LA PREDICA DI FINE ANNO: UNA GRANDE SAMPDORIA, MA PESA LO SCANDALO ZAPATA

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Si chiude l’anno in gloria per la Sampdoria di Giampaolo, in grado di chiudere il girone d’andata con l’eccellente prestazione all’Allianz Stadium. Il 2018 va in archivio con un meritato filotto di punti in campionato e un simbolico ‘2-2’ a Torino, dove la banda Bassotti gobba ha avuto bisogno di tutto il campionario di taroccate in salsa juventina per avere la meglio sulla squadra blucerchiata, scesa in campo senza alcun timore reverenziale.
Sulla partita è stato decisivo un arbitro fuori dal mondo. E infatti Giampaolo non ha potuto che scomodare figure altolocate per commentare il grottesco rigore assegnato da Valeri: “Io non l’avrei dato nemmeno se me lo avesse detto Gesu’ Cristo”, ha detto il Mister doriano. Poi ha aggiunto: “Non lo avrei fischiato nemmeno se veniva giu’ il Padreterno”. Frasi celesti per evitare le blasfemie, ma che rendono chiaramente l’idea di come Giampaolo abbia preso la beffa di Torino. O, per meglio dire, la ladrata dell’anno.

SAMPDORIA SETTIMA IN CLASSIFICA, UN OTTIMO RISULTATO PER GIAMPAOLO

Concludiamo la prima parte di stagione al settimo posto con 29 punti, in piena zona Europa.
Un risultato importante, sul quale tutti avremmo messo la firma all’inizio della stagione.
Il settimo posto è figlio di un insieme di fattori: la capacità sempre maggiore dei giocatori di entrare negli schemi del Mister e trasformare l’armonia di squadra in forza sul campo (ammirevole il dominio blucerchiato a larghi tratti in casa della Juventus). A questo si aggiunge la crescita di valore della nostra difesa, con Audero e Tonelli quanto mai affidabili, Andersen che ha gli occhi addosso di mezza Europa piu’ la sorpresa Colley, gigante buono della retroguardia, atletismo ebanico al servizio dei nostri colori. A centrocampo Ekdal ha giocate completamente diverse da Torreira, ma si è inserito ottimamente in squadra. Praet cresce vistosamente. Davanti Saponara e Ramirez, a turno, offrono spunti tecnici di valore assoluto.

Dulcis in fundo Quagliarella, noblesse oblige, vive una nuova giovinezza sposando la sfrontatezza del ragazzino alla presenza in campo del campione maturo, che può vantare il pieno controllo di ogni colpo.
E’ questa una Sampdoria quadrata con evidenti punti di forza, a cui, è lampante, manca il centravanti per essere completa.
E veniamo così alle dolenti note: a fronte di un mercato in buona parte riuscito la cessione di Zapata in estate grida vendetta.
Zapata impacchettato e consegnato all’Atalanta per qualche spicciolo in cassa può definirsi come la porcata delle porcate. E’ stato mandato via uno degli attaccanti più forti che potessimo permetterci, amato dal pubblico, legato alla maglia blucerchiata. Il rischio è stato quello di prendere al suo posto un giocatore come Defrel per poi riscattarlo l’anno successivo a 18 milioni. Cosa che ovviamente di questo passo non avverrà mai.
Ed è anzi probabile che Defrel giochi sempre di meno se l’intenzione sarà quella di non confermarlo. Il progetto dello scambio Zapata-Defrel  sulla carta ci avrebbe fatto risparmiare 3/4 milioni. Ma è uno scambio tecnicamente disastroso, come era facilmente prevedibile già ad Agosto. Insomma, la sostanza è sempre la stessa: con questa politica delle noccioline non si va da nessuna parte. Quando hai un giocatore che vuole restare e soprattutto forte come Zapatone (10 gol al giro di boa con l’Atalanta, a – 1 dal suo record 11 proprio in maglia blucerchiata) lo devi tenere!
A meno che non ti vengano offerti 40 milioni come per il pacco Schick o una cifra irrinunciabile come quella per Torreira. Altrimenti vai a vanificare il lavoro e la crescita tecnica, comunque importante, avvenuta fino ad ora.

