UN ANNO DI SAMPDORIA: I NUMERI

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Per gli amanti dei numeri, è tornato nella redazione di SampGeneration l’esperto di statistiche: il Dottor Modesto.

Dottor Modesto è un simpatico numerologo, isterico e ossessivo, un Footbal Data vivente. L’avevamo lasciato qualche mese fa, prima di un riposo forzato in casa di cura per esaurimento da numeri (tentava di numerare, taccuino alla mano, le conclusioni sbilenche del giovane Pedro Obiang, finite dritte dritte nel Bisagno nel corso dell’anno solare 2013).

Dopo il legittimo “tso” e un’iniezione di bromuro, rieccolo ancora fra noi. Dio ti benedica, Dottor Modesto.

Si avvicina la fine dell’anno ed è tempo di bilanci: in quest’articolo vi offrirò alcuni dati importanti emersi dall’analisi di tutte le partite disputate dalla squadra nel corso dell’anno.

Innanzitutto, l’andamento: la stagione blucerchiata si è aperta il 6 gennaio con il Mauro icardi juveclamoroso successo di Torino, quando gli uomini di Delio travolsero la Juve campione in carica grazie ad un’inattesa doppietta di Maurito Icardi.

Seguirà un periodo felice, durato poco più di due mesi, in cui, grazie alle motivazioni di Delio e ai gol di Icardi, la squadra otterrà ben 18 punti in 9 partite, con ben 14 reti segnate e solamente 3 subite. Un ruolino di marcia impressionante: 5 vittorie, 3 pareggi e 1 sconfitta, che hanno permesso alla squadra di uscire dalle secche della zona retrocessione e guadagnarsi una posizione più tranquilla in classifica. Oltre al trionfo contro la Juve, ricordiamo il cappotto rifilato al Pescara (con quaterna di Icardi) il 27 gennaio, all’indomani della scomparsa di Duccio e il successo sulla Roma del 10 febbraio, propiziato dal neoacquisto Sansone e segnato delio gestacciodall’espulsione di Delio, reo di aver risposto alle provocazioni giallorosse con un gestaccio.

Poi cosa accade? Due mesi di black-out: attratto dalle sirene interiste, Maurito, progressivamente, si spegne. Non segnerà più e in campo si renderà sempre più evanescente. La squadra non riesce più a vincere e lentamente declinerà in classifica. La certezza matematica della salvezza arriverà soltanto alla terzultima di campionato (8 maggio) dopo il pareggio interno col Catania. Delio & C. potranno festeggiare un successo solamente all’ultima giornata, in una gara ormai ininfluente contro la Juve, fresca di scudetto. Maurito saluterà Genova segnando l’ultima rete proprio in quella partita (guadagnandosi pure qualche fischio dai tifosi per la mollezza dimostrata nelle partite decisive per la salvezza). Da marzo a maggio, la Samp conquisterà appena 7 punti in 11 gare, frutto di 1 vittoria, 4 pareggi e ben 6 sconfitte. Pure il derby del 14 aprile avrà una conclusione amara: Krsticic verrà azzoppato dopo un quarto d’ora dal macellaio Matuzalem e lo stesso brasiliano permetterà allo sparagnino Genoa di Ballardini di conquistare un punto decisivo per la salvezza, pareggiando il vantaggio di Eder su punizione. Un attacco stitico e una difesa tremebonda porteranno la differenza reti in netto passivo: appena 9 reti segnate e ben 21 subite.

Conclusasi la stagione 2012-13 con qualche affanno, Delio verrà confermato al timone della Samp per la stagione 2013-14: come sappiamo, pur affannandosi a sottoporre i gastaldellogiocatori ad un carico di lavoro colossale nel ritiro di Bardonecchia, l’avvio di campionato (durissimo: Juve, derby, Roma e Milan nelle prime sei giornate) si rivela un disastro.

La prima vittoria stagionale arriva appena il 20 ottobre (8°di campionato) a Livorno, dopo aver conquistato la miseria di 3 punti nelle precedenti 7 giornate (due dei quali arrivati negli ultimissimi minuti, nei due discussi pareggi contro Cagliari e Torino). Delio, in assenza di interpreti adeguati in diversi ruoli, si ritrova costretto a sperimentare moduli e uomini a ritmi vorticosi. I successi con Livorno ed Atalanta ridanno un po’ di morale alla truppa, ma le tre sconfitte contro Verona, Sassuolo (in casa!) e Fiorentina segnano la strada dell’ormai scoraggiato condottiero romagnolo.

