SAMP DOMINIO STERILE, PALERMO CINICO: I NUMERI PARLANO CHIARO

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18 tiri totali a 4, 13 occasioni da gol a una (!), 26 azioni manovrate dalla Sampdoria contro le 14 del Palermo. Risultato finale? 1-1. Nel calcio, come nella vita, i numeri non mentono mai. E a volte, come successo ieri, aumentano le recriminazioni per una vittoria che sarebbe stata meritata.

Ma andiamo con ordine. Analizzando le statistiche del match pubblicate sul sito ufficiale della società blucerchiata, saltano subito all’occhio i dati generali sulla partita. Incredibile il confronto tra le occasioni da gol prodotte da Samp e Palermo. I rosanero, che hanno impostato la partita in modo impeccabile cercando di contenere il più possibile le sfuriate avversarie e ripartendo velocemente con Aleesami e Rispoli, hanno avuto sottoporta una percentuale del 100 per cento: un tiro, un gol.

Il contrario dei blucerchiati, abili a mettere sotto pressione Posavec e compagni per tutto l’arco del match ma mancando di quel pizzico di cattiveria necessario a capitalizzare le tante occasioni create: 13, abbiamo detto, a cui aggiungere 10 tiri fuori e i 6 corner contro uno solo del Palermo. Significa che la Sampdoria ha sprecato troppo, mostrando le solite lacune sugli ultimi passaggi e sulle palle inattive (situazioni, queste ultime, che andrebbero sfruttate meglio e magari preparate prima).

Gli ospiti hanno confermato le aspettative della vigilia, che annunciavano una squadra accorta ma coraggiosa nel proporre gioco palla a terra anche nelle situazioni più difficili. Lo attesta il dato sul possesso palla, che attesta un sostanziale equilibrio tra Sampdoria e Palermo (53 a 47 per cento). Un “fifty-fifty” smentito dalle voce relativa alle azioni nate da situazioni di pressing, che hanno visto prevalere nettamente i blucerchiati, incapaci però di approfittare delle conseguenti ripartenze.

Colpa dei troppi palloni persi: ben 28 in tutta la partita, di cui 10 (addirittura il 35 per cento!) dal solo Alvarez, mai decisivo né al tiro (due conclusioni terminate fuori) né sull’ultimo passaggio. A compensare i troppi errori di Ricky “Maravilla” (?) ci ha pensato il buon Barreto, al primo posto ieri tra i blucerchiati nella voce legata alle palle recuperate (6), seguito a quota 5 dall’ottimo Regini.

La Sampdoria ha segnato appena un gol e per giunta a tempo scaduto: un dato sorprendente se si osserva la rappresentazione grafica che illustra la posizione media tenuta in campo dai 22 giocatori. A parte il centravanti Nestorovski, il Palermo si è schierato stabilmente nella propria metà campo (Diamanti compreso), mentre la Samp ha occupato quella avversaria con 5 dei suoi 11 uomini. Cosa significa? Semplice: la Sampdoria costruisce tanto, crea qualcosa ma capitalizza pochissimo.

A evitare la quinta sconfitta consecutiva ci ha pensato il portoghese Bruno Fernandes, a cui è bastata mezz’ora di gioco per imprimere il proprio marchio sulla partita. Per il numero 10 blucerchiato parlano i numeri: una rete, 3 occasioni da gol per un totale di 5 tiri (di cui 2 in porta), 2 cross, un assist e 4 azioni complessive in attacco: più di quanto abbia fatto Alvarez in 60 minuti.

Cifre che parlano per lui. E che dovrebbero suggerire al buon Giampaolo, per la delicatissima sfida di Pescara in programma a metà ottobre (ora c’è la sosta), di affidargli una maglia da titolare.

ROBERTO BORDI

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Roberto Bordi

Redazione

5 commenti

  1. LUCA DAL BRASILE -

    Voi vedete bruno Fernandez più al posto di Alvarez dietro alle punte, oppure al posto di Linetty o Barreto (considerando inamovibile il guerriero Torreira)?

