“LE GRANDI SPERANZE DEL CALCIOMERCATO, OGGI COME IERI”

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Nuovo appuntamento con le Memorie del grande tifoso blucerchiato Roberto C, che nell’occasione ricorda il suo compagno di sampdorianità Aldo.

Scrive un’altra cosa interessante l’icastico Maurizio Crosetti ( Repubblica, giovedì 28 giugno c.a.) pur se potrebbe intaccare l’animo di qualche purista.
Sarebbe un grave errore considerare l’esclusione del Milan dalle Coppe una storia solo rossonera”. Questo è, come recita il titolo dell’articolo, “uno schiaffo a tutta l’Italia che fa finta di non vedere.” Eh già perché siamo tutti nella stessa barca che, per chi vuol distinguere e capire, fa acqua da tutte le parti. E il mare che tutti i natanti calcistici nostrani stanno attraversando è pieno di insidie, complotti e trappole, in una tempesta che rischia veramente di portare il calcio italiano ad infrangersi sugli scogli di un terribile fallimento.
“..stillicidio di club che muoiono strozzati da bilanci insostenibili, una catena di squadre penalizzate perché in amministrazione qualcuno fa il furbo” e c’è “il castello dei debiti che sale fino al cielo: è una costruzione di carta velina ma che importa, finchè i tifosi ci credono e le tivù pagano non c’è problema”. Ma quanto ancora potrà durare questo insano carosello?
Si può tollerare ulteriormente un sistema nel quale diversi avventurieri si fanno prestare i soldi per rilevare società che poi risultano complessi tristemente acefali e destinati ai garbugli più insostenibili? E non pensiamo “noi” di essere una cosa a parte. Come titolava in uno dei suoi saggi più famosi il monaco-scrittore americano Thomas Merton, “Nessun uomo è un’isola”. E nemmeno una società di calcio, aggiungo io.
Ma veniamo ad argomenti strettamente inerenti alla… generazione Samp. Qualche giorno fa è venuto a mancare il mio caro amico Aldo, uno che era impregnato fino al midollo di linfa blucerchiata. Abbonato da oltre cinquant’anni, fedelissimo della prima ora, fin dai tempi della Samp, quarta, dell’anno 1960/61. Quante trasferte abbiamo fatto insieme in giro per l’Italia! Ricordo un particolare che lo contraddistingueva. Lui diceva che per un tifoso questo era il momento più bello dell’anno, il tempo della campagna acquisti. Specie negli anni d’oro tutte le mattine lo incontravo con il suo Tuttosport aperto sulla pagina del Doria a commentare i vari movimenti, gli acquisti soprattutto. Una volta, come già riportato su queste colonne, siamo andati a Milano per il giorno di chiusura dei trasferimenti, e fino alla mezzanotte siamo rimasti sotto l’hotel Gallia, allora centro unico delle transazioni, per conoscere le ultime notizie. Da giovani si facevano queste stranezze, come quando, appunto, si diceva all’improvviso “Andiamo a bere un caffè in Galleria?” (la meneghina “Vittorio Emanuele”). Bei tempi quelli! Ed era, ed è, ancor più bello, questo momento, quando esistono fattori che possano dare una svolta alle sorti della nostra squadra. E speranze ed illusioni creino quell’alone di fantasia che è la parte migliore dell’essere tifosi.
D’altronde senza sogni che vita sarebbe? Ricordo momenti d’oro per gli acquisti più importanti, Mancini, Vialli, David Platt e soprattutto il colpaccio di Paolo Mantovani, il grandissimo ed immenso Ruud Gullit, il “cervo che esce di foresta” come lo definì Vujadin Boskov. Quel giorno Aldo aveva occhi fiammeggianti di gioia, la felicità emanava da tutto se stesso e la trasferiva su tutti noi quando cominciava a fantasticare sul secondo scudetto che avremmo vinto con quella super squadra (per me la più grande di sempre, n.d.r.). Purtroppo se n’è andato troppo presto e non ha potuto assaporare questo tempo d’estate che, se pur diverso da allora per i più ovvi motivi, sembra possa ingenerare una sorta di nuova via con l’assunzione di Walter Sabatini, il quale non teme, con grande coraggio, di sparare sentenze forti (“torniamo in Europa”) che, necessariamente, sono il sale della nostra vita. E se non si avvereranno, pazienza, abbiamo comunque vissuto l’attimo “infinito” della speranza. Ed è comunque bellissimo perché fa auspicare un futuro di conquiste che magari si riveleranno come pura utopia, ma vuoi mettere il viaggio immaginario nei campi elisi dei pascoli blucerchiati! E allora, caro Aldo, ti terrò informato sui successi prossimi della nostra amata Sampdoria. Ma sarà del tutto inutile, perché lo saprai prima di me.

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SampGeneration

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