Quanto ci sarebbe servito Duvan  in una partita come quella di sabato?
In attacco i problemi sono sotto gli occhi di tutti: bisogna accendere i ceri alla Madonna della Guardia affinché Quagliarella si mantenga giovane come Dorian (non a caso) Gray.
Ferrero, piu’ garrulo che mai, in tema di mercato ha detto al Secolo: “Non vendo nessuno” (e ci mancherebbe pure). “In entrata vediamo se c’è qualche giocatore di prospettiva”.
Non ci siamo , Viperetta. Se vuoi puntare all’Europa, caccia le palanche guadagnate in estate e prendiamo l’attaccante che ci serve. La cessione di Zapata è stato un errore macroscopico. Dopo la porcata cerchiamo almeno di metterci una pezza, sempre se abbiamo un minimo di ambizione.

Il voto dell’anno alla Sampdoria resta comunque 7. Per confermarlo o aumentarlo non possiamo ancora una volta accontentarci di un onesto centro classifica.

Ferrero, tira fuori le palanche!

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SampGeneration

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14 commenti

  1. Concordo su quasi tutto dissento su Audero ancora non mi convince vedi il gol preso a Torino e Tonelli bravo ma di cristallo che gioca 10 partite l’anno. L’Europa sbagliero’ ma la prima a non volerla è la società perché richiede maggiori investimenti e fa lievitare ovviamente il monte ingaggi. Buon anno a tutti buon anno SAMP.

    • Luca (quello che stava in Brasile) -

      Sono con te caro Luigi.
      Buon 2019 a Te e alla nostra grande famiglia blucerchiata.
      Ad maiora!

  2. Condivido totalmente il pezzo. Quest’anno con Zapata non so deve saremmo. A gennaio ok non vendere ma se va via il polacchino dobbiamo prenderne un altro e considerando la metamorfosi involutiva di Defrel che a giugno tornerà a Roma penso bisogni prenderne uno buono. Chi? e Sabatini a che serve? SI PARLAVA DI DRIUSSI E GABBIADINI…..

  3. Si fa presto a dire: dovevamo tenerci Zapata. Per tenerlo bisognava cacciare poco meno di venti milioni e la proprietà non aveva e non ha i mezzi per farlo.
    La cessione di Zapata (fortissimo) è logica conseguenza dell’unico progetto portato avanti dalla attuale dirigenza della nostra società : plusvalenze ad ogni costo, anche se minime, per sopravvivere.
    Sinchè al timone ci sono questi signori romani, scordiamoci l’Europa o altri obiettivi, che seppur siano raggiungibili vista la mediocrità del nostro campionato, non collimano con la politica societaria .
    Chiudo dicendo Juve m….

    • Luca (quello che stava in Brasile) -

      Scusa Alex, ma mi sembra che tu stia vagamente scordando i 64 milioni oriundi delle cessioni di Torreira e Schick… direi che sarebbero bastati per pagare quanto dovuto al Napoli, compreso il pacco regalo Strinic, o no?

      Il fatto é che il nostro genietto di allenatore, non ama gli attaccanti veri, quelli che non passano la palla indietro sempre e comunque, cioè quelli che tirano e lottano come Duvan (che invece fanno impazzire i tifosi del buon calcio come il sottoscritto), e che quindi abbiano cercato uno di quelli che “manovrano” al limite dell’area, e alla fine abbiamo preso per 18 trombe quello che l’anno prima avevamo in mano dal Cesena per 5…

  4. Io però defrel proprio non lo capisco. Ancora più “pazzariello” (intendo per qualità di prestazioni) del mio idolo, platano fritto Muriel! Possibile subire una involuzione così marcata in un paio di mesi??? Comunque, fermo restando che al piazzamento nobile non ci spero nemmeno un po’ per più motivi (avversari più forti e potenti su tutte le spiegazioni), se proprio devo dire cosa manca a questa squadra, dico l’estro… Quanto era bello quando la palla finiva nei piedi di Muriel o Schick e tutti tenevamo il fiato perché tanto ora qualcosa succede.. Per questo ammazzerei Ramirez (talento puro) che potrebbe essere, con Saponara (più concreto e meno eclettico), il mio nuovo “divertimento”… Parola di un manciniano convinto!

