TROPPI MUGUGNI, DIAMO FIDUCIA A ZENGA

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Fioccano diffidenze nei confronti di Zenga. Qualche mugugno di troppo, dal momento che Walter non ha avuto il tempo di commettere nemmeno mezzo errore.
Si parla in particolare della poca esperienza dell’Uomo Ragno nel nostro campionato e i suoi ultimi anni “folkloristici” a Dubai.
Di contro, gli addetti ai lavori (e i commentatori tecnici di Sky Sport, amici di Walter) danno pareri positivi sul suo arrivo.
Le maggiori diffidenze arrivano dai tifosi.

Zenga non ci fa fare i salti di gioia, questo sia chiaro. Ma prima di criticarlo vorremmo almeno vederlo al lavoro.
Anche Mihajlovic al suo arrivo non aveva l’appoggio completo della tifoseria, si evidenziavano le poche esperienze vincenti in serie A. Eppure è arrivata una salvezza tranquilla e un settimo posto che, francamente, con la rosa e il tasso tecnico a nostra disposizione resta una sorta di miracolo, un’ Apparizione a Medjugorje.
Tornando a Walter, i pareri di chi mastica tattica sulle sue esperienze in Italia sono questi: buona la prima salvezza col Catania, ottimo il campionato successivo con gli etnei, quindi l’esonero con Zamparini a novembre. Ma l’esonero di Zamparini è poco indicativo, visto che si parla di un mattoide, incline ai colpi di testa.
Zenga è chiaramente un aziendalista, la società ha bisogno di una figura con queste caratteristiche, una figura che vada nella direzione che prende il Viperetta.
Ma Walter è soprattutto un grande motivatore, ha carisma, fa pure dei lavaggi del cervello non indifferenti ai giocatori sull’importanza della componente psicologica.
E sappiamo che i nostri giocatori hanno bisogno di un uomo carismatico in panchina, altrimenti ci sgretoliamo come piramidi di parmigiano.
Basta vedere questi ultimi mesi, quando il Leader Mihajlovic ha staccato la spina, ci siamo praticamente liquefatti.
La triade Zenga-Cagni-Bellucci incuriosisce (in più sono due doriani e un mezzo doriano, il che non guasta). Il progetto tattico esiste, così come la loro competenza ed esperienza. Sarebbe meglio attendere gli eventi con positività piuttosto che con questa diffidenza diffusa.
Poi non avevamo nemmeno così tante alternative.
Certo, forse si preferiva l’idea Sarri, la sua filosofia sempre propositiva di gioco. Ma l’incontro non ha avuto esito felice: Sarri voleva cambiare troppi giocatori, Il Viperetta è fuggito alla sua maniera, saltando come un grillo.
Venerdì quindi la presentazione dell’Uomo Ragno. E dal 1 luglio si parte, inizia la prossima stagione.
Il commento più logico sembra quello che ripete: Zenga o non Zenga, vediamo piuttosto che squadra gli metterà a disposizione Ferrero.

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SampGeneration

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3 commenti

  1. Purtroppo visto il palmares di Zenga essere diffidenti e perplessi è inevitabile, cosa diremmo di un giocatore che ha disputato i suoi ultimi sei campionati negli Emirati Arabi?
    Capire perchè la società sia andata a pescare l’Uomo Ragno è materia da psicoanalisi…mah…
    Sarà importante partire non bene ma benissimo, dovessimo ad esempio già steccare il preliminare m’immagino già i mugugni…

  2. Giovanni Prussia -

    Io per esempio sono tra i nevrotici ( son passati 20 anni….) che ancora sono avvelenato per il gol su punizione con l’Arsenal detto questo anche io sono saturo dei mugugni. Bellucci e’ un grande, Cagni e’ sicuramente in gamba, e Zenga……si vedrà’ , comunque stiamo parlando di uno che ha un passato da top, da campione. Qualcosa ci capirà’. Sosteniamo anche la società ed il Presidente. Forza Samp.

  3. Purtroppo il passato da calciatore non conta nulla, il più grande di tutti ( Diego Armando Maradona ) da allenatore ha fatto ridere e tanto per rimanere nel nostro ambito guardiamo Ciro Ferrara, uno dei più grandi difensori di sempre ma che in panchina sembra capirci poco…
    Le mie perplessità su Zenga derivano da tutto da tranne che dal gol preso contro l’Arsenal vent’anni fa, di certo non fu un errore voluto e credo che per lui stesso quell’episodio rappresenti un grosso rimpianto…

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