TENSIONE GIAMPAOLO-SOCIETÀ: OGNI ESTATE SEMPRE LA STESSA STORIA

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Terza stagione di Marco Giampaolo sulla panchina della Sampdoria, terza estate di fila in cui si registrano tensioni con la dirigenza blucerchiata. Il Secolo XIX ha scritto che ieri, nel ritiro di Ponte di Legno, l’incontro tra il tecnico di Bellinzona e il responsabile dell’area tecnica Walter Sabatini è stato caratterizzato da una certa fibrillazione. Dopo l’ennesima trattativa finita con un buco nell’acqua (Jandrei) e la mancata sostituzione immediata di Zapata con un altro attaccante titolare, mister Giampaolo ha espresso a Sabatini tutto il suo nervosismo per lo stentato mercato della Samp. In effetti, nel giro di circa un mese sono già quattro i colpi saltati all’ultimo minuto o quasi: in ordine cronologico Mayer, Berisha, La Gumina e Jandrei, dato che anche il portiere della Chapecoense, quasi certamente, non verrà più a Genova. Tuttavia, quanto successo ieri a Ponte di Legno non è una novità. Durante la gestione tecnica di Marco Giampaolo, infatti, le discussioni accese del mister con la società sono diventate la regola. La prima volta era successo nell’estate 2016, quando le cessioni di Soriano e Fernando a Villarreal e Spartak Mosca avevano indispettito il tecnico. Che aveva espresso in pubblico le sue perplessità sull’operato di Osti&Ferrero, dichiarando che il povero Linetty non sapeva nemmeno parlare l’italiano! Poi, per fortuna, tutto era rientrato. Stessa cosa nell’estate 2017. Il summit di mercato tra la dirigenza e Giampaolo prima del debutto in campionato con il Benevento era andato malissimo, tanto che il tecnico blucerchiato non si era presentato in sala stampa in aperta polemica con la società. Quest’anno, il copione si è ripetuto. Eppure Giampaolo, alla fine dello scorso campionato, aveva accettato di rimanere alla Sampdoria in cambio di determinate garanzie. Quali fossero, noi comuni mortali non lo sappiamo e – forse – non lo sapremo mai. Ma che Ferrero sia un habitué del compra e (s)vendi lo sapevano tutti, Giampaolo compreso. Che, adesso, dovrà far leva sulla sua capacità di dialogo per convincere la dirigenza a piazzare gli acquisti che ancora ci servono. Secondo Il Secolo XIX, il summit di ieri con Sabatini è finito tra baci e abbracci. Meglio così. Ma all’inizio del campionato manca poco più di un mese. È arrivato il tempo di stringere i tempi e comprare. Perché Giampaolo merita rispetto.

Autore

Roberto Bordi

Redazione

12 commenti

  1. Dalle dichiarazioni odierne di Sabatini vien fuori che la scelta dei giocatori da prendere subisce troppi paletti tecnici, messi da Giampaolo. Un allenatore che conosce un solo modulo evidentemente tende a visualizzare 11 “slot” nei quali poter mettere solo giocatori di misura, come il gioco di legno per bimbi 0-4 anni, che dovevi mettere il cubo nel buco quadrato e il pezzo tondo nel buco rotondo.
    Non ho mai espresso critiche a Giampaolo ma leggere che la creatività mercatoria di Sabatini possa essere smorzata… mi fa un po’ arrabbiare…

  2. Io trovo veramente incredibile che nel 2018 un allenatore sia così ancorato ad un solo sistema di gioco, posso comprendere la preferenza per un modulo, ma che per un mister possa esistere sempre e solo un determinato modo di giocare lo trovo allucinante e per certi versi…inquietante…

  3. …il dubbio che Sabatini sia un cazzaro*, non sfiora nessuno invece?

    * che abbia torto o ragione un dirigente NON fa una dichiarazione così il 13 luglio!

