PAULO SILAS, LA CORNACCHIA DEL CENTROCAMPO

8

Pensavo fosse buono, invece era un calesse.
Puntata Numero 8
PAULO SILAS DO PRADO PEREIRA
(Campinas, 27 Agosto 1965)

Ruolo: Cornacchia di centrocampo
Transito Blucerchiato: 1991-92
Presenze: 35
Fischiometro: 8 decibel pari al rumore delle toccatine portafortuna operate dai suoi compagni

Paulo Silas apparve a Genova come un centrocampista corroso da una atipica saudade, dovuta alla mancata consacrazione con la maglia verdeoro della Selecao. La sua indole da fenomenale iettatore venne alla luce, purtroppo, solo in un secondo tempo.

silasNonostante la sua esperienza in Italia contasse solo una retrocessione con il Cesena, squadra in cui giocò tutta la stagione alle spalle di incredibili calciatori quali Ciocci ed Amarildo, nella stagione 1991-92 fu scelto dalla Samp come principale rinforzo di una squadra già stellare.

Alle prime apparizioni con la nostra beneamata casacca non colpì particolarmente la fantasia dei tifosi, soprattutto per via di quel volto antico che non sembrava promettere alcuna vittoria nel domani.

Il lato oscuro del suo personaggio, però, venne a galla intorno alla decima di campionato: Boskov, attanagliato dai dubbi circa la reale consistenza di quel talentuoso ma lento brasiliano provò ad alternagli altri centrocampisti… E proprio allora il vecchio stregone di Novi Sad si accorse di una sinistra coincidenza: senza di lui la Samp non perdeva praticamente mai.

Si riuscì dunque a risalire la china in campionato, anche se tutta l’attenzione all’epoca era ovviamente posta sulla Coppa Campioni.

Nella competizione continentale il corvo carioca non giocò quasi mai e dunque riuscimmo ad approdare alla storica finale di Wembley.

PietroPer quell’occasione Silas, ormai additato da tutto lo spogliatoio come porta sfiga patentato, venne cosparso di sale ed avvolto in pesantissime trecce d’aglio pugliese mentre ogni suo orizifio venne sigillato dallo spietato Pietro Vierchowod in persona, tramite l’introduzione di solidi amuleti scaccia malocchio.

Purtroppo al centododicesimo minuto dell’incontro il brasiliano riuscì a liberare la bocca in cerca d’aria e tutti, a quel punto, scoprimmo la portata del suo potere.

Per gli amanti delle statistiche, concluse la sua esperienza con tre misere reti all’attivo ma con ben settantacinque casi accertati di sfiga imposta a terzi.

Oggi si diletta ad allenare nella sua terra natia, ma la sua principale occupazione è girare il mondo: squadre di calcio, partiti politici, multinazionali e stati sovrani si contendono le sue arti magiche per prevalere sugli avversari del momento.

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Autore

SampGeneration

Il blog della Sampdoria

8 commenti

  1. mi avete toccato silas!!!!un giocatore che oggi giocherebbe nel barcellona stellare…ricordo la sua cassa di vino vinta a cagliari come primo goal del campionato…

  2. Secondo me, aldilà della fama di portasfiga, era un buon giocatore ma forse nel calcio di oggi tutto fisico, velocità e poca tecnica avrebbe faticato parecchio!

  3. Avercene di Silas oggi……
    Mi ricordo un gol in Ascoli-Samp 0-1 , anche se la ragione per cui e’ famoso e credo lo prendemmo fu un gol da 40 metri di esterno destro in controbalzo quando era a Cesena l’anno prima
    In ogni caso con Silas (e pure con Buso ,Dario Bonetti e Alessandro Orlando) andammo in finale di Coppa Campioni, altro che balle…….

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