SALIOU LASSISSI, IL MIKE TYSON DEI CAMPI DI CALCIO

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Pensavo fosse buono, invece era un calesse
Puntata numero 5

SALIOU LASSISSI
(Abidjan, 15 agosto 1978)

Ruolo: Folle
Transito Blucerchiato: 1998 – 99
Presenze: 19
Fischiometro: 132 decibel pari allo schiocco della sua testa contro una fronte nemica.

 

Saliou Lassissi, bisogna chiarirlo, compare in questa rubrica non perché fosse un brocco ma per via di un cervello all’interno del quale il buon dio aveva sicuramente esagerato con la parte rettile.

Un robusto ragazzone grande come una cella frigorifera non è sicuramente il massimo dell’affidabilità quando viene guidato da un carattere talmente scontroso al cui confronto Mike Tyson sembra lo svolazzante Roberto Bolle.

Arrivò alla Samp nell’ottobre del ’98, in prestito dal Parma (squadra che probabilmente lo rifilò a noi dopo solo quattro giornate come palliativo ad un Trattamento Sanitario Obbligatorio) e sin da subito sembrò essere anche migliore del campione al quale spesso veniva accostato, Taribo West.

mannmorenoAnche nel gioco del pallone, però, affiorò ben presto la sua irruenza: non si possono infatti dimenticare le sue inutili sgroppate palla al piede partendo dalla difesa, iniziative che puntualmente finivano lanciando un micidiale contropiede avversario contro l’ormai ottuagenario Moreno Mannini, lasciato solo dal proprio compagno di reparto.

Per quella squadra, infatti, un pazzoide così era un lusso e nessuno durante quell’annata drammatica poteva anche minimamente pensare di far comparire nuovamente la trebisonda negli occhi di Saliou.

Ci pensò lui a farsi da parte quando durante Sampdoria – Salernitana si beccò tre giornate di squalifica per avere risposto ad un fallo di Tedesco con un tentativo di strangolamento operato nei confronti di Gattuso, una spallata all’arbitro Bedin (il quale ancora oggi respira grazie ad un polmone d’acciaio) ed una gragnuola di sberle al malcapitato Palmieri, colpevole di aver tentato di condurlo fuori dal campo.

zamoranoQuella domenica la sua carriera alla Samp poteva ormai dirsi conclusa, anche se riuscì a ripetersi nel girone di ritorno durante la sfida con l’Inter. Qui tentò, senza apparentemente motivo, di accorciare con una scivolata l’altezza di Roberto Baggio di una ventina di centimetri. Quando i compagni del divin codino accorsero per vendicare l’orrendo gesto, a Saliou non parve vero di trovarsi in una vera rissa tutti-contro-uno. Finì con un pareggio grazie allo sganassone di Zamorano che controbilanciava la perdita momentanea di conoscenza da parte di Ventola. Lassissi prese anche questa volta il bonus dall’arbitro, che lo lasciò a casa per altre tre giornate.

Dopo Genova, la storia del nostro eroe diventa leggenda. A Firenze picchia tutti, rompe un labbro ad un suo compagno di squadra, usa Malesani come un tamburo da gradinata, centra un cassonetto della spazzatura con la sua macchina ed infine aggredisce con furia leonina una vigilessa che aveva avuto l’ardire di fermarlo.

A Roma, dopo che gli hanno fratturato tibia e perone nell’amichevole di presentazione, WitchDoctorfugge dalla clinica dove è ricoverato per farsi curare da uno stregone, finendo con l’essere messo da parte per i successivi tre anni dalla società e per dire addio a quel barlume di carriera che poteva ancora intraprendere.

Oggi gioca nell’entusiasmante campionato di quarta divisione polacca, nella squadra di una minuscola cittadina a quaranta chilometri da Lodz. Secondo testimonianze accertate, si troverebbe lì su consiglio del suo amico stregone il quale lo avrebbe consigliato ai polacchi del luogo come boscaiolo. Infatti, da quando Saliou abbatte querce a mani nude è diventato un angelo di ragazzo e, finalmente, gioca a pallone come ha sempre saputo.

 

Autore

SampGeneration

Il blog della Sampdoria

3 commenti

  1. Enrico Mantovani lo ha ricordato come il più pazzo. Appena arrivato non accettava di ascoltare nemmeno il più piccolo consiglio da parte dei compagnia di squadra. La cosa lo irritava di per se. Si sentiva ai massimi livelli, ed era su questo punto serio e convinto, pur nella sua follia.

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