PARODI: “SAMP-INTER, SCAMBI PROBABILI. SPERIAMO IL MENO POSSIBILE”

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Una grande Sampdoria sotto i riflettori mediatici e la crescita continua dei giocatori, orchestrati sapientemente da Magister Giampaolo, comportano l’inevitabile interesse dei cosiddetti top club nei confronti dei nostri gioielli. E’ la doppia faccia della medaglia: arrivano i punti ma si sentono anche le sirene delle grandi squadre in formato avvoltoio, che puntano i giovani campioni in erba blucerchiati.
E Ferrero gongola.

Della crescita dei nostri talenti, e dell’eccellente momento in campionato dei blucerchiati, ha parlato il sempre puntuale Renzo Parodi nel suo editoriale su Repubblica:

“Dopo la partita col Bologna – commenta Parodi – “Giampaolo se n’è uscito con una battuta non casuale. “Schick non lo farò più giocare, altrimenti me lo vendono e io lo voglio con me anche l’anno prossimo”. Come Arlecchino che scherzando diceva la verità, il tecnico ha messo il dito nella piaga. L’Inter si è già mossa chiedendo notizie del quartetto Torreira-Schick-Skriniar-Muriel. Ausilio e Romei sono grandi amici e i rapporti fra Sampdoria e Inter, strettissimi, ruotano attorno ad affari già conclusi: Bonazzoli, Dodo, Ranocchia transitati in blucerchiato, Eder passato in nerazzurro. Ballano parecchi quattrini (4,5 milioni di euro ciascuno per Bonazzoli e Dodo), una dozzina per l’italo-brasiliano. E’ quindi realistico immaginare/temere che qualche affare si farà sull’asse Genova-Milano. Mi auguro che si rinunci al massimo ad un paio di quadri della pinacoteca blucerchiata. Non di più e comunque non Schick che deve maturare e fra un anno varrà molto di più. Altrimenti si smonterà il giocattolo e non esiste garanzia di azzeccare quasi tutti i nuovi come l’estate scorsa”.

Questo invece il pensiero del giornalista sull’ultima e inattesa duttilità di Giampaolo, che ha portato ottimi frutti e altri tre punti per la classifica doriana:

“La terza vittoria di fila della Sampdoria, sofferta e controversa, dunque la più preziosa – scrive Parodi – “è giunta in capo ad un match condotto valorosamente in salita, dopo la “bomba” vincente di Dzemaili. Un capolavoro e una beffa. La partita infatti l’aveva fatta la Sampdoria, riversandosi ad ondate contro la doppia montagna bolognese allestita da Donadoni. Mai vista la squadra impegnare così assiduamente le corsie esterne, peraltro concludendo gli affondo con cross alti destinati alle torri difensive rossoblù. La mancanza di un ariete d’area di rigore la condanna a manovrare a palla bassa, con uno-due e triangoli secchi che la mancanza di spazi mortifica e rende spesso sterili. Il rigore, certo. Un abbaglio dell’arbitro di porta, Marinelli, che ha indotto in errore l’arbitro Fabbri. Stessa svista di Fabbri, ma a favore del Bologna in un recente match al Dall’Ara. Due errori non si annullano, si sommano. In termini di giustizia equitativa invece la topica rimette i conti in pari. È tempo di tornare alla vecchia regola, la volontarietà come discriminante unica: pallone verso il braccio, tutto ok. Braccio verso il pallone, calcio di rigore. Il presidente Fifa, Infantino metta in moto i sonnolenti parrucconi dell’Ifab. E molti pasticci cesseranno.

Do atto con piacere a Giampaolo – continua l’ottimo Parodi – di aver avuto il fegato di mandare all’aria gli equilibri tattici a lui cari, mandando in campo nella ripresa Dodo e Djuricic per Regini e Linetty. E dopo 14′ anche l’apriscatole Schick per l’appannato Fernandes. Precisamente questo atteggiamento pragmatico mi auguravo, invitandolo ad escogitare un espediente, una variazione sul tema, e rinunciare agli schematismi tattici. Le tre vittorie su Roma, Milan e Bologna sono figlie anzitutto della crescita complessiva dei calciatori, di una maturità piena che si traduce in carattere e forza d’animo, nonché di meccanismi di gioco ormai collaudati.

C’è ancora da lavorare, soprattutto negli ultimi 20-25 metri, zona in cui il gran lavoro di preparazione non trova facilmente gli sbocchi necessari a tradursi in gol”.

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SampGeneration

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3 commenti

  1. Non c è speranza Dovremo rassegnarci a emulare L Empoli nemmeno L Udinese finché non arriverà L annata dei bidoni come sostituti dei campioni venduti Ed allora serie B
    È finita L epoca dei Mantovani Se non spunta qualche arabo non si riuscirà neppure a entusiasmarci per qualche buona annata sapendo
    Che presidente top club e procuratori smonterano tutto La cosa migliore ormai è chiudere il libro e pensare ad altro

  2. Belin che caustico!. Ricordo che la Juventus ha ceduto Pogba, il Napoli Higuain etc etc. L’unico cosa che auspico è non fare affari con l’Inter. Semmaio vendiamo i nostri all’estero

  3. A certe cifre (90 milioni di euro – Pogba e Higuain) si può vendere chiunque. Anche Messi a……200 milioni! Il fatto è che al nostro livello non si potrà mai realizzare niente di buono. E quando ti capita, come adesso, di avere giocatori sui quali costruire nel tempo una squadra vincente, ti devi purtroppo rassegnare. E il gioco, per il tifoso, diventa frustrante. Comprendo l’amarezza di M. Ma, come si dice, o così o Pomì……… Ad esempio, uno come Schick, se continua su questa falsariga, a fine campionato varrà più di 50 milioni….E poi chi lo tiene? Se fosse come ai vecchi tempi di Mantovani (irripetibili anche perchè nel frattempo il mondo è cambiato in tutti i sensi) con questa ossatura si potrebbe in due o tre anni impostare una squadra per lo scudetto. Oppure ci vorrebbe uno sceicco, o qualcosa del genere.Va bene, lasciamo perdere…………..

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