    • Concordo, sul punto dell'”estro”. Io ricordo che all’inizio Ramirez ne aveva, e parecchio.
      Ricordo che come giocate, in primis assist, mi ricordava Fantantonio, senza se e senza ma!
      Ricordo che scrissi che Ramirez valeva il doppio della somma Alvarez + Fernandes.
      Ricordo che quando dopo un inizio fantastico iniziò ad avere i suoi cali, la mia considerazione fu: “daltronde, se il vero Ramirez fosse quello li, non sarebbe da noi…” che è cosa direi francamente ovvia.
      Attualmente gioca bene da giocarsela con Saponara, ma non è quel fantastico “Ramirez iniziale” che vedemmo appena arrivò (ebbe modo di farlo vedere anche sulle punizioni).

  5. Io invece non condivido quasi nulla dell’articolo…
    La cessione di Zapata è stata inevitabile e necessaria per una società come la nostra che vive di plusvalenze e diritti TV, da un punto di vista tecnico concordo che fu una follia avallata però, lo ricordo, dal mister che per il suo gioco preferisce tipi alla Defrel…
    In disaccordo totale poi sul voto finale 7: a meno che non sia riferito al solo girone d’andata ( e allora se fosse così potrei concordare…) l’anno solare 2018 è stato più ricco di delusioni che soddisfazioni…

  6. PassavoPerCaso -

    Non entro nel merito Defrel vs Duvan, troppo diversi a mio parere e sono d’accordo che a noi un ariete manca (ma anche uno tipo Inglese, senza dover arrivare a Zapata).

    Pero’ i numeri non sono un’oipinione e quando si danno vano dati bene o almeno approssimativamente bene.

    Duvan è stato venduto a 14 mln di prestito oneroso + 12 di riscatto, 26 mln.
    Defrel è stato acquistato a 950K di prestito oneroso e 18.5mln di riscatto, 20mln circa.
    Inoltre, Duvan percepiva 1.3 mln/anno Defrel 950K. Una diferenza annua di 350K (NETTI) ovvero 700K lordi, che per 4 anni fanni quasi 3mnl.
    Nota, faccio notare che Duvan all’Atalanta prende 1.5, quindi avrebbe potuto chiedere un adeguamento, che non calcolo per semplicità…

    Insomma la differenza tra i due, in termini economici non sono “3/4 milioni” ma NOVE (9) milioni.
    Incidentalmente, la cifra sborsata per Saponara.

    E’ più corretto dire che abbiamo venduto Zapata per prendere Defrel e Saponara. Che poi sia stata una buona o una cattiva idea lo lascio decidere a voi.

    Ed è ovvio che a me sarebbe piaciuto prendere tutti e tre, ma i soldi non ce li metto io.

    • Ineccepibile… Cicciobello (credo sia Muriel) ha fatto tanto per noi (un centesimo di quello che avrebbe potuto per me doti che ha) e soprattutto non perde mai occasione per “tornare a casa”… Riconoscenza, questa sconosciuta!

  7. Non mi voglio dilungare, ma esprimo un enorme fiuuuuuu per il mancato ritorno di cicciobello.
    Sapevo che mai e poi mai la nostra dirigenza avrebbe di nuovo puntato su di lui, ma tant’è ora è ufficiale.

  8. Vorrei solo far presente che defrel nelle gerarchie è stato ultimamente scavalcato da Caprari il che è tutto detto quindi per pochi “spiccioli” ho l’impressione che tutto sommato tolto l’immenso quagliarella davanti il mercato sia stato molto negativo. Ciao Luca sempre d’accordo con te.

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