SCARPONE OKAKA STRAPARLA. CHIAMATE LA NEURO

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La camicia di forza per Okaka Chuka, l’ingrato: invece di ringraziare la Samp per averlo resuscitato dalle sue condizioni di giocatore inesistente, fantasma parmigiano, riserva inutile allo Spezia, Okaka si lamenta. Osa lagnarsi contro la società blucerchiata.
Dichiarazioni da neuro deliri per l’attaccante da due gol a stagione. Che appunto delira da anni sulle proprie capacità, ritenendosi un grande, un enorme top player. Ma di enorme vediamo soprattutto il suo deretano.

Così ha dichiarato, nella traduzione di sampdorianews.net:

“Si può andare via da una squadra quando si è a concoscenza dei problemi in un club gestito da incompetenti”.

Ma deve ringraziare il cielo e soprattutto Sinisa che ha creduto in lui e gli ha consentito, attraverso la maglia blucerchiata, di arrivare ad un club belga non più di prima fascia europea ma pur sempre prestigioso.
Dovrebbe ringraziare il Cielo e accendere un cero, questo scarpone di giocatore:

Lavorai molto, nessuno mi ha fatto dei regali – dichiara oggi Okaka Chuka. “Ad aprile venni convocato nell’ufficio del Presidente assieme a un altro giocatore. Al mio compagno dissero che avrebbe ricevuto un contratto migliore. A me dissero che il mio contratto sarebbe stato rivisto verso il basso. Ho messo il doppio d’impegno in allenamento, andai in Nazionale, il presidente Ferrero si congratulò con me. Mi promise anche che avrei potuto ricevere un nuovo contratto con gli stessi vantaggi. Questo era troppo”.
Okaka alla Samp ha giocato bene qualche mese, poi ha elargito una lunga sfilza di partite da caprone.
Voleva alzare il suo ingaggio, ha fatto richieste ridicole ad altre società italiane, oltre il milione di euro al Torino, scatenando le pernacchie all’unisono di Ventura e Urbano Cairo.
L’italo-nigeriano farebbe bene a tacere, invece di parlare male della società che miracolosamente gli ha regalato una seconda vita da calciatore.

Autore

SampGeneration

Il blog della Sampdoria

2 commenti

  1. LUCA DAL BRASILE -

    Parlare male del Club che ti ha salvato dall’anonimato é grave e stupido, ma anche trattare come la peste un ragazzo che ha sempre dato il massimo (che sia poco o tanto non importa) e che, comunque, per 6 mesi ha fatto reparto da solo tenendo la squadra attaccata alle prime posizioni di classifica.. questo é stato pessimo, umanamente, finanziariamente e come stile.

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