STORIA DEL TORNEO RAVANO, FIORE ALL’OCCHIELLO BLUCERCHIATO

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Pronto a partire il Torneo Ravano, nonostante gli allarmismi iniziali e i presunti tagli totali della gestione Ferrero, che poi non sono avvenuti.
Fiore all’occhiello di Paolo Mantovani, il Trofeo ebbe negli anni Novanta il periodo di massimo splendore.

Ma la nuova edizione sembra tornare agli antichi fasti: dal rischio di una brusca chiusura siamo passati al boom di iscrizioni.
Dal 4 al 14 maggio si disputerà nelle terrazza a mare della Fiera la 31°edizione del Torneo Ravano, che si può tranquillamente definire una ”eccellenza doriana”, ideata nel lontano 1985 da Paolo Mantovani per le scuole elementari genovesi.

Primi in Italia (e tra i primi in Europa), i Mantovani idearono una competizione sentitissima a livello locale lanciando, come si suol dire, un sasso nello stagno: l’organizzazione del Ravano (a cui si aggiunge, dal 1994, la Coppa Paolo Mantovani) ha stimolato una sorta di dibattito, già alla fine degli anni ’80, sulla possibilità di armonizzare didattica scolastica e disciplina sportiva. Non a caso, l’affermazione del torneo coincide temporalmente con la riorganizzazione strutturale del Settore Giovanile Scolastico della FIGC e con l’impellente necessità di insegnare, fin dalla più tenera età, una cultura sportiva (il cosiddetto fair-play) in grado di contrastare la violenza che si stava diffondendo all’epoca nelle gradinate (pensiamo alle tragedie dell’Heysel, di Hillsborough ed agli scontri di Genoa-Milan).
Con il passare degli anni il Ravano divenne un appuntamento imperdibile, non solo per bambini e genitori delle scuole, ma anche per semplici appassionati. Il clima dei giorni delle finali era clamoroso, con l’enorme Palasport gremito in ogn sua parte e gli arbitri di Serie A a dirigere le finali dei tornei maschili e femminili.

Le imprese blucerchiate in Italia ed in Europa, poi, fecero il resto: l’idea del Ravano destò interesse a livello nazionale, al punto da essere replicata in altre città italiane (con esiti alterni).
Negli ultimi anni, il Ravano, pur restando un evento di richiamo, si è svolto regolarmente, ma piuttosto in sordina; gli organizzatori avevano tentato alcune innovazioni: introduzione di nuove discipline sportive (basket, rugby e pallavolo), allargamento geografico alle squadre dell’intera Liguria, spostamento della sede degli incontri dal vetusto Palasport al nuovo Palafiumara (dal 2004) e del periodo di svolgimento dai tradizionali aprile-maggio ad un più gelido (in tutti i sensi) febbraio.
L’avvento di Ferrero e l’annunciata spending review avevano fatto temere il peggio.
Ma dopo qualche tentennamento iniziale, Ferrero ha ribadito l’assoluta intenzione di proseguire il Torneo, considerato un elemento fondamentale del mondo Sampdoria.
Con l’aiuto della famiglia Mantovani la società ha affidato l’organizzazione alla società Home Panorama, amministrata dall’ultimogenita Ludovica. Di fatto, la piena disponibilità dei Mantovani ha salvato il torneo, in un periodo di totale riorganizzazione dell’area marketing societaria.
Torniamo all’edizione 2015: oltre 500 squadre partecipanti, ripartite tra calcio (maschile e femminile), basket, rugby e pallavolo, alla scadenza del 20 marzo. Dopodiché, si provvederà alla presentazione della rassegna (9 aprile alle 18,30, ai Magazzini del Cotone), durante la quale verranno consegnati i kit di magliette ai dirigenti scolastici. Poi, a maggio, via al Torneo.

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SampGeneration

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1 commento

  1. Se non fosse stato per l’intervento della famiglia Mantovani non so se il Ravano quest’anno si sarebbe disputato, un sentito grazie a chi ha permesso che uno dei fiori all’occhiello dell’Unione Calcio continui a esistere…

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