    Se la risposta fosse “all posto di Alvarez” l’acquisto in blocco di Djuricic, Praet, e Fernandes sarebbe a questo punto tragicomico, oltre che assurdo come veniamo dicendo da mesi.

    Grazie

    • Roberto Bordi -

      Nell’Udinese Bruno Fernandes ha giocato un po’ in tutte le posizioni del centrocampo. È un giocatore duttile tatticamente, efficace sia sulla trequarti che in mezzo al campo. Nella Sampdoria potrebbe giocare in almeno tre posizioni: mezzala o trequartista nel 4-3-1-2 e largo sulla trequarti nel 4-2-3-1 come ha fatto nell’ultima mezz’ora contro il Palermo. Secondo me Giampaolo deve trovare una soluzione per impiegare contemporaneamente lui e Praet. Non sono due calciatori ultraoffensivi e hanno dimostrato di saper dire la loro in fase di non possesso, soprattutto il belga (pensiamo all’esordio con l’Atalanta). A mio modo di vedere le alternative per vederli insieme in campo sono due: o il 4-3-1-2 con Fernandes mezzala sinistra (al posto di Linetty) e Praet trequartista (con la possibilità che si invertano a partita in corso per togliere punti di riferimento agli avversari), oppure il 4-2-3-1 che contro il Palermo si è rivelato essere una veste tattica ideale per i nostri trequartisti.

  2. Messi da parte i numeri, la sensazione è anche che Gianpaolo faccia giocare le sue squadre sempre allo stesso modo, ed ora tutte le nostre avversarie sanno già come affrontarci e metterci in difficoltà.

    I cambi di campo “destra-sinistra” ci distruggono, anche fisicamente.
    Al di là dei nomi di chi scende in campo (mo’ tutti a prendersela con Alvarez, come se fosse colpa sua se prendiamo sempre gol e se non ne facciamo 4 a partita) Gianpaolo dovrebbe pensare a qualche alternativa al suo fidato rombo in mezzo al campo perché comincia ad essere prevedibile (dai tempi dell’Empoli).

    Con un 3 – 5 – 2 potremmo sfruttare molto meglio il potenziale di Dodò e di Sala, ad esempio… solo un esempio.

  3. Parlerei anche del fatto che molti movimenti in attacco mi sembrano sbagliati. Giocando con il trequartista e due punte poco fisicate, logicamente il trequartista dovrebbe salire e andare a prendersi la porzione antistante all’area piccola, prendendosi i palloni serviti da Muriel e Quagliarella. Quante volte abbiamo visto gli attaccanti in una zona defilata dell’area avversaria, senza alcun giocatore al centro che prendesse il pallone? Spesso dovevano scaricare su mezz’ali e terzini, quindi l’azione e il possesso non si concretizzavano o si perdevano. Le pecche in attacco, quando costruisci tanto, sono secondo me quelle più urgenti. Puoi prendere un gol, ma devi segnarne almeno tre per la mole di gioco costruita.

  4. Sono d’accordo, la sensazione è che si attacchi sempre con pochi uomini, domenica ho notato che quando si provava a sfondare sugli esterni nell’area rosanero c’era uno dei nostri ( non di più!) contro 3 avversari minimo, come si fa a essere incisivi così?
    Non sono un tecnico ma l’avevo già scritto nella rubrica di Carlo, vista la pletora di trequartisti che i nostri formidabili uomini mercato sono riusciti a costruire io proverei il 4-2-3-1 con Barreto e Torreira a fare i cagnacci a protezione della difesa con Praet e Bruno Fernandes ( più un terzo da stabilire ) dietro a Muriel unica punta…magari è impraticabile e improponibile, magari invece qualcosa di buono esce fuori, certo che continuare così non sembra al momento la mossa più sensata da farsi…

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