LA RINASCITA DI CASSANO. MONTELLA: “PER ME E’ UNA MANNA DAL CIELO”

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E’ il calciatore più decisivo nelle ultime settimane blucerchiate.
Antonio è risorto, perdendo almeno dieci chili di buzza e facendo la differenza anche quando arriva il 60′ di gioco: momento in cui Fantantonio riflette, gioca praticamente da fermo, dispensando ugualmente velluto e poesia.
Come ben sappiamo, oltre alla Sampdoria il secondo chiodo fisso per Cassano è la Nazionale: il 99 vorrebbe convincere il salentino Conte, a suon di ottime prestazioni in blucerchiato, a convocarlo ai prossimi Europei.
Impresa al limite dell’impossibile, visto che il Ct non lo ha mai considerato.
Ma è anche vero che se continua a fare magie in campo fino al termine della stagione, come avvenuto contro il Palermo e i piccioni mazziati, sarà difficile che non nascano le solite petizioni popolari rivolte al Ct azzurro al grido “Mett’ a Cassano!”.
Storie già viste e riviste, che a noi interessano relativamente.
E’ però un dato di fatto che Antonio sia attualmente uno dei giocatori che mette più impegno per la causa blucerchiata.
Oltre a correre (per quanto la sua età gli consente) vediamo l’ultimo Cassano sempre nel vivo della partita, distribuire consigli ai suoi compagni, fare – incredibile a dirsi – una sorta di allenatore in campo. A livello mentale sembra il nonno saggio del giovane barese pazzo e geniale che fu.
Su Fantantonio, alias Pibe de Bari, così si è espresso Mister Montella, nella lunga intervista rilasciata a Repubblica:

Non ho meriti nei suoi confronti. Lui ha perso dieci kg, grasso come era non lo avrei fatto giocare nemmeno io”.

Poi il riferimento alla Nazionale:
Si è rimesso in gioco, vorrebbe tornare in Nazionale e per me è una manna. Il problema è di Conte, io dai suoi stimoli posso solo trarre vantaggi. Come uomo è maturato, da quando ci sono io, non ho visto una ‘cassanata’. Ogni tanto deve essere se stesso. Quando va fuori giri, in campo sono dolori per gli avversari”.

Insomma , Cassano sta dando cuore, classe e sostanza per la causa bluerchiata.
E l’obiettivo Nazionale, per quanto difficile da raggiungere, può solo far bene al giocatore e alla Sampdoria. Noi intanto godiamo delle sue prestazioni.
Scuradammoce o’passato: visto l’impegno totale del “ragazzo”, non è giunta finalmente l’ora che lo stadio gli dedichi un coro come ai bei vecchi tempi?

Autore

SampGeneration

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2 commenti

  1. Glielo ha dedicato il coro.
    Il primo, col Palermo.
    Il secondo, il cinque sera.
    Lo “storico” coro: “Antonio Cassano ehe oho”.
    Sta peró gridando vendetta la mancanza di un coro per il Capitano, che quest’anno ci sta mettendo voglia, traino, oltre ai piedi buoni. Probabilmente non rimarrà, ma dovesse farlo potrebbe diventare un grande capitano alla Palombo prima e Gastaldello poi. E’ maturato moltissimo Soriano, gran carattere.

  2. Io non mi reputo un tecnico da panchina e nemmeno un esperto di moduli. Vedo il calcio con l’occhio….antico. Ma ricordo che qualche anno fa vidi in TV una partitella dal ritiro estivo della Samp e mi impressionò un giocatore giovane che dava la palla di prima in verticale come un veterano. E chi è quello? Dissi molto sorpreso. Ma poi i soloni succedutisi sulla nostra panchina lo ignorarono bellamente. Per fortuna Mihajlovich, con suo grande merito, si accorse che Soriano era un asso. Ma i tifosi allora…….Beh, lasciamo perdere.

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