SINISA E IL MILAN? SAREBBE UNA SCELTA DA POLLI

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Le parole di Osti lasciano pensare che la trattativa per la conferma di Sinisa sia ancora molto lunga. La speranza è che non accada come l’anno corso, quando Mihajlovic è restato appeso fino all’ultimo per una proposta della Juve che poi non è arrivata.
L’anno scorso Mihajlovic diceva: “sono sampdoriano”. Quest’anno dice: “sono ambizioso”. E comunque se l’ambizione significa guardare Oltremanica, nella ricca e suggestiva Premier League, possiamo anche capire il desiderio di Sinisa.
Ma se la sua ambizione significa orientarsi verso il Milan, allora ci sembra una scelta da polli. Tralasciare un cammino trionfale con la Samp, plasmata con talento e cazzotti dal Mister, per approdare in una società allo sbando sembra un errore clamoroso.
Difficile che Mihajlovic, saggio com’è, lo commetta.
Se non arriva il magnate Mister Bee al Milan, pronto ad immettere capitali freschi, la società rossonera resterà allo sbando come quest’anno, con un presidente che non caccia un euro da anni, uno zio Fester depresso e una quantità inaudita di vecchie glorie con l’artrite da mettere in campo.
E poi al Milan Mihajlovic non avrebbe lo stesso potere decisionale che ha da noi, sballottato tra le due cariatidi Adriano e Silvio e la figlia di quest’ultimo.
Insomma, chi glielo fa fare?
A meno che il discorso di ieri di Osti “Dovremo vederci intorno a un tavolo”, non volesse dire: discutiamo dell’aumento dell’ingaggio.
Questi sono affari della società, comunque Sinisa, essendo in pratica il 60% della nostra squadra, per noi può anche meritare l’aumento di stipendio. Per poi iniziare a pensare che anche la sua Sampdoria è una grande squadra, in grado con qualche ritocco di puntare veramente in alto anche il prossimo anno (sperando nell’esplosione di Correa + i campioni là davanti, chi ci ammazza?)

Autore

SampGeneration

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5 commenti

  1. Se Mihajlovic vuole andare via per me se ne può anche andare. Sarebbe un peccato perché la squadra la sta praticamente facendo lui

  2. Per il mister un altro anno alla Samp significherebbe , facendo i debiti scongiuri, provare ad allenare una squadra impegnata su due fronti (campionato e Europa). A Milano non ti risparmiano nulla così come a Napoli.Chi ha fatto il salto della quaglia come Del Neri si è bruciato ed è poi sparito.

  3. Quando uno è ambizioso cerca il successo dove è più difficile. A parte il fatto che la Samp così com’è sembra proprio sulla rampa di lancio mentre le ex-grandi sono nel marasma più totale. Io penso che una squadra quando è “fatta” (come era quella di Del Neri, pace all’anima sua….) basta poco per proiettarla nelle alte vette. All’inizio del campionato si diceva di molte squadre che sulla carta erano per noi irraggiungibili. E’ ancora vero? Non mi sembra.

  4. Rischia di bruciarsi e basta, non penso che riesca a rimettere in sesto il Milan, discorso diverso per il Napoli che ha cmq un ossatura di rilievo e li la mano dell’allenatore si potrebbe fare la differenza, infatti Benitez a mio modo di vedere è un mediocre per il calcio Italiano.

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