CATANIA SAMP 2-1: LODE A TE FIORILLO, JOHN TRAVOLTA DI OREGINA

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FIORILLO 7.5 – Fiorin Fiorillo l’amore è billo. Cantando questa entusiasmante rivisitazione nel mio cuore ho accolto l’esordio in campionato del travolgente John Travolta di Oregina. Caricato a molla, elettricità nelle vene, Vincenzo sfodera una prestazione esaltante: quasi tutto il Catania lo prende a pallonate. Dalle tribune piovono arancini stracolmi di sugo, e lui para anche quelli! Dopo 22′ respinge di piede una conclusione a botta sicura di Bergessio, poi devia in corner un sinistro insidioso di Barrientos. Si arrende solo alla rovesciata (da Oscar) del re degli emo Jared Leto, di passaggio in quel di Catania per un tour con i 30 Seconds to Mars. Vincenzo è bersagliato anche nella ripresa: l’esperto Plasil, il cui nome ricorda il farmaco contro l’acidità di stomaco, cerca invano di beffarlo con una palla bassa; Veronica Castro, la regina delle telenovelle messicane anni 70/80, lo impegna due volte negli ultimi dieci minuti; ma il nostro n. 1 è costretto ad inchinarsi senza colpe a Bergessio, come Cristopher Lambert in Highlander: senza abbassare lo sguardo prima di essere decapitato. Vincenzo tiene la squadra in partita praticamente da solo fino alla fine, Sinisa attendeva da lui un segnale per il futuro e l’ha avuto. IL REUCCIO

FORNASIER 5.5 – Parte bene con un inserimento in avanti e un tiro-cross schiaffeggiato in angolo in una sfida tutta veneta da Frison. Poi si perde, eremita nella palude del Cibali. Schierato esterno destro, praticamente non offende e si difende con una certa sofferenza. A sua discolpa, il fatto di giocare in un ruolo non suo e la giornata di grazia dei disperati attaccanti catanesi. Da rivedere. ONE YEAR OF LOVE IS BETTER THAN A LIFETIME ALONE, cantava il mai troppo compianto Freddie Mercury….

MUSTAFI 6 – Sono Shkodran, fermo gli attaccanti. L’albatros allarga le ali, impettito come un tacchino da combattimento, e difende a denti stretti, fermando spesso Bergessio. La sufficienza è guadagnata grazie ad alcune chiusure provvidenziali nel primo tempo, con movenze alla Bruce Lee. Poi anche lui soffre l’attacco catanese e sembra in ritardo sulla seconda rete dei siciliani. GOODBYE MR.PRESIDENT.

REGINI 5 – Non convince neppure me, che sono un suo grande fan. Schierato centrale, costantemente messo in difficoltà dal barrio argentino catanese, è sempre in ritardo e non rilancia l’azione come vorrebbe. Insicuro, timidamente uomo, poco protettivo, sgasato come l’ultimo disco dell’omonimo Brondi (aka Le luci della centrale elettrica). MILLEPIEDI SCALZO.

COSTA 5 – Prestazione dannosa ed allarmante. Se la cava decisamente meglio come urlatore da panchina che non come pedatore. Schierato a sinistra, si arrende dinanzi gli occhi blu di Leto ancor prima di cominciare; non va meglio con Castro nel secondo tempo. Soffre probabilmente anche l’alone di celebrità che aleggia attorno ai suoi due dirimpettai. E’ uno dei principali responsabili dei miracoli di Fiorillo, dal momento che gli attaccanti da lui marcati costringono il portiere ad interventi prodigiosi in serie. PARSIFAL IN BALIA DEL DESTINO.

BJARNASON 5 – Ad un minuto dal vantaggio etneo ha una buona palla al centro dell’area: chioma bionda unta e fluttuante, pancia allegramente gonfia di Icelandic Beer, sparacchia addosso a Frison un pallone che avrebbe potuto segnare la svolta della partita. Giochicchia senza particolare ingegno né propositività, benché Sinisa lo sposti dietro le punte nella ripresa. Il martello di Thor oggi non era in campo. SE E’ VERO CHE KURT COBAIN NON E’ MORTO, MI VERREBBE DA PENSARE CHE OGGI GIOCHI NELLA SAMP.

(MAXI s.v. – Rientra a Catania accolto da un’assordante salva di fischi e di prepotenti “miiinchia” che piovono dagli spalti. Lui scrolla le spalle, si tocca le palle e guarda avanti. Solo un quarto d’ora per lui: da onesto professionista ci prova, ma non riesce praticamente a toccar palla. TRAPANATORE TRA LE COLTRI, IMPOTENTE SOTTO RETE.)

