LA RINASCITA DI BARRETO: CORSA E GRINTA AL SERVIZIO DELLA SAMP

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Alzi la mano chi ancora credeva in Edgar Barreto, uno dei simboli della disastrosa stagione 2015/2016. Arrivato dal Palermo a parametro zero, secondo i programmi della società il centrocampista paraguaiano doveva portare esperienza e sostanza alla mediana blucerchiata.

È successo, ma con un anno di ritardo. Il Barreto bolso, pigro e indolente dell’anno scorso ha lasciato il posto a un giocatore vero, spalla ideale di Torreira nel tamponare gli avversari in fase di non possesso e partecipare alla manovra blucerchiata con cuore, spirito di sacrificio e personalità.

Barreto era l’emblema dei cattivi ricordi. Della voglia di lasciarsi tutto alle spalle: la fallimentare gestione tecnica di Montella, le partite giocate senza mordente, una retrocessione scongiurata in extremis. Liberarsene, agli occhi dei tifosi blucerchiati, voleva dire chiudere i conti con il passato.

E invece il mediano paraguaiano ha dimostrato di meritare la maglia per almeno 1,2 milioni di buone ragioni, come gli euro che percepirà di qui al 2018. Ma mister Giampaolo, in questo primo scorcio di stagione, non usa l’ingaggio come parametro principale per decidere la formazione.

A chi gli chiedeva di cacciarlo Giampaolo ha risposto picche. Il suo undici titolare profuma di freschezza e di sana gioventù. Ma i ragazzi, si sa, vivono di emozioni e ci vuole qualcuno che li riporti con i piedi per terra, placando il loro entusiasmo o incoraggiandoli nelle difficoltà.

Quel qualcuno si chiama Barreto, l’uomo in più della mediana della Sampdoria. Fino a oggi il paraguaiano ha sempre giocato dall’inizio. Con l’ascesa di Bruno Fernandes e Praet, il suo posto da titolare potrebbe traballare. Ma Giampaolo, prima di relegarlo in panca, ci penserà molto bene.

ROBERTO BORDI

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Roberto Bordi

Redazione

2 commenti

  1. ricordo bene fino a 2 mesi fa gli inviti per mandarlo a zappare,anche da queste pagine……..credo che una seconda possibilita’ invece vada data a tutti anche perché barreto e’ stato travolto dallo squallore del girone di ritorno dell’anno scorso come del resto tutta la squadra.non ho mai capito perché e’ stato preso barreto come capro espiatorio di tutto e gli insulti sono stati rivolti solo a lui in pratica.ha sempre giocato titolare ovunque abbia giocato e 6 mesi storti possono capitare a tutti.bentornato Edgar chi suda per la nostra maglia sara’ sempre il benvenuto

  2. modernist359 -

    Anch’io sono contento per il “ragazzo” che, dopo la traversa nel finale del derby di andata campionato 2015-2016 in cui avremmo potuto portare a casa uno storico 4 a 2, è praticamente scomparso nel nulla ed ha attraversato insieme a tutta la squadra un’involuzione incredibile; lui, secondo me, è un lottatore vero che si impegna con caparbietà e probabilmente, lo scorso anno, è quello che emotivamente e maggiormente ha subito il cambio di allenatore con scarsi risultati. Toccando ferro quest’anno è invece il giocatore che dopo 7 giornate ha avuto un buon rendimento e sicuramente utilissimo alla causa Samp: grazie Edgar continua su questa strada!

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