La dirigenza lo esonera l’11 novembre, Delio si congeda con un lascito di 9 punti in 12 partite (2 vittorie, 3 pareggi e 7 sconfitte) e la Samp nei bassifondi della classifica. Male anche il derby del 15 settembre: i blucerchiati concedono a Liverani l’unica soddisfazione della sua breve stagione rossoblu, subendo tre pappine dopo una partita giocata in modo rinunciatario. Sempre in passivo la differenza reti (12 reti fatte e 20 subite), anche a causa degli infortuni di Salamon (mai visto in campo), Eder e Sansone e delle girandole difensive sperimentate da Delio. Dei nuovi acquisti, sembrano salvarsi solo Gabbiadini e (in parte) Wszolek. Gli altri si rivelano assolutamente inadeguati (Bjarnason, Barillà, Petagna), al punto che Delio dovrà ripescare l’inatteso jolly Gavazzi e schierare Regini come esterno sinistro (per mancanza di alternative). Si invoca il ritorno di Maresca, ma il centrocampista è appesantito oltre ogni limite.

Il 20 novembre arriva Sinisa.

Il serbo capisce subito che, al di là delle (scarse) mihajlovic arrivoqualità tecniche della rosa, bisogna operare soprattutto sul piano psicologico. Dopo un’epica conferenza stampa di presentazione, Mihajilovic cambia modulo lanciando il 4-2-3-1 a marchio De Leo e rivitalizza la squadra fin dall’esordio interno contro la Lazio: finisce 1-1, ma i punti avrebbero potuto essere tre, se non fosse stato per la disattenzione sul tiro di Cana negli ultimissimi secondi. Poi, un bel pareggio con l’Inter, i successi contro Catania e Chievo, per finire con il pareggio interno (sottotono) contro il Parma. Il mese di Sinisa ha consentito a tifosi e dirigenza (soprattutto a Garrone, che ha praticamente imposto il serbo ad Osti e Sagramola) di trascorrere più serenamente le festività: in 5 incontri, Sinisa si aggiudica gli stessi punti ottenuti da Delio nelle prime 12 gare, frutto di 2 vittorie, 3 pareggi e nessuna sconfitta, più un brillante passaggio ai quarti di Coppa Italia. La differenza reti torna in attivo: 6 reti segnate e appena 3 subite, merito di un assetto difensivo finalmente adeguato alle caratteristiche della rosa.

In conclusione, nell’arco del 2013 la Sampdoria ha conquistato in campionato 43 punti (il 38.74% di quelli disponibili), frutto di 10 vittorie, 13 pareggi e 14 sconfitte, 42 reti fatte e 49 subite, con una media inglese di -32. Al campionato, poi, dobbiamo aggiungere le 2 vittorie ottenute in Coppa Italia contro Benevento (2-0) ed Hellas Verona (4-1). Il computo totale delle partite ufficiali nel 2013 arriva quindi a 12 vittorie, 13 pareggi e 14 sconfitte, 48 reti fatte e 50 subite.

(continua..)

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SampGeneration

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3 commenti

  1. A volte mi viene da pensare che il mondo del calcio con tutte le sue tattiche ed astruserie sia un grande bluff, un mare magnum dove sguazzano con piacere i più diversi incompetenti (io sono uno di questi ma non vengo pagato….).Dico questo prchè oggi ho sentito in un servizio TV che la grande Juventus è molto interessata e determinata all’acquisto di tal Biabiany, un tale che era stato, se non sbaglio, giudicato “inadatto” per la Sampdoria! Forse c’è qualcosa che ancora non ho capito e dovrebbe essermi spiegata…………..Un mondo nel quale si può dire (e fare) tutto ed il suo contrario è un mondo malsano(calcio e politica vanno a braccetto). Eppure sia il calcio che la politica sarebbero cose belle ed interessanti……Sono, come sempre, gli uomini gli artefici della rovina…….

  2. Finalmente qualcuno che cita come si deve……. Mare Magnum… Grazie ! Nonostante questa perla, occorre scendere al vile livello terreno di noi malati di Samp e non uscire dal tema del blog… forse… così, a mesi dalla fine delcampionato, ritengo che questa squadra si salverà, con “Fuffa” Eder e il prode “Sansone” (appositamente virgolettato) che, finchè riusciranno a creare una superiorità numerica, potranno far evitare di finire negli utlimi tre posti in classifica (per pochezza altrui che fortunatamente hanno limiti ben superiori ai nostri)… Ma come i prodi creatori del sito sapranno, “MAL CHE VADA, MEZZO GAUDIO” !

  3. analisi perfetta che mi trova concorde su tutto,ma se scaviamo in fondo allo scorso fine anno della debacle tra marzo e maggio io vedrei i motivi di quello scempio come un appagamento dovuto ai soli 3-4 punti che venivano a mancare per la salvezza matematica.ci siamo seduti…come si è seduto il signor delio rossi dopo un ricco rinnovo quest’estate,diventanto poco motivante con allenamenti noiosi ripetitivi e stile anni 50,poi come giustamente scrivi tu,è arrivato un allenatore in grado di motivare l’ambiente e questi sono risultati alla nostra portata con una salvezza che arriverà se tutti resteranno uniti in questo collettivo

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