggiare col vento in poppa (dopo tre vittorie nelle prime tre giornate), i blucerchiati subirono una mezza battuta d’arresto contro gli arcigni granata, scesi in campo come guerrieri vichinghi in lotta per raggiungere il Valhalla, che si portarono in vantaggio al 69′ con un rigore di Rolando Bianchi. Allo scadere (85′), Nick “Moana” Pozzi ci mise una pezza, la celebre pezza di pozzi, evitando alla squadra una figuraccia davanti ai tifosi.

L’ultimo successo del Torino a Marassi in A, invece, risale al 7 marzo ’93, in una partita altoforno02decisa da una prodezza del giovane e femmineo Paolino Poggi.

A questi incontri, vanno aggiunti 2 match disputati in Serie B, l’ultimo dei quali si risolse con un successo in rimonta di Ventura, uomo partorito da una gasometro dell’Italsider: il 30 settembre 2011 finì 2-1 per i granata e fu la prima sconfitta in campionato per ”Brufolo Bill” Atzori, che avrebbe di lì a poco salutato la compagnia dopo altre prestazioni imbarazzanti (vedi Nocera).

Detto nel precedente articolo dell’incontro del 2009, concluso 2-2 e noto per la tammurriata di paese di Antonio Cassano, tarantolato come una vedova di Bari vecchia, che lanciò la maglia all’arbitro e lo minacciò di recisione della carotide e asportazione del pene (prese 5 turni di squalifica), passiamo all’interessantissima parentesi sugli ex di oggi: Paolo Castellini e Gianluca Sansone disputarono stagioni alquanto scadenti in granata. Daniele Padelli e iorso bernil grasso Barbagianni Berni hanno trascorsi con la Samp. Padelli disputò in blucerchiato solo una stagione con la Primavera. Berni faceva panchina fino alla scorsa stagione. E’ ricordato ancora oggi per i gran thermos di sciroppo alle rose che portava con sé, e custodiva gelosamente, con un pizzico di egoismo, sotto il grosso pancione peloso.

L’ex più importante è Giampiero Ventura, genovese (di Cornigliano) e pure doriano: nel 1999 arrivò in una Samp decaduta (mai come quella di oggi) per riportarla subito in A. L’esperienza si concluse amaramente: se, fino a marzo, si procedeva nelle primissime posizioni, dopo un pareggio sospetto a Bergamo subimmo un inspiegabile crollo verticale, culminato con una cilecca fatale a Pescara (0-4). Nonostante la rimonta nel finale di campionato, la Sampdoria finì quinta, ad un punto dal quarto posto. Ventura fece fagotto, sbattendo la porta ed esibendo il dito medio di ambo le mani a tutto e tutti, in particolare al gasometro dell’Italsider che lo aveva generato. Mai più allenò la nostra squadra.

 

Autore

SampGeneration

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