VERONA SAMP 2-0: UN’ALTRA SAMPDORIA E’ POSSIBILE… ORA BASTA!

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A chi pensava, dopo le due vittorie, “non c’è due senza tre..” eccolo servito.
A Verona, contro una neopromossa (e in teoria concorrente nella lotta per non non retrocedere), la Samp è tornata ad essere la squadra meno pronta tecnicamente e tatticamente del campionato.

Il nostro mister, il boliviano Delio Rossi, dimentica a casa la formula magica, cosa che succede sempre più spesso, e non trova le giuste misure per affrontare un ottimo Hellas.

E’ la decima partita che commento e mi sento di salvare poco del suo lavoro. Ogni partita vedo degli errori a mio avviso inconcepibili a questo livello, uno dei principali è continuare a proporre dei giocatori non adatti al modulo 4-4-2.

Delio continua a ripetere nei giorni pre-gara che il modulo non è importante e che conta l’atteggiamento dei giocatori.
Mister, ha ragione. Ma qui non vediamo l’atteggiamento giusto per nessun modulo, perchè se contro il Livorno la dea bendata ci ha dato una mano e con l’Atalanta abbiamo giocato 30 minuti, è necessario dire che contro il Verona siamo scomparsi.

E insieme ai giocatori è scomparso anche lei, incapace a dare una scossa, incapace a fare un cambio efficace, mantenendo sempre i soliti giocatori negli stessi ruoli.

Ma veniamo alle questioni puramente tattiche.

Contro il Verona la Samp affronta la gara cambiando due elementi rispetto alla gara con l’Atalanta. L’ottimo De Silvestri è fuori per turn over o per provvedimento disciplinare, dopo un litigio col mister. Fuori anche Palombo, dopo il penoso primo tempo di sabato scorso.

La squadra si presenta con lo stesso modulo che ha chiuso la partita contro l’Atalanta: 4-4-2 con Da Costa in porta, difesa con Mustafi a destra Gastaldello e Costa centrali, Regini a sinistra. Centrocampo con Gavazzi a destra, Kristicic ed Obiang centrali e Bjarnason a sinistra. Punte Eder e Gabbiadini. 

Il Verona risponde col 4-3-3 con Rafael in porta, difesa composta da Cacciatore a destra, Gonzales e Maietta coppia centrale, Albertazzi a sinistra. Centrocampo con Jorginho davanti alla difesa, mezzo destro Laner e mezzo sinistro Halfreddson. Toni punta centrale, Gomez attacante di destra e Martinho punta di sinistra. Fuori gli ottimi Romulo e Iturbe. 

L’inizio è del Verona: gli scaligeri giocano con un pressing aggressivo alto, rapido e veloce. Le catene sugli esterni lavorano molto bene tra loro e gli esterni bassi spingono parecchio. Vediamo una quadra con un gioco semplice e lineare ma molto efficace e piacevole per determinazione e tecnica.

La Sampdoria risponde come al suo solito. Attende nella propria parte di campo con due linee molto corte, pressando solo con gli esterni alti e con Eder che cerca di soffocare le giocate di Jorginho, fonte di gioco del Verona (il blucerchiato si becca anche un cartellino giallo tentando un recupero da vero mediano).

Gli avversari tengono un ottimo possesso palla che tuttavia risulta troppo lento per trovare la giocata finale, soprattutto contro una squadra raccolta e chiusa come la Sampdoria. Infatti nel primo tempo non corriamo grossi pericoli, quasi tutte le loro azioni si infrangono negli ultimi 20 metri.
Assistiamo a ritmi molto alti nei primi 20 minuti, con botta e risposta delle due squadre. Ma se il Verona crea gioco, la Sampdoria conclude solo azioni sporadiche e casuali, mettendo in luce una cronica confusione offensiva.

Dato statistico importante nel primo tempo: al Verona 16 minuti su 45 di possesso palla, alla Sampdoria solo 9 minuti su 45.

Iniziamo il secondo tempo con un azione un po’ casuale di Eder su palla rubata da Gabbiadini, con il brasiliano che tira fuori. Dopo questo episodio esce il Verona.
Grande azione di Gomez sulla destra, uno-due con Luca Toni che lo smarca davanti alla porta di Da Costa, tiro e goal!

