MARYAN WISNIEWSKI, LUPIN DELL’AREA E DELL’OSTERIA

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Pensavo fosse buono, invece era un calesse
Puntata Numero 6

MARYAN WISNIEWSKI
(Calonne-Ricouart, 1 Febbraio 1937)

Ruolo: Ala alla Provenzale
Transito Blucerchiato: 1963-64
Presenze: 21
Fischiometro: 78 decibel pari al colpo secco di galoscia che lo rispedì oltralpe

 

Correva l’anno del signore 1963 (che all’epoca da queste parti era il faccendiere ciociaro glaucoGlauco Lolli-Ghetti) e la Sampdoria aveva già da un paio di stagioni imboccato la triste parabola discendente che di li a poco l’avrebbe condotta alla prima retrocessione della sua esistenza ( che avverrà nella profetica data in doppia cifra uguale 1966).

Il simpatico Maryan, francese di chiare origini polacche, rappresentò quello che sulla carta doveva essere l’acquisto di maggior peso, a parziale recupero della cessione di tre pezzi pregiati (Cucchiaroni, Brighenti e Vicini), visto il suo recente passato di autentica colonna portante del Lens e di illustre pedina della nazionale francese.

sampdoria1963In quei tempi in cui i ritiri dorati erano ancora fantascienza, si andava a fare la preparazione nel vicino entroterra ligure, corroborati dall’aria limpida e dalla presenza di generose osterie in cui scorreva il vino buono.

Fra quelle placide colline sbarcò il ventiseienne galletto, inabile a parlare la lingua italiana e da subito preda dei corrispondenti cittadini che gli strapparono la malaugurata frase di presentazione “Vi bastano 13 Reti?”.

I tifosi risposero con grande giubilo a questa dichiarazione visto che in quegli anni ancora si credeva alle notizie riportate dai giornali, salvo poi imbufalirsi quando il rendimento del giocatore si rivelò penoso.

Inutile dire che concluse la stagione con un bottino molto più magro delle sue previsioni (4 marcature) che gli costarono un rimpatrio immediato.

Si favoleggia ancor oggi che l’azzimato giovanotto, $(KGrHqF,!nsE-)YyOpV2BP7EPJcKBg~~60_35adorno di proverbiali baffi da sparviero, rispondesse ad ogni critica, invito o insulto con un sorridente “Bonjour Monsieur” che lasciava spiazzato oltre ogni dire il suo interlocutore.

Di lui mantennero ottimi ricordi molti locandieri genovesi, che a più riprese dovettero rimpinguare le scorte di superalcolici che il prode Maryan saccheggiava con sinistra regolarità.

Oggi, settantaseienne,si dedica alla distillazione clandestina di Wodka in una ridente cittadina del Pas de Calais.

Grazie alla  vendita della sua famosa acqua ardente riesce tranquillamente ad integrare la pensione.

Autore

SampGeneration

Il blog della Sampdoria

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