LODE SPERTICATA A QUAGLIARELLA. E’ LUI L’ULTIMO IMMORTALE

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Quagliarella sempre a segno, Quagliarella capocannoniere del campionato. Quagliarella ad una rete da Batistuta, recordman di marcature consecutive in serie A.
Fabio Quagliarella, a 33 anni dall’uscita di Highlander, è lui l’ultimo immortale.
Se esiste una costante delle partite della Sampdoria, che si giochi bene o si giochi male, che si vinca o che si perda, è che Quagliarella timbra.
E lo fa in tutti i modi possibili, in tutti i modi e in tutti i laghi: di classe, d’astuzia, di istinto, di slancio, di sguercio. Il bomber doriano è implacabile e anche dopo una partita sorniona, come quella di Firenze, ha preso nuovamente la squadra in mano siglando la doppietta per il temporaneo 2-3 al Franchi: se la prima rete è stata realizzata con il solito rigore che non ha lasciato scampo a Lafont, la doppietta è arrivata con una giocata da grande attaccante. Difesa del pallone da maestro e zampata nell’angolino a superare il portiere viola.

I 35 anni di Fabio sono un capolavoro.

Il giocatore ha raggiunto quell’alchimia perfetta fra tecnica ed esperienza data dall’età che solo in rari casi danno come prodotto un giocatore superbo. Ovviamente con diverse caratteristiche era quanto si vedeva, ad esempio, durante gli ultimi anni di carriera di Francesco Totti, che più che giocare a calcio lo insegnava in campo.
Se Totti predicava fra centrocampo e attacco, Quaglia insegna calcio negli ultimi metri e non è fuori luogo pensare che possa farlo in Nazionale (ma è comunque meglio tenerselo stretto per i colori blucerchiati). E in caso di segnatura contro l’Udinese, qualsiasi sia il risultato, merita davvero la standing ovation in piedi di tutto lo stadio.
Quaglia è inoltre un esempio per i giovani compagni che già si sentono arrivati senza aver combinato un beneamato nulla. Come Kownacki, che gioca da agosto con lo scazzo perenne, o come Defrel che è entrato in campo nelle ultime partite con la voglia di vita di uno zombie.
Capitan Quaglia traccia la via e insegna a loro (e a tutti noi) cosa vuol dire essere un campione, cosa significhi lottare per la maglia blucerchiata.
Insomma: finché c’è Quaglia c’è speranza.

Autore

SampGeneration

Il blog della Sampdoria

16 commenti

  1. Grazie immenso fabio e grazie alla nostra intelligenza di tifosi blucerchiati che, a differenza dei granata,ti capiamo perfettamente se segni e non esulti contro la squadra della tua citta’certo per noi non amica

    • Già il primo commento mi eccita 🙂
      Esatto. Lo disse proprio Quagliarella, dopo se non ricordo male il gol al Napoli senza esultare: “… i tifosi sampdoriani che hanno l’intelligenza di capire una emozione”.

      … torinisti scemi, insomma.

      • Che poi questa eterna discussione sull’esultare o il non esultare…MA CHI SE NE FREGA???
        Un giocatore dev’essere professionale e professionista facendo fino in fondo il suo dovere, se poi per motivi personali dopo un suo gol non vuole esultare che importa?
        Personalmente meno di zero…

  2. E grazie anche alla società che l’ha comprato, anche in quell’occasione non mancarono le critiche, vecchietto, bollito ecc.

    • Grazie alla società…
      Bè dai ora non mitizziamo un’operazione che fu fatta in fretta e furia solo per rimpiazzare il partente Eder, che potesse essere la soluzione migliore in quel momento eravamo tutti d’accordo ma che quello sarebbe stato l’inizio questa favola non lo avrebbe potuto immaginare neanche il più ottimista del pianeta, è andata bene e meglio così, l’ennesima dimostrazione di come il calcio sia spesso imprevedibile…

  3. Ora siamo nei guai. Caprari si è rotto il perone, campionato probabilmente finito e Kownachi vuole andare in Germania. Conclusione dobbiamo prendere un altra punta. Non ci voleva.

    • Quagliarella ha lo sguardo intelligente. Da bandiera.

      Dentro di me so che cantare il suo nome (vabbè, cognome) prima di un derby vuol dire far capire l’importanza di una partita a… una persona capace poi di farla capire ai suoi compagni.

      Il numero di gol fatti viene visto da tutti, basta guardare televideo. L’abilità di giocare a pallone da molti, basta cercarsi gli highlits delle partite della Samp, o un paio di partite intere all’anno. Altre cose però le vediamo molto meglio noi che siamo tifosi della squadra in cui gioca, e Quagliarella ci suscita un gran rispetto per ciò che sa fare non solo coi piedi, ma anche per ciò che riteniamo possa fare di buono verso tutta la squadra con la testa: tutti i giorni in allenamento, prima di certe partite, nei momenti difficili.

      • Solodoria, il mio commento era “generico” , non rivolto a te. Ora uso il Var e vado a vedere che cazzo di bottone ho schiacciato… :- /

  4. Ferrero se la e’ presa pure con lettera da amsterdam…quella che personalmente definirei la piu’ bella lettera d’amore di un tifoso alla sua squadra per questo guitto e’una canzone troppo malinconica e che non da’ai giocatori la giusta carica…facendo zapping ho avuto la sfiga di girare su telenord e sentire questa cazzata,di solito rifuggo ogni intervista del viperetta come la peste ma sono stato incauto e lo ho ascoltato due minuti,mi e’bastato

  5. Ma forse e’storia vecchia visto che per il viperetta a quanto sento lettera da amsterdam e’il nostro inno e con l inno se le era presa fin da subito…

  6. Luca (quello che stava in Brasile) -

    Messaggio (amichevole e costruttivo) per Passavopercaso e per gli altri amici che esentano GP da responsabilità per acquisti e cessioni.

    Cito il presidente (intervista di ieri a TV locale, vista per caso nel cuore della notte):

    “Zapata non era nei piani della Sampdoria. Giampaolo ogni tanto lo strozzerei, ma questo fa parte della stima nei confronti di un uomo. Zapata a lui non piaceva, perché ha un suo credo, una sua identità. Giampaolo è quello e ti puoi anche aspettare che Zapata possa partire”.

    Credo che questa questione la si possa archiviare in modo tranquillo (cosa fatta capo ha) ma con la giusta incazzatura.

  7. Parole testuali del viperetta quelle su zapata e non riportate da me perche’ero certo che qualcuno ci avrebbe pensato,magari qualcuno obiettera’che e’una delle sue ennesime balle…

  8. Ragazzi, ieri mi sono fatto del male e ho ascoltato gran parte dell’intervista. Dall’amore per sinisa a quello per gp.. Confermo le testuali Parolo, ma vi chiedo: ammesso che sia vero che Zapata non fosse di gradimento del mister (non l’avrebbe portato in ritiro e messo ai margini come con altri più illustri predecessori), tu società lo vendi a quelle condizioni e prendi defrel in prestito???? Dai su, che ora il nostro Pres sia diventato attendibile mi giunge nuova….

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