PRESCRIZIONE MOGGIOPOLI, ENNESIMA PAGLIACCIATA ALL’ITALIANA

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All’una di notte, e dopo avere dato inizio alla Camera di Consiglio alle sette di ieri sera, la Corte di Cassazione ha messo la parola fine al processo su “Calciopoli“, annullando la condanna precedentemente inflitta in secondo grado a Luciano Moggi (due anni e quattro mesi).

Prescrizione. Tabula rasa. Come se nulla fosse accaduto.

Prescrizione per Luciano Moggi per associazione a delinquere ed assoluzione per due frodi. E l’elenco di “illustri” assoluzioni continua, stesso destino per i tre arbitri: Bertini, Mazzei e Dattilo. La sola condanna resta quella di De Santis, dichiaratosi “deluso”. Giraudo? Prescrizione. L’ex arbitro Pairetto? Annullamento senza rinvio. Mazzini (ex vicepresidente FIGC)? Prescrizione.

Luciano Moggi, lo stesso che in una intercettazione sosteneva soddisfatto con Giraudo, relativamente alle designazioni arbitrali, che: “Con Gigi (Pairetto n.d.r.) è una cannonata“.

Luciano Moggi che, il 6 novembre 2004, dopo la débacle della sua Juve in casa della Reggina (risultato: 2-1), ha affettuosamente chiuso a chiave Paparesta negli spogliatoi che neanche la matrigna con Cenerentola nella soffitta, lo stesso Paparesta di cui poi disse “gli faccio levà la patente“. Luciano Moggi arbiter delle punizioni da infliggere a Collina e Rosetti, che compie i casting per le nomine dei guardialinee (Ivaldi e Pisacreta non sarebbero stati di suo gradimento), che interloquisce con l’allora ministro Pisanu per la salvezza di una squadra di C1 (la Torres Sassari): “una cosa importante, anche in vista delle elezioni“.

Diceva Moggi che, per essere ammonito da De Santis, un giocatore “avrebbe dovuto dare una coltellata“, serve molto di più in Italia, evidentemente, perchè in tempi ragionevoli e con esiti dettati dal buonsenso, si possa arrivare a verità stabilite processualmente, e non a comodi colpi di spugna ciecamente assolutori.
Il gioco del calcio, però, non ammette prescrizioni ed i tifosi, quelli veri, hanno un’ottima memoria.

Autore

SampGeneration

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2 commenti

  1. Se la dicotomia tra Bene e Male fosse netta, e quindi il Bene fosse appannaggio di chi governa e determina l’andamento di una società ,le cose andrebbero sicuramente meglio. Ma esiste la nefasta contaminazione e allora il Male prevale (quasi)sempre. Voglio dire che tanto nei fatti della società civile e politica, quanto nei risvolti della giustizia sportiva, in tutti i casi in cui esiste giudizio basterebbe una legge netta e chiara: LA PRESCRIZIONE E’ ABOLITA! E’ così difficile? E di seguito : per chi compie reati, specie nel campo del patrimonio e dell’evasione fiscale, poichè delinque contro tutti i cittadini, specie quelli più indigenti, oltre alla galera dovrebbe essere prevista la confisca di tutti i beni (compresi gli eredi…) e soprattutto la PERDITA DELLA PRIVACY. E la gogna in quanto criminali….. E’ così difficile? Scusate per la deriva ed il pistolotto ma, come direbbe Ferrero, “quando ce vò ce vò”

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