SAMP INTER 0-4: OBIANG FRENULO A MANO TIRATO. MUSTAFI, POCHI CALCI AL BIMBOMINKIA

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DA COSTA 5: Ovviamente improponibile il paragone con il mostruoso Handanovic visto ieri. Si dice comunque che non sia bello ciò che è bello ma che sia bello ciò che piace. A differenza dello sloveno, il nostro caro Angelo si barcamena scivolando più e più volte, spesso dandoci la stessa sensazione di sicurezza che proveremmo stando seduti su di un automobile con Stevie Wonder al volante. La reattività è un optional, e Angelino ce lo ricorda specialmente sul primo goal subito. Nella ripresa rischia grosso, ceffando la respinta su un cross di Palacio al 9′ (porta salvata con un poderoso colpo di glande di Lollo). Poche le responsabilità sulle altre tre reti subite, ma, come al solito, non è un portiere da miracoli. MEGLIO UN UOVO OGGI , O LA GALLINA DOMANI? DILEMMA ATAVICO.

DE SILVESTRI 5: Ci si aspettava da lui una prestazione di sostanza, sulla scia delle ultime gare, una prestazione tutta fiato, sudore, sangue e seme, ma oggi la delizia non corre sulla fascia… Gara non esente da macchie, responsabilità anche sulla rete del vecchio centurione ottuagenario Samuel, che lo sovrasta in area anticipandolo sul corner di Hernanes. In precedenza, come detto, aveva salvato la porta con un fenomenale tocco in punta di pene dopo un erroraccio di Da Costa. Per il resto, match affannoso, specie dopo l’espulsione di Eder. SONO LOLLO, TOLGO PALLONI COL GLANDE.

MUSTAFI 5.5: Entra in campo con piglio deciso, sicuramente concentrato. Prima del match arringa la tifoseria esibendosi nella “danza del pellicano”, una sorta di haka de noantri. In difesa risulta il migliore, ma non si capisce perché lasci libero in area il bimbominkia nerazzurro, il giovane figlio di meretrice, in occasione dello svantaggio. Shkodran prova anche qualche buona incursione in avanti, ma poi intuisce che non è giornata per gli svolazzi. Nella ripresa il pellicano si avvita e sprofonda nel marasma generale. SARA’ MIGLIORE, CANTAVA QUALCHE NEOMELODICO ITALIANO… VERRANNO GIORNI PIU’ FULGIDI.

GASTALDELLO 5: Prestazione decisamente altalenante, oscillatoria come l’elettrocardiogramma di un nonno sotto l’effetto di una doppia razione di pasta aglio olio e peperoncino fuego ardiente: nel primo tempo presidia il fortino con Mustafi e si guadagna con sapienza da saggio il rigore che Maxi sbaglierà. Nella ripresa invece è travolto da Palacio: gli sfugge spesso, sgusciante come, non so se avete presente, le donnine che lottano seminude nel fango, in particolare in occasione della quarta rete. Dulcis in fundo, non perde il brutto vizio dell’ammonizione “agratis”, direbbe un mio caro amico, e salterà così la trasferta di Catania. AMNESIE DI UN GUERRIERO.

REGINI 5.5: Guerra di nervi con D’Ambrosio, il sosia maschile di Milly D’Abbraccio; l’interista prevale ai punti, più che altro per il numero lievemente superiore di potenti sgroppate sulla fascia portate a termine. Non sfigura, ma in certi momenti sembra in sofferenza, costretto a difendere più che ad offendere. Ammonizione a capocchia anche per lui. Soffre e spuzzetta flatulenze inodori su quella dannata linea dell’out, segno evidente di una dannata gastrite da stress. STRESSATO E FUORI LUOGO

PALOMBO 6: L’eroe si vede nei momenti difficili. Per certi versi ricorda Russel Crowe ne “Il gladiatore”. In emergenza dopo l’espulsione di Eder, si prodiga spazzando e sparacchiando qua e là tutto quel che c’è da spazzare… E lo fa in maniera razionale ed efficace fino a metà secondo tempo quando, comprensibilmente, esaurisce la benzina. UN GIORNO, ANGELO, CAVALCHEREMO INSIEME SUI VERDI PRATI… MA FINO AD ALLORA CONTINUEREMO A COMBATTERE E SUDARE PER QUESTA DIVISA, CON IL CUORE IN ALTO.

(LOMBARDO S.V.: Meritato esordio per Lombardo. C’è chi è figlio di puttana e chi è figlio d’arte. Reduce dai fasti della Primavera, gioca una decina di minuti. Passerella contraddistinta da scroscianti applausi. PROMETTENTE, COMMOVENTE, CAVALCANTE).

