SAMP-CHIEVO, LE CHIAVI DELLA PARTITA: LE MOTIVAZIONI CONTANO, MA…

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Domani a Marassi la squadra di Giampaolo si gioca una bella fetta di decimo posto. Necessario vincere – e se possibile convincere – per dimenticare il 7-3 con la Lazio e staccare l’Udinese, piombata a meno due punti dai blucerchiati e in corsa per centrare la parte sinistra della classifica.

Che partita sarà? Partiamo dalle motivazioni, che potrebbero fungere da discriminante numero uno. Il Chievo, dopo un filotto di 5 sconfitte consecutive, nelle ultime due partite ha “salvato l’onore” collezionando una vittoria e un pareggio che hanno risollevato il morale della truppa di Maran. Ora ci sarebbe un decimo posto da conquistare ma il calendario non sorride ai clivensi, attesi da due trasferte complicate (Samp e Atalanta) inframezzate dal match interno contro la Roma.

A differenza del Chievo, la Sampdoria vuole vincere a tutti i costi. In ballo non ci sono soltanto i 3,5 milioni di euro assegnati alla squadra che si piazza decima in classifica. La squadra di Giampaolo sa di avere un piccolo debito con i propri tifosi: a parte la disfatta di domenica scorsa, non battere il Chievo vorrebbe dire bissare la serie di sei partite di fila senza vittorie, come già successo nel girone di andata tra la terza e l’ottava giornata, prima del successo di misura nel derby.

Un altro dato che fa riflettere sul calo di prestazioni della Samp sono i gol subiti, addirittura 15 nelle ultime 5 partite (17 nelle ultime 7). I blucerchiati non mantengono la porta inviolata dalla vittoria di misura contro il Genoa. Non subire gol nella sfida di domani sarebbe il modo giusto per invertire la tendenza, aumentando la fiducia di un reparto difensivo che nelle ultime settimane, complice un rendimento ben al di sotto delle aspettative, ha fatto acqua da tutte le parti.

Chiudiamo il capitolo sulle statistiche e apriamo quello tecnico-tattico. Che partita sarà quella di domani? Il Chievo dovrà fare a meno dello squalificato Birsa: una brutta notizia per i gialloblu perché lo sloveno, pur giocando trequartista nel 4-3-1-2 di Maran, agisce come una sorta di regista aggiunto. I clivensi sono una squadra che ama verticalizzare il gioco, con Birsa abile a svariare su tutto il fronte offensivo come catalizzatore di palloni da smistare sulle fasce o per gli attaccanti.

Al posto dello sloveno ci sarà, con il suo stravagante numero 1 sulla maglia, l’olandese De Guzman. Un giocatore tecnicamente discreto ma più muscolare dello sloveno e per questo, almeno sulla carta, più facile da controllare. Torreira e compagni dovranno essere bravi a limitarne e se possibile anticiparne i movimenti per recuperare subito palla e lanciare in velocità gli attaccanti.

Un’altra chiave di lettura della partita è rappresentata dalla difesa del Chievo. Cacciatore, Cesar, Gamberini e Gobbi formano un quartetto difensivo con una media di quasi 35 anni a testa. Mister Maran lo sa bene e infatti il Chievo gioca con la difesa bassa e un centrocampo che in fase di non possesso ripiega verso l’area di rigore chiudendosi a riccio. La Sampdoria ci ha abituato a faticare tantissimo contro avversari di questo tipo: per vincere ci vorrà mica un’invenzione individuale?

Un’ultima, piccola annotazione sulla fascia mediana del campo. Si sfideranno tre uomini da una parte e tre uomini dall’altra, tutti con buone doti tecniche ma soprattutto muscolari. Ci saranno alcuni duelli interessanti, in particolare quello sulla nostra mezzala sinistra. In questa porzione di campo si affronteranno da un lato Castro e dall’altro uno tra Linetty e Praet. Un ballottaggio che Giampaolo dovrà sciogliere puntando sull’uomo più adatto per contrastare il mediano argentino.

ROBERTO BORDI

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Roberto Bordi

Redazione

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