  4. Un bravo allenatore deve saper plasmare la squadra in base ai giocatori che ha, non siamo una squadra da Mourinho, Guardiola ecc.. che possono far la lista della spesa su chi vogliono, il valore aggiunto per le squadre della nostra fascia è adattare il modulo ai giocatori che vengono messi a disposizione dalla società.
    Ovviamente se chiedo un terzino e mi danno un attaccante è un altro discorso, ma se mi serve un terzino e non va bene perchè è alto 1.90, e non va bene perchè marca l’uomo, e non va bene perchè ha il dribbling ecc, altro che Giampaolo essere il nostro top player…è un nostro grosso limite.
    Tutto questo tra l’altro blocca il mercato Samp durante la campagna abbonamenti, creando tutto fuorchè entusiasmo!

    • sono d’acccordo con te su tutto tranne che sull’ultimo punto.l’abbonamento si fa a prescindere il primo giorno chiunque siano i giocatori della rosa e qualunque sia la campagna acquisti.che siano vialli mancini Gullit o cassano o che siano garritano vullo casale o colombo…..citato nomi a caso!!!!!

  5. Gp sta un po preocupando, vuole la rivoluzione e adesso che i giocatori che non voleva sono andati gli viene paura. Con una struttura societaria tale gp purtroppo é il trainer sbagliato. Non ha quella creatività per adeguarsi. Non ha ancora capito dopo 3 anni in che realta si trova. Con la storia della preparazione ci ricordera regolarmente che i risultati non vengono…..

  6. Luca (quello che stava in Brasile) -

    Quanto tempo ci vorrà ancora prima che anche le “teste pensanti” della Società si accorgano che anziché un turbo con GP hanno messo nel motore un limitatore di potenza?
    Speriamo che non diventi un Palombo II , altrimenti siamo rovinati davvero.
    Abbiamo buttato nel cesso 3 anni, di cui almeno 2 potevano regalarci qualche soddisfazione, nel senso di avere un gruppo di giocatori tra il buono e l’ottimo, in una fase della carriera in cui potevano permettersi di osare, e con una serie di situazioni ambientali favorevoli.
    Invece sono venuti fuori 3 anni di merda, e l’ultimo peggio degli altri visto quello che abbiamo buttato via nella seconda parte della stagione.
    Ora con la perdita di Pecini, la solita liquidazione di fine stagione con smantellamento dell’ossatura della squadra, cosa mai possiamo sperare per il prosieguo?
    Sono schifato e amareggiato.

  7. Il solito teatrino vergognoso; società e allenatore che di giorno rimbalzano le colpe a vicenda e 3 anni che la sera dividono pane e tetto. Non so chi mi sia più inviso tra ferrero e GP.

  8. Sono totalmente d’accordo con te!!!
    Poi, se fosse un modulo davvero impermeabile, me ne starei. Invece è un sistema di gioco che regala gioia ad ogni avversario. E che non viene cambiato mai, neanche nei momenti di maggiore difficoltà. Sabatini, seppur in maniera apparentemente soft, lo ha richiamato ad una maggiore versatilità. Vedremo quello che succederà non appena, spero il più tardi possibile, ci saranno le prime difficoltà.

  9. quest’anno parliamo di una vera rivoluzione, con delle grosse incognite (il portiere, i difensori centrali, il regista, l’attaccante da 15 gol – che per quanto voglia bene a Quagliarella difficilmente identifico con lui, nonostante abbia ampiamente superato le aspettative) per cui è normale che Giampaolo, che è talebano de 4312, si aspetti di essere accontentato. la cessione di zapata ad una squadra che è ad oggi diretta concorrente per l’europa implica una reazione immediata e di petto, che sia comprensibile ed apprezzabile a tanti livelli (sportivi e di tifo). abbiamo perso torreira che bene o male negli ultimi due anni ha fatto da collettore del gioco, è chiaro che Giampaolo pretenda di avere il giocatore giusto per sostituirlo fino dal ritiro, dal momento che l’80% delle azioni passerà da questo mister X. e si badi che questo ragionamento vale tanto per giampaolo quanto per qualsiasi altro allenatore al quale viene tolto un giocatore fondamentale e non viene rimpiazzato con la tempestività sperata…. detto questo io cercherei di prendere viviani alla SPAL, che per i ns obiettivi mi pare forse l’unico giocatore alla portata.

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