SAMP FIORENTINA 0-0: MUSTAFI SCHIAVIZZA MATRI. EVVIVA PALOMBO!

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DA COSTA 6,5 Poco impegnato, nonostante la vivacità della partita arrivano pochi tiri nello specchio della sua porta. Si dimostra comunque solido e pieno di sé nell’ordinaria amministrazione, soprattutto quando deve giocare la palla con i piedi. Mustafi e Gastaldello lo chiamano agli straordinari nel gestire i retropassaggi e lui ostenta una sicumera da consumato playmaker. “Una vita a volo d’angelo”, parafrasando la biografia del caschetto d’oro della musica napoletana, Nino D’Angelo. Lo salva la fortuna in occasione della traversa di Vargas nel primo tempo. LO CHIAMAVANO MISTER FANTASTIC.

DE SILVESTRI 6.5 Motivato come un vero amante scaricato dalla propria ex, contro la sua vecchia squadra offre una prova di tutto rispetto: efficace in copertura, caldo e comodo come il vecchio plaid che con tanto amore la nonna ti metteva sulle spalle quando da piccolo ti addormentavi dinanzi alla tv. Il suo apporto si sente anche in fase offensiva, da raging cock che si rispetti. Si capisce che è in giornata tutta grinta quando nel riscaldamento va provocatoriamente a massaggiarsi la sacca scrotale proprio sotto il settore ospiti, a mo’ di sfida, come per dire “voi mi avete scaricato, e io ve lo piazzo”. Sforna cross come ai vecchi tempi, barcolla ma non cede di fronte agli ostacoli viola. Ben tornato cavallo di razza. SENTI UN BRIVIDO DENTRO.

MUSTAFI 7 Solidità al potere. Plana sui palloni con la solita regalità da pellicano. Il grande merito è quello di aver salvato la porta blucerchiata dalla conclusione di Borja Valero nella ripresa, subito dopo aver sventato la minaccia di Cuadrado. Per il resto, prestazione gagliarda contro avversari pericolosi. Matri è sembrato abbastanza ligneo, ma lui lo schiavizza umiliandolo con la spietatezza di una vecchia mistress… e l’attaccante viola ci mette pure del suo perché dimostra di non ricordarsi la parola d’ordine… THE BITCH IS BACK.

GASTALDELLO 6.5 Buona prova del ciclope veneto. Guance scavate e setto nasale alla Kevin Bacon fanno di lui, nonostante gli anni passino, un incontrastato idolo della ramificazione femminea della nostra tifoseria. Le velleità di Matri ed Ilicic vengono annullate dal suo senso della posizione. Ormai è tornato una garanzia. IL GURU DELLA DIFESA
(FORNASIER n.g.) Un quarto d’ora tutt’altro che disprezzabile, non fa rimpiangere il capitano. TI SENTO, FORNASIER… TU SEI UN PRESCELTO

BERARDI 6,5 Complice la squalifica di Regini, rientra dopo mesi di oblio, in cui nessuno aveva sentito la sua mancanza. Ciononostante non sfigura affatto: Sinisa lo inserisce per tamponare le scorribande del funambolo Cuadrado, che gli sfugge raramente. In qualche circostanza rivela la solita propensione al casino e, tutto sudato e rosso per l’imbarazzo, implora l’aiuto del giovane ma concreto Mustafi. SCONGELATO

PALOMBO 7 Offre una prestazione sostanziosa: recupera palloni, ispira azioni, mette ordine e spezza con le sue frustate le iniziative viola. Quantità in mediana, ara il campo come una ruspa nonostante l’eta non più verde e non patisce più di tanto l’onnipresente Borja Valero. L’Angelo sterminatore è ancora con noi, evviva l’Angelo!

KRSTICIC 6 Lavoro sporco dietro le quinte, per lui che forse prediligerebbe ciò che i tifosi si aspettano, ovvero il guizzo risolutivo. Invece Nenad si rende utile martellando il centrocampo viola con la stessa potenza di una linea di basso di John Deacon. Pressa ed insegue chiunque varchi la metà campo e trova anche il tempo di andare al tiro, sufficienza ampiamente meritata. UNDER PRESSURE (chi gli capita a tiro)
(RENAN n.g.) Una decina di minuti e pochissimi palloni toccati. Si rende utile solamente su qualche calcio piazzato. A fine gara omaggia gli avversari di una pregiata ricotta di pecora, da lui prodotta nel proprio ovile sul Monte Fasce. PASTORE NELL’ANIMO.

GABBIADINI 6 Sostanzialmente una prestazione concreta dell’agile e sgusciante freeclimber dal sinistro al pepe verde. Sfiora il vantaggio su punizione nel primo tempo e spreca un’occasione pericolosa davanti a Neto nel secondo. Nell’occasione ci sarebbe stato da sfondare la porta ma lui si addormenta amleticamente sul pallone, dando il tempo alla difesa viola di murarlo in stile Holly e Benji. Arretra spesso quando necessario, svolgendo un gran lavoro di copertura che gli chiede il mister, minacciandolo con una mazza ferrata. SACRIFICIO E SOSTANZA

SORIANO 7 Sempre l’uomo giusto al posto giusto. Non ha una posizione fissa, va’ dove lo porta il gel, va dove lo porta l’azione. Ormai è divenuto una sicurezza. Stupisce tutti con due o tre discese in slalom con cui salta un paio di difensori come birilli. Ma le sue conclusioni vengono sempre sventate dagli avversari. Grande Soriano, vecchio porcello, quanto ci delizi ultimamente! OTTIMO COME UN PATA NEGRA CON UN BUON CALICE DI AMARONE.

EDER 6 Sfiora subito il palo dopo qualche minuto, ma quella palla era da infilare con la stessa precisione chirurgica con cui un Rocco ficcherebbe la pussy di turno, eccheccazzo! Poi qualche sfarfugliata in avanti, ma l’attaccante di razza e pedigree di qualche settimana fa ha le polveri bagnate. Montella gli schiera come terzino Cuadrado, acconciato come un gangsta rapper del Queens: un cliente ostico a cui andare via in velocità. Alla fine risulta quasi più utile in copertura. SOFFERENTE E BONARIO

MAXI LOPEZ 6. Si fa notare più per il gioco di sponda, sfruttando il fisico e le anche ad anfora che si ritrova, che per la prestazione prettamente offensiva: Diakité è un osso duro, gigante di ebano della razza Okaka, e solo in una occasione riesce a lasciarlo sul posto. Nella ripresa si rende comunque pericoloso con un destro potente sventato da Aquilani e con un diagonale ben allestito che viene ribattuto da Neto. La Gallina de Oro ha bisogno della rete, non di briciole di becchime. SFORTUNATO AL GIOCO….

(OKAKA 6)
Al di là di un’ammonizione poco utile, prova a sfiancare i difensori viola con i suoi abbondanti colpi di gluteo, ma è meno efficace del solito. MA HO FIDUCIA. IL PROROMPENTE PREPUZIO VIBRANTE TROVERA’ ANCORA CHI ANNICHILIRE.

SINISA 6.5
Sulle sue capacità taumaturgiche si è già detto tutto. Si fa espellere nel finale, tentando di sbranare viva la terna arbitrale, usando il quarto uomo come stuzzicadenti. La squadra, ancora una volta, si rivela ottimamente disposta in campo, con una grinta impensabile fino a pochi mesi fa. Notevole anche la capacità di recuperare giocatori che sembravano destinati all’oblio: ieri Sansone, oggi Berardi. UN UOMO SANTO, RECUPERA CARCASSE E NE FA EROI.

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SampGeneration

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