SALAMON 5 – Alla sua prima gara da titolare in campionato offre una prova decisamente legnosa, come le sue lunghe leve da principe di uno sperduto voivodato. Schierato davanti alla difesa, avversari esperti come Plasil gli creano più di un grattacapo. E’ piuttosto anonimo in fase d’impostazione, perde molti palloni: avrà modo di dimostrare di più nei prossimi incontri. IL PRINCIPE AZZURO POLACCO, MOLTO BELLO MA FORSE UN PACCO?

(KRSTICIC 6 – Meno di mezz’ora per svolgere il compitino, anche se la direzione della gara era ormai segnata. Prova a velocizzare la manovra, senza successo. IN THE NENAD OF LOVE.)

RENAN 6 – Cerca di non farsi travolgere dagli avversari. Partita di lotta, e per un pastore, un buon pastore come lui, abituato a combattere contro orde di lupi famelici, è terreno fertile. Innegabile il suo impegno, anche se la capacità di iniziativa mostrata in altre circostanze, stavolta, l’ha lasciata sull’aereo. Non riesce ad esplodere la sua lethal weapon, la sua arma letale, il suo sinistro frangipali. Quando ha l’occasione fa esplodere solo una soffice flatulenza silenziosa e sofferta, di quelle che quando le senti in canna chiudi gli occhi e ti tieni la pancia, pensando che possano lacerare pantaloni e spaccare sedie. Ma quando escono sono soltanto silenti e asfissianti. ROCK ON, RENAN, ROCK ON

SANSONE 5,5 – Cerca il guizzo più volte, lo schizzo che renderebbe la tela preziosa: un po’ è impreciso, un po’ è sfortunato (vedi il palo centrato di sinistro al 6′ della ripresa, con Frison fuori causa). Come sempre, è un buon suggeritore (assist ottimo per Okaka ad inizio ripresa), ma per il resto crea troppo poco. Indomito ma non indomabile. IL CAMPO E’ IL SUO SPEAKER’S CORNER, PARLA E SUGGERISCE, MA NON SEMPRE OTTIENE UN BUON SEGUITO

WSZOLEK 5 – Prestazione insignificante, fastidiosa, come un piatto di pasta al sale. Il suo punto forte sono i tagli offensivi, fendenti polacchi, ma a Catania è costretto a dare man forte alla difesa con esiti tutt’altro che brillanti. Rischia persino di farsi ammonire subito (incappando così nella squalifica) per un fallo da dietro su Plasil, fortunatamente non rilevato dall’arbitro. Non salta mai l’uomo. Che cavolo ci sta a fare? Dispiace dirlo ma è un giocatore che faticherebbe anche nella Orange Ekstralkasa. POLISH RUBBISH

(MATICRACK s.v. – Qualche minuto, giusto per ricordare ai tifosi che il presunto funambolo argentino voluto dall’ineffabile Osti è ancora in rosa. QUAL BUON VENTO!)

OKAKA 6,5 – Ci dà dentro di culone come al solito, però non arrivano molti palloni dalle sue parti. Ad inizio ripresa, la svolta. Prima spreca un bel suggerimento di Sansone, poi si guadagna da solo la palla del pareggio a centrocampo: la protegge avvolgendola con la sua gigantesca, nera e debordante sacca scrotale, aggira i difensori, dribbla un giovinastro presunto cugino di Peruzzi e conclude con una staffilata di rara potenza sotto la traversa. ALL’IMPROVVISO UNO SCROTO.

SINISA 5.5 – Alle prese con una lunga lista di indisponibili (e in trattativa con la società per il rinnovo del contratto), la Tigre di Vukovar decide di provare le seconde linee, con la speranza (se l’andamento della partita lo avesse permesso) di inserire qualche campioncino della Primavera in corso. Voleva risposte, le ha avute da Fiorillo e, in parte, da Fornasier; gli altri hanno traccheggiato, frastornati dagli assalti di padroni di casa sull’orlo del baratro. Primo tempo negativo, nel secondo è stata ammirabile la voglia di reagire immediatamente alla prima rete etnea. Krsticic e Maxi potevano entrare un po’ prima. Ai fini della classifica, risultato ininfluente, ma c’è da scommettere che Sinisa non farà passare liscia alla squadra la terza sconfitta consecutiva. Vorrei rivedere El Tuna Fornaroli allenato da Sinisa. Sono sicuro che sembrerebbe Iniesta.

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SampGeneration

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4 commenti

  1. Un solo appunto : il plasil era ( se ancora e’ in commercio ) un antiemetico, roba da dare agli sbronzi per non vomitare. Comunque Stefano Okaka Chuku Re degli Ubumbu titolare inamovibile fino a fine stagione. E che cazzo! Messi e Neymar un gol cosi’ lo fanno solo alla Playstation!

  2. Pagelle clamorose, le migliori sulla piazza! Complimenti all’autore, anche per i riferimenti musicali… Avrei infierito maggiormente su Wszolek, Bjarnason e (forse) Costa: 4 o 4,5 e vaffanculo!

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