OBIANG 5: Non pervenuto. Sinisa dimostra di avere ancora fiducia in lui, riproponendolo titolare. Per tutta risposta, Pedro fa il timidone: tocca pochi palloni, raramente entra nel vivo dell’azione e, anche nei movimenti senza palla, lascia un po’ a desiderare. Spesso lento e avulso come troppe volte è capitato in questa stagione. FRENULO A MANO TIRATO? OCCHIALI SPORCHI? O PEDRO L’AMOUR è STATO RAPITO DAGLI ALIENI? NEL DUBBIO, IO CHIAMEREI FEDERICA SCIARELLI….

(KRSTICIC 5.5: Un po’ meglio dello spagnolo: lievemente più attivo ma entra quando la gara è ormai segnata e l’Inter ha preso il largo. Anche lui incappa nell’ammonizione. LENTAMENTE MUORE COLUI CHE INDOSSA UN PESO COSI GRAVOSO COME QUELLO DI UN NUMERO ENTRATO NELLA STORIA).

SORIANO 6.5: Miglior blucerchiato in campo. Dinamico al punto giusto, solo un grande Handanovic riesce a negargli la gioia di una rete meritata al 45′. Sembra uscito da un episodio di Holly e Benji… Propone, spinge, fa le catapulte da solo, si inserisce, lasciando i tifosi increduli. Sinisa lo ha completamente trasformato. Giovane arrabbiato, ma con giudizio; peccato solo che i compagni non riescano a supportarlo. GEL POWER.

SANSONE 5.5: Mostra le sue qualità: tanta corsa e precisione nel tiro, innanzitutto. Handanovic compie uno dei tanti miracoli del giorno nel respingere una sua punizione indirizzata all’incrocio. Poi, come al solito, cala vistosamente; prova a concludere più volte, ma non riesce ad inquadrare lo specchio della porta. HA COMUNQUE GLI OCCHI DELLA TIGRE, ANCHE SE CUCCIOLA. DA RIPROPORRE.

(OKAKA 5.5: Prova subito a rendersi pericoloso con una conclusione sul primo palo, ma il portiere nerazzurro respinge prontamente. Resiste e schiappotta come al solito, ma non riesce ad incidere come vorrebbe. PARAFRASANDO I MUSE… SUPERMASSIVE BLACK(ASS)HOLE).

MAXI 5.5: Nonostante le arcinote vicende trapanatorie, storie di letto che a noi non interessano, la sua prestazione non appare negativa, benché sporcata dal rigore calciato malamente e respinto da Handanovic. Lotta senza paura contro la rodata difesa nerazzurra, si ritrova spesso davanti al portiere, anche dopo il rigore, ma lo sloveno respinge tutti i suoi assalti. VAI MAXI, INSEGNA A MAURITO COME SI IMPALANO LE DOMESTICHE FILIPPINE!

EDER 3: Due ammonizioni nei primi 20′. Il brasiliano sembra più teso e nervoso di Maxi; si può discutere sulla presunta simulazione ai danni di Rolando, meno sulla censurabile reazione che porterà alla definitiva espulsione e che lascerà i compagni in estrema difficoltà per i restanti 70′. Toccante il momento in cui chiede una scala ad un raccattapalle, non riuscendo ad arrivare al collo dello stazzuto Handanovic. LA RABBIA DI CHI HA FAME DI GOAL.

NENAD (SINISA) 5.5: Encomiabile la reazione alle avversità iniziali (vantaggio di un bimbo chiamato Minkia, rigore sbagliato da Maxi, espulsione di Eder): lode allo staff tecnico che, una volta di più, ha saputo infondere alla squadra un insospettabile animus pugnandi. La squadra ha resistito il più possibile, per poi calare vistosamente nel finale. Giusto l’esordio in prima squadra di Lombardo. LA VIA E’ GIUSTA, AVANTI TUTTA!

COSTA 10: Senza ombra di dubbio la miglior prestazione del nostro difensore. Dalla panchina fa partire un “do” di petto, un acuto alla Pavarotti: “figlio di puttanaaaa!!”, indirizzato al bimbominkia nazionale. I difensori in campo avrebbero dovuto prendere esempio da lui e scagliarsi con i tacchetti sulle terga dell’idiota nerazzurro. PROFETA INASCOLTATO 

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SampGeneration

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3 commenti

  1. figlio di petagna è anche un pò l’arbitro e samuel dai!!! però veramente troppe poche botte a quel figlio di petagna là…..

  2. Immaginiamo il ritorno mediatico se Soriano avesse fatto quel goal meraviglioso e magari la Samp avesse vinto. L’avremmo sicuramente perso come è stato per Poli.Così invece si spera sia una delle colonne portanti della nuova Samp. Ne abbiamo bisogno.

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