Ennesimo gol preso nella parte centrale della difesa. Costa va in difficoltà nel capire il movimento di Gomez. Mustafi è lento a fare la diagonale di chiusura, ma anche Gastaldello è lento a staccare Luca Toni e viene preso in contro tempo.
E dire che la difesa era piazzata…

Ripartiamo, ma senza coraggio e determinazione: l’elettrocardiogramma della Samp è piatto. Viviamo delle fiammate di Eder o degli errori dei nostri avversari.
Entra Pozzi per Gabbiadini e Wszolek per Gavazzi mentre Bjarnason si sposta a destra e il polacco gioca a sinistra. Ma fino al 93 minuto non creiamo nulla. Segnaliamo per dovere di cronaca anche il cambio Gentsoglou per Kristicic all 83′.

Il Verona a questo punto chiude la partita su un errore madornale di Gastaldello: su un cross apparentemente innocuo il nostro capitano cicca la palla di testa, Mustafi è ancora lento nella chiusura e Toni, dopo aver lisciato il primo tiro, al secondo tentativo si coordina e segna sul palo opposto del portiere.

Errori da terza categoria.

L’ANALISI

A questo punto mi piacerebbe porre qualche domanda a Delio Rossi.

Mister, se vuole fare il 4-4-2, che senso ha giocare con un terzino esterno alto ed un centrocampista lento e centrale esterno alto a sinistra?
I 2 centrali Obiang e Kristicic sono in fase involutiva. Troppo lenti, non sono in grado di costruire gioco e non accompagnano l’azione. E anche quando Obiang riesce a proporsi in avanti, poi ci vorrebbe un treno Freccia rossa per farlo tornare, visto il passo lento che lo contraddistingue. In questo modo andiamo in difficoltà nella parte centrale.

Manca un centrocampista in grado di costruire gioco. Non possiamo contare su improbabili lanci in profondità accompagnati da… nessuno!
Per cambiare serve qualità. A questo proposito, Maresca è deceduto?

Mister, è uno scempio quello che ci sta proponendo. Non può funzionare l’azione offensiva della Sampdoria costruita con solo 2-3 uomini.

COSA SERVE

Servono 2 esterni offensivi veloci che attacchino. Serve imprevedibilità, spinta, fantasia. Serve gente di ruolo, in grado di fare le due fasi.
Abbiamo degli esterni offensivi? NO. Quindi perchè non provare un’ altra soluzione un 4-3-1-2?
Gastaldello continuiamo a vederlo in grosse difficoltà, lo possiamo cambiare?!

E sopratutto: lei chiede coraggio in conferenza stampa. Ma io, come giocatore, come posso avere coraggio quando mi sento chiedere di non oltrepassare la linea del mio centrocampo e di non pressare alto? Incosciamente, mister, lancia messaggi di paura… Stimoli di più i giocatori alla competitività.

I numeri dicono che siamo uno dei peggiori attacchi della seria A!
Dobbiamo sperare in Bjarnason (anche mercoledì in campo per 90 minuti)?? Le soluzioni, anche se riconosco che non sono eccezionali, le ha. Abbiamo una rosa di quasi 30 giocatori e continuiamo a vedere sempre, costantemente, gli stessi uomini e gli stessi errori.
BASTA. UN’ALTRA SAMPDORIA E’ POSSIBILE… ANCHE SENZA BJARNASON

 

Autore

SampGeneration

Il blog della Sampdoria

3 commenti

  1. Condivido tutto finalmente c’è qualcuno che mette in discussione delio rossi!che la nostra squadra non è composta da fenomeni lo sappiamo tutti,ma non credo che siano quello che vediamo orribili!non abbiamo una ed entità di squadra non abbiamo un modulo,in fase di possesso non sappiamo cosa fare ed assistiamo ad lanci lunghi verso i parcheggi dello stadio,nelle ripartenza non riusciamo a ripartire x che siamo in 11 dentro la nostra porta.x che con una prima punta pozzi ho Petagna con 2 esterni offensivi come gabbia e Eder ?mister un po’ di coraggio altrimenti non si va da nessuna parte e a Mali estremi estremi rimedi mi riferisco alla società se faremo un altra brutta figura con il Sassuolo .

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