SAMP GENOA 0-3: “NEANCHE UN TIRO IN PORTA! DELIO, PERCHE’?”

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Ecco il commento di Carlo Gino Sarpero, tecnico della Polis Goliardica ’93 e in possesso del patentino Corso UEFA B. In poche parole è più titolato di David Platt.

La partita di ieri è stata un disastro ma ingoiamo il rospo della sconfitta e proviamo ad analizzarla.

Dalla formazione si era intuito subito che il Genoa avrebbe giocato chiuso e compatto per non prenderle e per cercare di portare a casa un comodo 0 a 0. Si presentava con centrali Gamberini Portanova e Manfredini, a destra l’impronunciabile croato, a sinistra Antonini, in mezzo Lodi Matuzalem e Biondini (al posto di Kucka), in attacco Calaiò alle spalle di Gilardino.
Un centrocampo più dinamico di quello blucerchiato e pronto a ripartire in velocità alla ricerca di Gilardino.
Calaiò ha il compito di pressare quando Kristicic e Bjarnasson sono in possesso palla: un sano 5-4-1.

La Sampdoria si schierava con il consueto 3-5-2 anzi, 5-3-2 con Gastaldello Palombo e Costa dietro, Regini a sinistra con Bjarnason al posto di Soriano, Kristicic e Obiang in mezzo  e De Silvestri a destra. Davanti  Eder e Gabbiadini.

PalomboSappiamo che quando  la Sampdoria deve costruire gioco entra in difficoltà, questo perché  non dispone di un centrocampista bravo nel creare superiorità numerica o capace di inventare qualcosa. Dimostra di saperlo anche il Genoa che ne approfitta lasciando il pallino della manovra a noi e aspettando di ripartire in contropiede.

Stupisce da subito il gioco incredibilmente lento, molle, poco dinamico e senza idee e personalità dei blucerchiati.

Nel mezzo assistiamo ad un noioso e prevedibile gioco in verticale che anziché stanare il 5-4-1 dei grifoni porta solo ad un quantitativoObiang Derby enorme di palloni persi e di errori nel passaggio.
Gabbiadini torna spesso a centrocampo a giocare la palla lasciando Eder davanti a lavorare con i tagli nella lenta difesa rossoblu. Ma il centrocampo è macchinoso e impalpabile e non riesce mai a servire in modo rapido e corretto il brasiliano che si trova spesso isolato per la mancanza di Gabbiadini.
A sinistra Regini si trova in palese difficoltà adattato ad un ruolo non suo (speriamo che lo abbia finalmente capito il mezzo tecnico in panchina), Bjarnason è in condizioni disastrose e De Silvestri viene ignorato sulla destra.

Il possesso palla è tutto di marca blucerchiata ma risulta drammaticamente sterile. Il Genoa, da par suo, gioca in contropiede corto e compatto rispettando le posizioni e difendendosi in maniera aggressiva.

Dopo 9 minuti ecco il primo goal: da un rinvio errato del vichingo parte dalla sinistra un cross in mezzo all’area e la difesa in linea si fa sorprendere dall’inserimento di Antonini che segna colpendo al volo. De Silvestri commette un errore gravissimo marcando l’uomo da dietro e Da costa completa la frittata arrivando lento e goffo alla respinta.

La Sampdoria prova a ripartire ma, incredibile ma vero, cerca di sfondare ancora centralmente, un errore tattico macroscopico.
Contro una difesa forte fisicamente, corta e ben piazzata, è quasi impossibile irrompere con il centrocampo e quando si cerca giustamente di agire sugli esterni la lentezza dei laterali vanifica la tattica offensiva, sempre che di tattica si tratti…
Nella ripresa Bijarnason lascia il posto a Soriano, l’ennesimo errore: entra un giocatore bocciato alla vigilia, mentalmente non pronto e forse geneticamente svogliato. Il copione non cambia, la Sampdoria effettua 500 passaggi lenti e prevedibili per vie orizzontali, fuffa-Eder continua a sbattere contro il muro difensivo e Gabbiadini gira al largo dalla porta di Perin. Gargamella-Rossi prova ad invertire le mezz’ale ma il gioco rimane lentissimo e mai pericoloso.

Il secondo goal è propiziato da un’incursione dell’ottimo croato che infierisce su Lodicadavere-Regini, crossa basso in mezzo all’area e Calaiò segna indisturbato.
La terza rete arriva su una punizione dal limite calciata da Lodi che, per un attimo, ci fa rivedere Curci tra i pali: errore di posizionamento di Da Costa che lascia scoperto il suo palo e si fa superare da una punizione a mezza altezza tutto fuorché imparabile.
A 25 minuti dalla fine ultimi cambi con Sansone per Regini e Pozzi per Eder ma ormai è troppo tardi…

Concludendo: NEANCHE UN TIRO IN PORTA CONTRO UNA SQUADRA CHE HA PRESO 7 GOAL IN 2 PARTITE!
Rimango incredulo per la nostra assoluta mancanza di aggressività, abbiamo giocato sottoritmo contro una squadra lenta che ci attendeva nella sua metà campo… la cronaca di un suicidio perfetto.

Delio deve prendere provvedimenti, lui stesso non è esente da colpe. Il gran motivatore, etichetta oramai scaduta, non è riuscito a preparare mentalmente i suoi per un derby?
E’ forse necessario cambiare modulo e gioco visto che non disponiamo di esterni offensivi bravi e neppure di centrocampisti capaci di creare superiorità numerica?
Provare e dare più fiducia ad altri giocatori?
I cambi sono sempre gli stessi e risultano sempre inefficaci: perchè?
Perché non recuperare Maresca a centrocampo, da solo l’equivalente di Obiang e Kristicic che in questo momento si dimostrano calanti ed inesperti?
Perché infine non far giocare Mustafi o Salamon in difesa e spostare Palombo nel suo vecchio ruolo ricoperto egregiamente nel 3-5-2 di Mazzarri?

Sono queste le domande che vorrei porre al mister Delio Rossi.

Autore

SampGeneration

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