PALOMBO E IL DITO MEDIO

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Quando Palombo ha sbagliato l’ennesimo lancio, sabato scorso, i Distinti si sono scatenati in una reazione istintiva e animalesca, concentrando contro il povero vecchio Angelo tutte le ire per un primo tempo vergognoso. Allora Palombo, capitano di mille battaglie, ha compiuto un gesto insolito, a suo modo offensivo, ma più che altro dovuto alla vecchiaia incombente: un vero colpo di demenza senile. Ha mostrato il dito medio in una maniera innovativa, portandoselo alla bocca per zittire i Distinti.

Palombo stava naufragando insieme a tutta la squadra, ma contro di lui si sono abbattuti dei fischi personalizzati. Con l’Atalanta, Angelo ha sbagliato moltissimo… Si è accanito con i suoi lanci, le sue sventagliate alla Pirlo sciancato, che finivano inevitabilmente in tribuna.

La solita amara situazione. Anche il pubblico è da capire, ormai snervato da decenni di lanci da oratorio del nostro vecchio capitano piangente. Un pianto collettivo: pianse Palombo, il giorno della retrocessione e piangiamo noi tutte le volte che lo guardiamo caricare il lancio bavoso che, si sa già, finirà fuori campo.

Che colpa può avere Palombo? Intanto l’età avanza: siamo arrivati a 32 primavere. Ma oltre alla vecchiaia c’è anche il fatto che Angelo è sempre stato un po’ sopravvalutato. Ciò che ha contraddistinto la sua carriera è sempre stata, infatti, un’astuzia volpina. Palombo giocava ordinatamente, facendo cose egregie a centrocampo, quando aveva a fianco il saggio tartarugone Sergio Volpi.

Prendeva palla e subito la cedeva al compagno Volpi, ben più preciso nel far ripartire l’azione. Faceva ancora meglio, negli anni assai felici di Cassano, quando poteva lanciare a raffica le sue sbananate imprecise, e il numero 99 riusciva sempre e comunque a mettere palla a terra (ricordiamo che Cassano faceva sembrare un campione anche quel relitto di Mannini).

Con la Sampdoria ridimensionata, anche Palombo ha vissuto una crisi irrimediabile. Mai più si è ripreso, mai più è pervenuto. L’Inter, ad un certo punto, è impazzita e l’ha addirittura voluto in squadra. Cosa ci stava a fare Palombo all’Inter? E infatti dopo una stagione pessima è stato rispedito al mittente. Poi, col ritorno alla Samp, è arrivata l’emarginazione. Per dissapori con qualche dirigente, viene abbandonato in cella di isolamento per mesi, manco fosse un portatore di peste. Allenamenti in solitaria… ma insomma… E così che si tratta un povero vegliardo sul viale del tramonto?

Con Delio Rossi, lo scorso anno, è stato finalmente reintegrato per risollevare una squadra allo sbando. E tutti siamo affezionati a Palombo: per i tanti anni passati in blucerchiato, per il pianto sotto la Sud dopo la misera retrocessione, per l’attaccamento al limite del patologico ai nostri colori, che lo hanno fatto restare anche quando veniva trattato come un cane pulcioso, emarginato all’angolo di Bogliasco.

I fischi di sabato verso di lui sono stati troppo ingenerosi.. E il suo dito medio in bocca un colpo anche simpatico di senilità. Perdoniamolo subito. Piuttosto, per fare un discorso costruttivo, è molto interessante l’idea del nostro tecnico Gino Sarpero che invita il mister a piazzare Palombo davanti alla difesa. Lì davvero, il caro vegliardo, potra fare ancora qualcosa di utile. Ed evitarsi i fischi che gli piovono sulla testa canuta, anche perché, povero vecchio, quasi sempre si sacrifica in ruoli in cui non può più giocare.

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SampGeneration

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4 commenti

  1. I fischi sono quasi sempre sbagliati (io poi, non so nemmeno fischiare). Li capisco solo quando vedo i giocatori fregarsene e non correre. E non è il caso della nostra squadraccia che, con tutti i suoi immensi limiti, ha però il pregio di dimostrare impegno e attaccamento.
    La premessa per dire che domenica hanno sbagliato sia i distinti (e non solo, va detto) che Palombo. Angelo dovrebbe avere quel minimo di coscienza critica per capire che ormai è un ex centrocampista. Sono in totale disaccordo con Gino, Palombo non può più giocare a centrocampo.

  2. Palombo e’ sempre stato il portaborse di Volpi: il suo ruolo era rubare la palla (cosa che gli riusciva bene, quando era giovane) e fare il passaggino di un metro a Sergio, che poi ci pensava lui. Poi e’ arrivato Mazzarri ed e’ cambiato tutto: solo per qualche lancio in avanti alla cazzo di cane ma che Cassano stoppava comunque, questo si e’ messo in testa di essere Pirlo. Massimo rispetto per Angelo uomo, ma e’ DANNOSO per il nostro gioco: sa fare solo due cose, lancio lungo alla bella e spera ( e domenica almeno 5 sono finiti in fallo laterale) e quell’odioso gioco della trottola dove prende palle, si avvita su se stesso e cerca il fallo, cosi’ facendo spezzetta il gioco ed impedisce all’azione di ripartire. E ‘ almeno 3 anni (da quando non c’e’ piu’ Cassano) che gioca cosi’, credevo lo avessero capito tutti ma Rossi evidentemente ancora no.
    Da tenere assolutamente in panca e mettere in casi di estrema emergenza in difesa, a centrocampo mai piu! Al massimo che contribuisca col suo amico Castellii a “fare spogliatoio” suonando la chitarra, raccontando barzellette o portando del buon “pescado”.
    Scherzo Angelo, ti apprezzo ma hai fatto il tuo tempo!

  3. Mi sembra che siamo tutti un po troppo ingenerosi con Angelo. Secondo me al fianco di un regista vero (cosa che non abbiamo in questo momento almeno finché non si sveglia Kristicic) potrebbe ancora giocare in mezzo. 32 anni non sono poi tanti, e giocare in ruoli sempre diversi non è facile per nessuno! Sono sicuro che con la sua tenacia e il grandissimo attaccamento alla nostra gloriosa maglia farà cambiare idea a parecchia gente!

  4. D’accordissimo con Trevor parole giuste. Non si può’ andare allo stadio sempre e solo per criticare…. Specialmente nei distinti che ci sarebbe molta gente che dovrebbe starsene a casa anche se pagano il biglietto o l’abbonamento. Hanno sempre criticato, mi ricordo che criticavano anche un certo Roberto Mancini, con questo chiudo.

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